Feri su vicenda vignaioli: “Mai ‘na gioia”

Feri su vicenda vignaioli: “Mai ‘na gioia”

Ho letto i fatti così come descritti dal sig. Carfagna e da essi mi vengono da fare le seguenti considerazioni sul tema agricolo in generale.

La questione è da inserire nel più ampio quadro relativo allo stimolo a favore dell’agricoltura che il sistema politico/amministrativo sta producendo e deve produrre sempre meglio per rimettere in carreggiata uno dei settori strategici per l’ arcipelago ed in particolare per l’ isola del Giglio. A tal proposito, da qualche tempo a questa parte qualche cosa si è mosso e forse non è completamente casuale che via sia una certa attività di ripresa del settore (basti vedere le diverse nuove aziende che sono nate); relativamente al territorio del parco, dopo la definizione del Piano del Parco e l’individuazione delle zone C a vocazione agricola, è in fase di approvazione finale anche la variante che apre ad ulteriori azioni possibili nelle zone C a favore degli interventi agricoli; questa ultima misura sarà resa effettiva con la stesura del nuovo Regolamento del parco che è in fase di discussione.

vicenda vignaioli parco nazionale arcipelago toscano isola del giglio giglionewsPer quello che riguarda la totalità del territorio (parco e non parco) stiamo affrontando insieme al Comune ed alla Regione la questione della legge regionale relativa ai boschi, ovvero la legge che sancisce che dopo 15 anni un terreno incolto è paragonato a bosco, per tanto diventa molto complicato rimetterlo in coltura, anche se lo stesso terreno è visibilmente interessato da vecchi terrazzamenti. Oltre a questo persistono una serie di altri adempimenti a cui il cittadino agricoltore deve far fronte: il vincolo paesaggistico, la valutazione di incidenza ed eventuali altre autorizzazioni di carattere urbanistico se vi sono trasformazioni del terreno o altro. La Regione stessa ha varato norme specifiche a sostegno dell’agricoltura consentendo i ripristini dei terreni che in passato erano stati coltivati.

Quanto fatto però, evidentemente, non è sufficiente o meglio non coglie tutti gli aspetti, soprattutto quelli riferiti alle micro realtà che per noi sono importanti, perché se ancora sussistono numerose problematiche, che poi sfociano in atti come quello che stiamo discutendo, vuol anche dire che per troppo tempo la politica è stata ferma su posizioni più ideologiche che sul merito delle questioni ed oggi ci troviamo ad affrontare problemi che avrebbero dovuto essere affrontati e risolti almeno 20 anni fa; basta leggere i commenti medi che scaturiscono da queste situazioni dove molto spesso persone poco informate sui fatti, sulle leggi e sulle iniziative in corso, si lasciano andare a prese di posizione molto poco utili, che tanto danno hanno prodotto nel recente passato. Noi politici e/o amministratori non possiamo estraniarci dalle nostre responsabilità o limitarci a commentare, così come non lo può fare il cittadino che ignora i meccanismi autorizzativi ed incorre nelle sanzioni: i giudici, così come chi controlla, applicano le leggi, per tanto è inutile stupirsi. La responsabilità è nostra e siamo noi che dobbiamo decidere che futuro vogliamo e se c’è la volontà politica e siamo tutti d’accordo su cosa va fatto, allora occorre farlo ed occorre che ognuno faccia la sua parte. In questa partita, il Parco ed i Comuni hanno un ruolo chiave per stimolare Stato e Regione, segnalando quelle che sono le vere esigenze del territorio e le modalità operative per passare dalle parole ai fatti. Sui princìpi nessuno è contrario, occorre tirare le fila e fare sintesi dei diversi percorsi intrapresi.

Nonostante tutto, proprio grazie al lavoro che si sta portando avanti da tempo, con ogni probabilità, nel medio termine si arriverà ad una semplificazione normativa a favore del settore agricolo, ma è anche chiaro che qualsiasi sarà la semplificazione, non esisterà mai la legge con un solo articolo che citerà: “fai come ti pare”, per tanto è fondamentale che da parte del cittadino vi sia la volontà di partecipare in modo costruttivo al sistema delle regole.

A questo tema, anche se non è oggetto del problema odierno, si affianca poi la questione di cui si è parlato poco tempo fa, ma che è ancora cogente, che è quella delle specie invasive come i conigli o delle specie non autoctone come i mufloni (o i cinghiali all’ Elba) che rappresentano una ulteriore minaccia per l’agricoltura e per l’ecosistema. Connessa a questa vi sono le delicate e discusse, ma necessarie pratiche di contenimento e/o eradicazione che stiamo facendo, oltre alle attività illegali come l’utilizzo dei lacci per i conigli, che devono terminare quanto prima.

In riferimento al territorio del parco nazionale è da tener conto che ci si muove in un contesto di alto pregio ambientale per tanto il nostro ruolo, molto difficile, è quello di mediare tutte queste anime, tra tutti questi soggetti istituzionali e privati, tra tutte queste posizioni, cercando di mantenere il corretto equilibrio tra la tutela ambientale e la fondamentale presenza umana in un sistema di regole complesso alcune delle quali sono strettamente connesse al parco, molte altre invece che fanno capo ad altri organi dello Stato e sono applicate anche fuori parco. In più, la difficoltà, nel legiferare sta anche nel valutare quanto una norma giusta per un contesto, possa poi esserlo per il resto del territorio dell’arcipelago, evitando di aprire la strada a eventuali azioni speculative.

Quanto attiene all’agricoltura è ormai un dato di fatto che la stessa rappresenta, oltre a quanto già detto, in un ambiente quasi interamente ricoperto a macchia, un valore aggiunto e un sostegno importante anche alla biodiversità, per una serie di effetti che più volte abbiamo già trattato. In più possiamo anche considerare l’effetto positivo che hanno i terreni aperti sugli stessi flussi migratori, per tanto non vi sono controindicazioni di nessun tipo alla pratica agricola soprattutto in riferimento alla ripresa di quei terreni che sono stati già in passato coltivati. Anzi. Se non vi fossero state fatte le greppe, probabilmente oggi non ci sarebbe neanche la macchia in quanto è stato proprio il lavoro dell’uomo a riportavi la terra per riempire i terrazzamenti; in molti casi avremmo avuto sultanto dei liscioni di granito.

Tutto questo vale sia per il territorio inserito all’ interno del parco che per quello esterno, dove regole e problematiche si assomigliano molto, per tanto le azioni devono essere portate avanti in modo condiviso e parallelo sull’intero perimetro delle isole.

Per quanto riguarda l’appello fatto dal sig. Carfagna, che condivido nello spirito di sostegno all’agricoltura, senza voler entrare nella questione specifica, ne condivido lo stimolo alle istituzioni e su questo, per quanto posso, mi impegnerò ancor di più.

Stefano Feri – Consigliere Ente Parco Nazionale A.T.

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2 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    Per una volta, dando per scontato il consenso di chi mi legge e del Direttore di Giglionews, mi permetto di esprimere le mie considerazioni, in calce a due diversi “interventi”, specularmente diversi nel “giudizio”, ancorché entrambi relativi ad una medesima vicenda, ovvero quella che ha visto condannati un vignaiolo ed un ortolano del Giglio ad ammende piuttosto significative, parte delle quali, per evitare d’essere, addirittura, carcerati (vicenda su cui, tra l’altro, ho già scritto un’ironica filastrocca in versi).
    Ebbene, mentre il “politico”, quanto valente gestore d’un accogliente struttura alberghiera di Campese, dottor Stefano Feri, del cui padre ho un bellissimo ricordo, relativo anche a qualche suo scritto, che, molti anni addietro, ebbi occasione di leggere, fa, come si usa dire, il “Cerchiobottista”, ovvero dà un colpo al cerchio ed uno alla botte, né, del resto, nella veste di ex Consigliere comunale, di ex (di fresco) segretario del P.D. di Isola del Giglio, nonché di Consigliere d’Amministrazione del Parco, complementare rispetto ad una Regione, per così dire, “rossa” (tutti ruoli afferenti livelli istituzionali, cui, presi l’un per l’altro, e ciascuno per la propria parte, afferisce la responsabilità di non aver fatto chiarezza in materia) poteva fare altrimenti, entrando nel merito di normative che, mentre dicono e non dicono, per certi versi, si rifanno anche a principi e potestà diverse e contradditorie, senza, però, esprimere, chiaramente e senza riserve, la sua personale opinione, rispetto ad un evento che, a mio parere, ha del “clamoroso”, la “mitica Silvestra Gigliesa”, pur partendo la lontano, ovvero dal Perù, attraverso il suono dei “Rulli di tamburo per Rancas”, di Manuel Scorza, ha, come una “pasionaria, il civile coraggio d’entrare, addirittura coi piedi, nel merito dell”ardua” sentenza, affermando che i defunti del Giglio, sicuramente si stanno rivoltando nella tomba. Sentenza, che, però, sempre a mio modesto parere, a differenza delle sentenze emesse dal giudice Montenegro della “Pentalogia” dello scrittore, non implica la responsabilità chi l’ha emessa e che, evidentemente, alla luce di quanto c’informa il dottor Feri in merito alle norme esistenti, non poteva fare altrimenti, bensì quella di chi, forse al cospetto del suddetto pressappochismo normativo, ha ritenuto di dover sporgere la relativa denunzia, dimentico che esiste pure un diritto naturale e delle tradizioni (che, tra l’altro, non solo non danneggia, checché se ne voglia dire, proprio nessuno, bensì arricchisce, in ogni senso, edonistico ed eudemonistico, la Comunita sociale), che precede e deve prevalere, senz’altro, quello scritto a posteriori, soprattutto, quand’è, come, di fatto, asserisce sempre il Feri, scritto male od impropriamente.
    Distintamente, Gian Piero Calchetti

  2. Antonio Malanima

    Caro Stefano,
    le tue sono parole sagge e di uomo facente parte del sistema.
    Ma la domanda che mi viene spontanea è:
    Se il Giglio è ritenuto “bellezza naturale” meritevole di essere annoverata all’interno di un parco,
    e ingabbiata in leggi, leggine, normative, vincoli, burocrazia assurda di chi è il merito?????
    Dei legiferanti o degli abitanti del Giglio che per centinaia di anni hanno conservato il territorio
    per come lo si vuole conservare con regole?????
    Sirio ed il Ghego andavano al Serrone alle 4 di mattina con l’asino.
    Oggi, mi risulta (perchè sono due o tre anni che manco e credo che di proseguire), che l’isola è invasa da mezzi di servizio di tutte le Forze Interstellari preposte alla tutela dell’isola.
    Ma quanto costa tutto questo.????
    Un abbraccio

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