
Il Giglio che cambia: "Non perdiamo l'identità di un'isola speciale"
Sono un'amante del Giglio e assiduo frequentatore estivo ormai da 5 anni con mia moglie e mia figlia. Abbiamo iniziato a venire al Giglio perché volevamo vivere le vacanze al mare in modo diverso, più tranquillo, più rispettoso della natura e più "lento". Nel pieno rispetto dello spirito dell'isola siamo sempre venuti senza auto, che lasciamo per il periodo necessario in una struttura a Porto Santo Stefano. Sull'isola ci spostiamo a piedi o con i mezzi pubblici sempre molto efficenti. Occasionalmente abbiamo utilizzato gli NCC bianchi in servizio.
In questi 5 anni ho però notato una trasformazione in corso che sinceramente mi amareggia e mi fa dispiacere, soprattutto per l'isola che amiamo. Vero è che purtroppo il periodo in cui abbiamo le ferie è agosto, sicuramente il meno indicato se si cercano pace e tranquillità ma non possiamo fare diversamente. È altrettanto vero però che negli ultimi 5 Agosti passati al Giglio, ho notato un costante aumento di turismo "generalista", cioè di persone che poco hanno a che fare con lo spirito riflessivo e calmo dell'isola.
Vedo mini crociere che sbarcano centinaia di persone tutte assieme, che si trattengono poche ore e intasano spiagge e servizi pubblici, spesso lasciando rifiuti in giro e confusione. NCC (soprattutto quelli privati di alcuni stabilimenti) che sfrecciano come pazzi per le strade strette suonando il clacson e facendo zig zag tra i pedoni per fare più viaggi e incassare di più. Con uno di questi fenomeni ho anche discusso quest'anno, perché pretendeva che col passeggino mi spostassi velocemente per farlo passare, manco fosse un'ambulanza. La discussione si è chiusa quando gli ho detto "se pensi di avere ragione caricami sul cofano e poi vediamo". Ovviamente non lo ha fatto.
Penso che questo tipo di turismo non faccia bene all'isola, e nemmeno agli esercenti. Molta di questa gente sbarca con zaini pieni di cibo portato da casa, non fanno acquisti e allo stesso tempo sfiancano chi invece viene sull'isola con continuità da anni.
Altra menzione sono le auto, che andrebbero regolate in maniera più restrittiva,visto che in troppi non capiscono che in un'isola così piccola l'auto è più un peso che una comodità. Anche per la comunità.
Da amante del Giglio auspico un cambiamento di rotta, il Giglio non è Rimini e non è l'Elba, e mi auguro che non voglia giocare nello stesso campionato perché inevitabilmente perderebbe la propria identità e probabilmente anche una buona fetta di clienti affezionati.
Natura, vita tranquilla e mare meraviglioso sono i pilastri del turismo al Giglio. Mi auguro che continuino ad esserlo.
Cari saluti, Gianluca da Montopoli (PI)
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