Il massacro di Srebrenica

Il massacro di Srebrenica

Il massacro di Srebrenica, un efferato crimine di guerra (genocidio) avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina nel 1995.

Migliaia di musulmani bosniaci furono uccisi l’11 luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić, con l’appoggio dei gruppi paramilitari guidati da Željko Ražnatović, nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle truppe olandesi delle Nazioni Unite.

Secondo le istituzioni ufficiali i morti furono oltre 8.372, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000.

A giugno 2015, 6.930 salme riesumate dalle fosse comuni sono state identificate mediante oggetti personali rinvenuti oppure in base al loro DNA che è stato confrontato con quello dei consanguinei superstiti.

A SREBRENICA

A Srebrenica
e nei dintorni
non sono mai stato.

A dire il vero,
non so neppure
dov’essa si trovi.

Oltre Fiume
non sono mai andato.
Conosco, però,
quella gente
di cui gli Istriani,
soprattutto i parenti
di mia moglie,
che sono d’Albona,
e che hanno “servito”
due “regimi”,
quello di Mussolini
e quello del Croato
Josip Broz,
ben sapendo
sia degli Ustascia
di Ante Pavlovic,
che dei tanti
“Infoibatori”
che ne hanno seguito
le “gesta mostruose”,
ne parlavano male,
definendoli razzisti
e assai violenti.

Quando intendevano
tenersi “riservati”,
(Il Maresciallo Tito
era ancora ben vivo
e vegeto),
se la cavavano dicendo,
più semplicemente
ch’erano un “popolo”
di prepotenti.
Già! di prepotenti
strutturali!

Di quello che avveniva
a Srebrenica,
per opera, appunto,
dei Serbi
di matrice cristiana,
si sapeva tutto.
Le uniche che fingevano
di non sapere,
forse perché
troppo vicine
al luogo del genocidio,
quasi fossero presbiti,
erano le “forze” dell’O.N.U.,
armate di tutto punto,
colà inviate per interporsi
tra i “contendenti”,
ovvero tra vittime
e carnefici,
come se le une
avessero pari colpe
e pari responsabilità
degli altri.

Sicché, temendo
per loro stesse,
non solo non s’interposero
affatto, ma, talvolta,
favorirono il genocidio
ed ogni altra violenza
perpetrata
contro i mussulmani.

Chi può dire,
che le migliaia e migliaia
di uomini, vecchi e bambini,
che, sono stati rinvenuti,
magari casualmente,
nelle fosse comuni,
cui, di sicuro,
altre seguiranno;
chi può dire che le migliaia
di stupri perpetrati
su donne d’ogni età,
come avvenne, in Italia,
con le “marocchinizzate”
del Mezzogiorno,
col “passar del Fronte
alleato”
(femmine, la cui fede
impone
pudori talvolta
insormontabili
al cospetto del maschio),
non siano all’origine
di tante efferatezze
contro i Cristiani,
che i Fondamentalisti
islamici,
giorno dietro giorno,
perpetrano nel mondo?

Quanto avremmo voluto,
allora,
e per questo, scrivemmo
versi di fuoco a Wojtila,
che il Papa,
anziché rivolgere appelli
di pace e di concordia,
a gente le cui orecchie,
nemmeno le trombe
di Gerico,
avrebbero sentito,
ancorché malato,
malandato e stanco,
oltre ogni dire,
quale estremo sacrificio,
andasse di persona,
a Srebrenica
ad impedire uno scempio
che, ancora grida
vendetta al cospetto
di Dio;
uno scempio, di cui,
oggi non avremmo affatto
bisogno di celebrare
un’ipocrita commemorazione.

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