
Cinque anni, una lezione di sport
Complimenti sinceri ai ragazzi del Rione Moletto, che per il quinto anno consecutivo hanno conquistato il Palio Marinaro di Isola del Giglio.
Cinque vittorie consecutive non arrivano per caso. Dietro ogni successo ci sono sacrificio, allenamento, costanza, disciplina e soprattutto la capacità di mantenere nel tempo la stessa voglia di mettersi in gioco. Per cinque anni, questi ragazzi hanno scelto di esserci, di allenarsi, di costruire un equipaggio e di affrontare ogni volta il mare con l'obiettivo di onorare il proprio Rione e una tradizione che appartiene a tutta l'isola.
Ed è giusto che oggi vengano applauditi e portati in trionfo. Se lo meritano.
Mi permetto però una piccola riflessione, con un pizzico di ironia.
Vedere oggi tanta gente esaltare giustamente la continuità, la forza e la serietà di un equipaggio che vince ripetutamente mi fa pensare a quando, qualche anno fa, al Rione Saraceno e al suo equipaggio venivano rivolte critiche molto diverse.
Quando si vinceva troppo, si diventava antipatici. Quando si continuava a vincere, si sentiva dire che bisognava sciogliere l'equipaggio, ritirarsi, cambiare le regole, perché così era troppo facile. Quasi che il problema fosse non trovare qualcuno abbastanza forte da battere, ma convincere quello più forte a smettere.
Oggi, invece, sembra che finalmente ci siamo tutti convinti di una cosa molto semplice: è molto più bello vincere battendo l'avversario più forte che vincere perché l'avversario più forte ha deciso di farsi da parte.
E allora, forse, possiamo riconoscere che quello che oggi applaudiamo nel Moletto - continuità, allenamento, serietà, dedizione e capacità di costruire un equipaggio competitivo nel tempo - non era poi così diverso da ciò che faceva il Saraceno di allora.
Nel Palio non si vince soltanto con la "forza in mare". Servono tecnica, preparazione, affiatamento e talento. Ma soprattutto servono serietà, equilibrio e continuità nell'allenamento.
I ragazzi del Moletto stanno dimostrando a tutti quanto questi elementi siano fondamentali e quanto sia difficile mantenerli anno dopo anno.
E forse stanno anche dimostrando, a distanza di tempo, che l'atteggiamento del Saraceno di allora non era un'anomalia.
Avevamo semplicemente applicato prima di altri quelle regole di base dello sport che oggi stanno portando questi ragazzi a cinque splendide vittorie consecutive.
Per questo, ancora una volta, complimenti al Moletto.
Per le vittorie, certo. Ma soprattutto per aver scelto di continuare a gareggiare, ad allenarsi e a misurarsi con gli avversari.
Perché è proprio questo, in fondo, il bello del Palio.
Per commentare occorre accedere con le proprie credenziali al sito www.giglionews.it
Login
Non riesci ad accedere al tuo account? Hai dimenticato la password?