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Perché quella nave così vicina?

Perché quella nave così vicina?

Sono molti i cittadini che in questi giorni si sono rivolti a noi per chiedere informazioni e spiegazioni rispetto ad un passaggio ravvicinato all’isola del Giglio di una nave Grimaldi nel pomeriggio del 10 Dicembre scorso.

Non tutti si erano accorti dell’episodio che ha visto la grande nave sfilare dalle Cannelle verso l’Arenella per poi allontanarsi dalla costa. Grazie alle immagini gentilmente fornite da Piero Landini, sempre pronto a testimoniare con foto gli eventi rilevanti, siamo in grado di fornirvi una sequenza di quanto accaduto.

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6 commenti

  1. Aprite questo link:

    http://www.vesselfinder.com/it/vessels/GRANDE-ITALIA-IMO-9227912-MMSI-247039300

    LA NAVE ERA LA GRANDE ITALIA – GRIMALDI PORTA MACCHINE
    Viaggio Salerno-Livorno-Savona-Fos-Sur-Mer-Valencia era a Salerno il giorno 09 Dic. e il tragitto
    per Livorno è avvenuto nei tempi dello scatto della foto di Landini.

  2. Inspiegabile dal momento che oltretutto non si tratta di una nave passeggeri ma di un cargo:

  3. Ironicamente Biagio esprime una simpatica didascalia …..ma nel caso specifico faccio presente che circa un mese e mezzo fa una nave da carico proveniente da Carrara e diretta a Livorno, si è ARENATA SULLE SECCHE DELLA MELORIA!!!!!!!!! a circa DUE MIGLIA dal porto di Livorno………NESSUNO SI E’ ACCORTO DI NULLA solo più tardi Eroicamente si è INTERVENUTI!!!!
    Per quanto riguarda il passaggio, basta sapere il nome della nave, andare su “VESSELFINDER” e seguire la traccia della rotta che ha fatto…….io ho notato il passaggio del 18 notte ma era la Grande Anversa “Grimaldi” Porta macchine. Qual’è il nome della nave?????
    Non credo cmq che il Comandante sia passato vicino da compromettere il suo titolo!!!!!

  4. compamare livorno compamare livorno compamare livorno….passo
    ci siete?

  5. Gian Piero Calchetti

    SE NON E’ NECROFILIA, POCO CI MANCA

    “Perché quella nave così vicina?”.
    E’ presto detto: in questi ultimi tempi, sembra andare di moda la “Necrofilia”.
    Ieri ci si avvicinava al Giglio, per ottemperare allo stupido “rito” dell’inchino, che ha prodotto la tragedia, che tutti conoscono.
    Oggi, si ripropone l’incauto “accostamento”, per pura curiosità, ovvero per additare ai passeggeri, in modo che lo possano constatare “de visu”, il luogo del naufragio della Gabbianara, arrischiando un ulteriore “scempio”.
    Non ci possono essere dubbi in proposito, visto che il “bravo” Landini ha documentato, “al di là d’ogni ragionevole dubbio”, che la nave della “Grimaldi”, non procedeva sottocosta, oltre ogni limite consentito, per ripararsi da fortunali o marosi.
    Era lì solo per pura curiosità, siccome ricordo, per pura curiosità, un mio stretto parente, ai tempi in cui ero “cronista” in quel d’Orbetello, appena veniva a sapere d’un incidente stradale, accorreva sul luogo, a vedere gli automezzi coinvolti e disastrati e le persone decedute tra i rottami.
    E questo è avvenuto finchè ha vissuto, ovvero fino al giorno in cui, entrando in Aurelia, all’altezza d’Ansedonia, ove, tra la strada e la Ferrovia era andato per asparagi, venne travolto da un’auto di grossa cilindrata, che lo ridusse in coma irreversibile, fino alla morte, di lì a qualche mese.
    Ebbene, credo sia ormai tempo di provvedere, attraverso atti sanzionatori talmente pesanti che, sia alle società armatrici, sia ai comandanti, non passi nemmeno, come si usa dire, “per l’anticamera del cervello”,
    di avvicinarsi, senza legittime motivazioni, alla costa, oltre i limiti di un corretto modo di “navigare”, soprattutto in un contesto ambientale qual è quello del Parco, che forse, non andrebbe neppure “sfiorato” per salvaguardare le specificità di cui i Maremmani vanno fieri.
    Per questo, gradiremmo che l’alto esponente del Ministero che, qualche giorno fa, ci ha spocchiosamente, quanto spiacevolmente intrattenuti con una specie di “diktat” , in merito alla già decisa rimozione, a livello delle alte sfere governative, d’ogni residua “traccia” della Concordia, si facesse carico ed interprete presso gli altri Ministeri, “deputati” alla regolamentazione delle “strade” del mare e delle congrue rotte da tenere, acciocché, in attesa di provvedimenti seri e specifici al riguardo, prendessero, intanto, in seria considerazione, l’opportunità di comminare una multa “salata” alla Grimaldi, nonché di sospendere il comandante dalla nave, per un congruo lasso di tempo, dal servizio.
    Un’ultima cosa, di cui mi permetto di profittare, “pro domo mea”.
    Poiché reputo che, non ostante l’introduzione di provvedimenti sanzionatori di particolare severità, i comportamenti reprensibili da parte dei, per così dire, “conducenti” d’ogni tipo di naviglio, non verranno, a cessare del tutto, onde consentire, comunque, di vedere, da “media distanza” il luogo dell’impatto sulla scogliera della Concordia, sarebbe opportuno che le piattaforme rimanessero intonse e che ad esse, assieme ad una croce commemorativa della tragedia, fosse aggiunta una qualche infrastruttura funzionale ai bisogni dell’isola.

  6. Semplice : basta fare una denuncia e fare rifilare una multa di quelle che fanno passare la voglia.

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