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Sanità all'Isola del Giglio: un dito schiacciato mette a nudo un sistema che non funziona

Sanità all'Isola del Giglio: un dito schiacciato mette a nudo un sistema che non funziona

Scrivo per denunciare un episodio emblematico di inefficienza e precarietà sanitaria avvenuto proprio ieri a Giglio Porto, con la speranza che chi di dovere - dai responsabili dell'ASL ai vertici della sanità regionale - si renda conto del rischio che la nostra comunità sta correndo.

Intorno alle 14:30 di oggi, mi sono imbattuto in un gruppo di persone davanti all'ambulatorio del Porto. Tra queste c'era mio cugino, fermo nel suo furgone, mentre il figlio tentava disperatamente di contattare l'assistenza sanitaria. Poco prima, a causa di un incidente sul lavoro, si era schiacciato un dito tra un martello e un tubo di ferro: la ferita era profonda, aperta a metà e necessitava di cure immediate.

Il caso ha voluto che sul posto fosse presente un medico in pensione che, per puro spirito di solidarietà, ha prestato un primo soccorso di emergenza. La sua diagnosi è stata chiara: servivano punti di sutura, anestesia e una radiografia per escludere fratture. Tuttavia, essendo ormai privo dell'attrezzatura necessaria, l'ex medico ha effettuato una medicazione provvisoria e istruito i presenti a rivolgersi immediatamente ai medici in servizio.

Da qui è iniziata un'odissea inaccettabile.

A seguito della chiamata, è intervenuta l'ambulanza, ma senza medico a bordo, poiché quest'ultimo risultava oggi irreperibile (pare per un improvviso problema di salute). I volontari della Misericordia, con la consueta e ammirevole professionalità, hanno accolto l'infortunato sul mezzo per monitorare i parametri vitali e toglierlo dalla strada, pur non potendo, per legge, intervenire sulla ferita.

Quando è stata contattata la centrale per chiedere l'invio dell'elisoccorso o di un medico, la risposta è stata sconcertante: l'elicottero era impegnato a Siena e, testuali parole, "per un dito non lo avrebbero mandato". La soluzione proposta? Aspettare il primo traghetto disponibile delle 17:30 per raggiungere l'ospedale di Orbetello.

Facciamo due conti: l'infortunio è avvenuto verso le 13:30. Mio cugino potrà ricevere le prime cure ospedaliere solo dopo le 19:00. Oltre cinque ore di attesa e dolore per una prestazione che in un Paese civile dovrebbe essere garantita in tempi rapidi.

Questa vicenda solleva interrogativi inquietanti che rivolgo alle istituzioni:

  1. Sicurezza minima: Com'è possibile che l'Isola del Giglio dipenda dalla presenza di un unico medico? Perché i due medici incaricati, che si alternano nel servizio, non sono presenti contemporaneamente per garantire una copertura reale e sicura h24?

  2. Gestione delle emergenze: Se l'infortunio di oggi fosse stato più grave - un'emorragia massiva o un arresto cardiaco - cosa sarebbe successo in assenza del medico e con l'elicottero impegnato altrove?

  3. Economia vs Vita: Comprendiamo che la sanità sia gestita con logiche di bilancio, ma i tagli regionali non possono essere fatti a scapito della sicurezza dei gigliesi. La salute non è una merce che deve produrre utili.

Ringrazio di cuore, anche a nome di mio cugino, i volontari e chi si è prodigato per aiutarlo. Mi auguro che questo appello serva a prendere immediati provvedimenti, affinché episodi simili non debbano più ripetersi in futuro.

Cordiali saluti,
Alessandro Brizzi