“Gabbianara cara”, la nuova poesia di Tonino Ansaldo

Nuova creazione artistica del poeta gigliese Tonino Ansaldo. Dopo gli emozionanti versi di “Figlio del Giglio“, scritti nel turbinio emozionale dei giorni successivi al naufragio Costa Concordia, con la poesia di oggi Tonino rende omaggio alla Gabbianara, scoglio amato da tutti gigliesi che negli ultimi 20 mesi è stato “triste testimone primario di sciagura, di morte, di paura”.

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Cucciolo di capodoglio
fatto di granito scoglio
da lontano così
da una vita mi appari.

E loquace t’ascolto
lungi nei ricordi d’estate
in quella pace
dove tutto tace,
solo calmo il marino
sotto a te sbatte in quell’anfratto,
dandoti voce, spruzzandolo via.

Barometro di mala tempora doventi
quando da spuma
coperta sei tutta
e da quei venti.

Prezioso arredo sei
d’una cala turchina
un tempo a remi vicina
e portolana.

Mira di boe.
Opposto traguardo
al percorso remiero.

Poi…
triste testimone primario
di sciagura, di morte, di paura.

Scomparsa, non più sei apparsa
tra ruggine, colosse colonne
papere di metallo, al tiro di rimorchio.
Sospesi, giganti colli di giraffe.
Tonta tra lingue dissimili.

In mezzo proprio
tra poppa e prora dell’inferno.
Mentre come Santi
pesanti cervelli pensanti
pian piano esorcizzano.

Al mondo tutto sei nota.
Geloso così, sei meno mia.

Torna presto in vista.
Torna cucciolo di capodoglio.
Torna scuro mio scoglio.

Molto mi manchi.
Molto ci manchi.

Tonino-Settembre 2013

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8 commenti

  1. Caro Cugino….mi sono commosso…grazie per le emozioni.
    leggendo ritorno di colpo all’infanzia fatta di giornate solari passate a sugherelli con zio Velio..o a bollentino con nonno Moggio…le mire…tra cui anche la Gabbinara…in particolare quando ci fermavamo a fare lampate per l’esca proprio sulla Gabbianara e sugli scogli a scivolo prima di cala di mezzo…purtroppo ora nascosti dal relitto….e quando le onde portavano la barca troppo sugli scogli ecco che mi dicevano..”sia …sia a poppa…” …sento le voci sempre vive e non diventano ricordi. Speriamo di vederci presto. Un abbraccio.
    Renato,

  2. armandoschiaffino

    Caro Tonino, ho appena finito di leggere la tua poesia. Ogni commento fra noi è superfluo: tanti anni fa pregai Paolo delle “Dora” (bravo miniaturista e ora comandante Toremar) di dipingermi un quadro della Gabbianara (glielo feci rifare quattro volte!) da appendere in camera mia per addormentarmi, tutte le sere, con il rassicurante profilo del nostro scoglio più amato negli occhi. Qualche anno fa qualche stolto (empio, diresti tu) propose di cementificarlo assieme all’intera costa contigua, non capendo, -protestai allora- che la Gabbianara ha per noi Gigliesi e Portolani in particolare, lo stesso valore simbolico, quasi sacrale, che hanno i faraglioni di Aci Trezza dei Malavoglia nella letteratura italiana.
    Cala di Mezzo, la Cala del Lazzaretto, la Ficaiaccia, li abbiamo sempre considerati come gioielli di famiglia, per bellezza e limpidezza delle acque, al pari delle cale più selvagge e lontane dell’isola. Non esistono parole per descrivere l’emozione che provai una volta, affacciandomi dalla barca su quella minuscola spiaggetta nascosta in fondo a Cala di Mezzo, circondata dall’esplosione primaverile dei colori della macchia e con una ballerina (un uccellino che saltella in continuazione) che sembrava danzare sulla sabbia.
    Solo tu, con le tue poesie, sei riuscito a descrivere tali emozioni isolane. La tua poesia insegna quanto queste cose ci appartengano per un diritto quasi divino e che ci devono essere assolutamente restituite.
    Sono passati tanti anni (non avevamo nemmeno un capello bianco!) da quando pubblicasti “Come granitole” – ormai introvabile- o “Frammenti di granito” di cui forse si trova ancora qualche copia nelle edicole dell’isola. Ricordo ai lettori che una tua recente e commovente poesia sull’ultimo asino del Castello, fu pubblicata sul libro scritto da Aldo Aldi. Ti vorrei dire ancora tante cose, ma le scriverò nell’introduzione del terzo volume delle tue poesie, quando lo faremo e se mi concederai, ancora una volta, l’onore di farlo. Armando

  3. Ogni tua parola commuove e ci porta alla giusta dimensione del nostro, se posso, amato scoglio; la giusta descrizione di quanto abbiamo negli occhi, meglio di una fotografia, aggiunge anche i sentimenti.
    Grande Tonino, un grande abbraccio con tanti complimenti ed amicizia !!! Antonio Corsano

  4. Grandissimo Tonino,come sempre d’altronde,sai esprimere perfettamente lo stato d’animo di noi tutti Gigliesi e l’amore che portiamo verso quello scoglietto,nostra speranza comune che presto possa tornare libera e nostra,un grande abbraccio,dal tuo amico Giacomo.

  5. Ennesimo regalo di un artista (mi piace definirti cosi’) alla sua terra, alla sua gente. Regali molto apprezzati (te lo garantisco) anche da chi non vive quotidianamente lo scoglio, ma a cui e’ fortemente legato. Regali che a stento fanno trattenere l’emozione. Grazie Tonino, un grande abbraccio. STEFANO ANSALDO di VENDELLOVA

  6. Apprezzo molto questo poeta, dove posso trovare altre sue recenti poesie?

  7. antonellacascioni

    Bellissima poesia. Complimenti Tonino!! Si percepisce l’amore , la tristezza e la speranza!!Tornerà tutto come prima e questo e’ sicuramente il mio augurio più sentito dal cuore. Che L’Isola del Giglio possa ritornare a essere quella meravigliosa isola, la’ dove i turisti impazzivano per fotografare paesaggi da sogno e tramonti idilliaci, e non il relitto del Concordia e le sue tristi vicende, e che possano trovare la pace chi ha perso la vita nel naufragio !

  8. p.rinaldi@areatech21.com

    Caro Tonino
    Questi pezzi preziosi d’Isola me li conserverò gelosamente nelle mie cartelle.
    Mi inorgogliesce sapere che esistono Isolani che vivono intensamente, specie al loro interno, questo amore per il Giglio (che un pò timidamente mi permetto di definire Nostro), e che sonno esprimerlo con poche e sintetiche rime poetiche.__ Un caro saluto.

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