
Per rispondere all'ex Sindaco: "È comprensibile che la mancanza di governabilità porti a scelte drastiche, ma le dimissioni sono una 'sconfitta' per la politica locale. La domanda è: sono state tentate davvero tutte le strade della mediazione prima di lasciare il Comune in mano a un tecnico esterno? Il rischio è che i cittadini leggano questo gesto non come un atto di coerenza, ma come una rinuncia davanti alle prime vere salite."
Per rispondere alla Minoranza: "Criticare la mancanza di responsabilità è legittimo, ma l'opposizione deve chiedersi quanto il proprio atteggiamento abbia contribuito al muro contro muro. Se il clima era davvero così tossico da impedire ogni atto amministrativo, la responsabilità della paralisi è condivisa. Non ci si può limitare a puntare il dito sulle dimissioni senza proporre una visione alternativa che fosse realmente praticabile in aula."
In sintesi: Chi ha ragione? In politica, non ha ragione chi "grida" di più, ma chi tutela l'interesse pubblico.
Il Sindaco ha ragione se l'ostruzionismo era tale da rendere ogni giorno di lavoro inutile e costoso per la comunità.
La Minoranza ha ragione nel dire che il commissariamento è un trauma per l'isola che rallenta lo sviluppo.
Il risultato finale è che l'Isola del Giglio oggi vive un vuoto politico. La risposta migliore per entrambi è invitare a una riflessione su come ricostruire un dialogo, perché dopo il commissario servirà una classe dirigente capace di collaborare, indipendentemente dai ruoli di maggioranza o opposizione.
Per commentare occorre accedere con le proprie credenziali al sito www.giglionews.it
Login
Non riesci ad accedere al tuo account? Hai dimenticato la password?