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Muti: "Differenze tra test sierologici e tamponi nasofaringei"
Muti: "Differenze tra test sierologici e tamponi nasofaringei"

Scrivo per un chiarimento relativo a quanto riportato dal Signor Ortelli, Sindaco del Comune di Isola del Giglio, concernente la comparazione di efficacia tra test rapidi (sierici) o più lenti (tamponi). Queste informazioni sono importanti al fine della comprensione e interpretazione dei test.

È importante segnalare innanzitutto che i test sierologici (che possono essere rapidi o più tardivi) e i test su tampone nasofaringeo (rapidi o più tardivi) sono diversi nel loro significato e interpretazione e danno informazioni diverse e NON CONFRONTABILI. Mentre i test sierici informano sulla storia di esposizione al virus (cioè informano se quella persona indagata è stata esposta al virus, in questo caso Sars-Cov2, in tempi più lontani o più recenti), il test eseguito su tamponi di fluidi nasofaringei rileva la diretta presenza del virus.

Il test sierologico viene effettuato per comprendere se e quando la popolazione in oggetto è stata esposta al virus. Nel caso del test sierologico condotto sulla popolazione dell’Isola del Giglio, era importante capire se la completa assenza di focolai infettivi, così rara nelle popolazioni generali, fosse dovuta, per esempio, a immunità acquisita nei confronti del Sars-Cov2. Cosa che proprio quello studio ci ha permesso di escludere. Indicando che, forse, altri fattori hanno giocato, in quel momento o forse anche in tempi più recenti, limitando moltissimo la diffusione del primo focolaio osservato in questa popolazione.

Nel nostro studio abbiamo anche confermato che, oltre all’assenza di storia di contagio descritta dal test sierologico, la popolazione non aveva neppure presenza del virus Sars-Cov2 nella saliva (osservata attraverso test molecolari effettuati sui campioni di saliva).

I test sierici e quelli eseguiti su tampone di fluidi nasofaringei attualmente in uso presentano dati di accuratezza molto elevati con caratteristiche di sensibilità e specificità, valore predittivo e negativo e quindi accuratezza di ottimo livello.

Il Signor Ortelli ha confuso quindi i termini di test rapido e veloce con test sierico e test effettuato su tampone nasofaringeo. In effetti, ci sono test rapidi e più lenti, ma questo confronto bisogna sempre farlo all’interno della stessa categoria, cioè quella dei test sierologici (rapidi o più “lenti”) e quella dei tamponi nasofaringei (rapidi o più “lenti”).

Nel caso dei test da tampone nasofaringeo, per esempio, ne esiste un tipo “antigenico” rapido e uno più lento “molecolare”. Il test antigenico è un test diagnostico rapido per la ricerca dell’antigene SARS-CoV-2. Questo è un test che va a ricercare la ormai nota proteina Spike o S del virus come indicatore della presenza di Sars-Cov2 perché la proteina S è una proteina specifica e altamente conservata nel virus SARSr-CoV- 2 su tampone nasofaringeo. La risposta a questo test si ottiene nel giro di qualche minuto.

Il secondo test da tampone nasofaringeo è “molecolare”, i cui risultati arrivano più tardivamente, e permette di identificare direttamente il materiale genetico del virus SARS-CoV-2, utilizzando metodi molecolari di real-time RT-PCR (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction). Il risultato di questo test si ottiene nel giro di 4-6 ore.

Il primo test “antigenico” da tampone nasofaringeo è molto sensibile (cioè non sbaglia mai nell’identificazione dei soggetti che sono positivi alla presenza del virus), ma può sbagliare nella classificazione dei negativi. Il test da tampone nasofaringeo molecolare è di altissima sensibilità e specificità, ma la sua capacità di identificare il virus dipende dalla quantità di virus presente nei fluidi. Ognuno di questi test da tampone ha uno specifico razionale di implementazione e dunque vengono utilizzati in situazioni e per necessità diverse.

Questi chiarimenti sono necessari al fine di interpretare correttamente ciò che è stato fatto al tempo dello screening sierologico. È importante informare correttamente la popolazione in tempi difficili come questi e chi non ha competenze scientifiche e tecniche in materia dovrebbe evitare di esprimere commenti per non allarmare e fuorviare inutilmente le persone. Solo attraverso l’armonica collaborazione e rispetto di diverse competenze professionali e l’implementazione di strategie ingegnerizzate sulle specifiche caratteristiche delle popolazioni, potremo costruire prevenzione e precoce identificazione dei focolai infettivi in modo da proteggere efficacemente le nostre comunità in tempo di pandemia.

Paola Muti