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I graticci di Stefano del Carma da "Oh che bel Castello"

Dedicato a Stefanino del Carma (Stefano Pellegrini)

Dedicato a Stefanino del Carma (Stefano Pellegrini)

Ci divideva qualche anno d’età, io sono più grande di te e non ricordo quali dinamiche ci portarono a condividere la terza (o quarta?) elementare nella nostra scuola gigliese, lassù alla Casamatta dove l’inverno ci portava i geloni alle dita delle mani; la primavera no, quella stagione la ricordavamo con l’allegria dovuta alle lezioni all’aperto con i prati in fiore, alle vallicelle piene d’acqua e ai giochi intrapresi tra maschietti e femminucce: giocavamo agli sposi. Seri, recitavamo, quasi una prova, una preparazione al nostro scontato futuro isolano.

Avevi una leggera balbuzie che si accentuava nelle ansiose risposte alle interrogazioni che il maestro, nei lunghi silenzi, aspettava spesso senza troppi riguardi.

Ne avevamo di sogni nella testa.
E nel cuore.

Senza mai perdere di vista il mondo circondato dal mare che ci vide crescere, soffrire, amare, da adulti, in tanti partimmo dall’isola seguendo scie con gli occhi lucidi fermandoci nei luoghi dell’affermazione, ma le nostre ombre, le nostre figure sono sempre rimaste là su quel murello fuori la Porta dove i più grandi “abbondavano” vetriola dal trione per dispetto. Per poi ridere tutti insieme.
E dove raccontavi le storie antiche di nonna Biagia; pillole di saggezza indorate di buonumore; perché questo volevamo: ridere gratificati della nostra origine.

Oggi la tua vita si è fermata, il dolore è nella tua numerosa e bella famiglia, ma anch’io sento forte questo distacco e piango il caro e timido compagno di scuola che alla lavagna veniva segnato sempre nella lista dei – Buoni –

Riposa in pace.

Un abbraccio e condoglianze a tutta la famiglia.

Palma

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    Nel chiederti
    cosa significhi “vetriola”,
    non posso non dirti
    che non sei la sola,
    a dolerti
    di questa “dipartita”,
    che’ la persona
    ch’ hai descritta
    e “riverita’”,
    pure l’alma mia
    ha ‘sì intristita,
    da farmi dir
    “Mio caro Stefanino
    or ch’ hai trascorso
    tutto il tu’destino,
    vedrai che, in Paradiso,
    invece, d’essere deriso,
    la tua balbuzie, a Dio,
    maestro di Cultura,
    susciterà un sorriso
    a dismisura!

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