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GIANNI MONGIARDINO AL ‘TEATRO ARGENTINA’

Roma – Il 9 giugno al teatro Argentina è stata presentata, in prima assoluta, l’opera "La luce del Mondo", un dramma lirico in due atti. Il libretto è di Mauro Piacenza, la musica di Ferdinando Nazzaro.

Alcuni particolari destano curiosità ed interesse. Il primo è che Mauro Piacenza è un Vescovo ed è Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e la produzione è realizzata dalla Fondazione per i Beni e le Attività artistiche della Chiesa, fondata da Giovanni Paolo II° nell’ottobre del 2004 allo scopo di valorizzare e promuovere il patrimonio e le espressioni dell’arte e della cultura ispirata a valori cristiani.

Il secondo particolare è nella musica di Ferdinando Nazzaro: non quella che ci si aspetta, ma – pur nell’impronta lirica – una musica ritmata che cadenza i quadri, i momenti, gli elementi scenografici, il susseguirsi metafisico dello spazio e del tempo. Una musica insomma che coglie "i frutti di una ricerca sul suono e sugli effetti acustici avanzata da tempo – dice il compositore – alla ricerca di soluzioni che, lontano dalle parallele etichette o indirizzi del linguaggio musicale, presta non meno attenzione alla plurale e controversa realtà di oggi".

L’emozione, per un gigliese, è nel terzo particolare: il tenore, nelle vesti di S. Francesco d’Assisi, è Gianni Mongiardino, un gigliese, o almeno di origine gigliese. Per farlo capire ai più anziani (ma al Giglio lo conoscono tutti) il pronipote della "Portolana", il figliolo di Costanza Rossi e di Emilio Mongiardino. Un tenore eccellente che comunica a tutti con la sua voce il bisogno quasi disperato di salvezza. Già di salvezza, ché non ho detto che l’opera, partendo a ritroso dal rovesciamento dei singoli valori delle Beatitudini si muove, soffermandosi su figure ideali – da Angela da Foligno a Francesco d’Assisi, a Maria (bellissimo il Magnificat) – verso appunto una prospettiva di salvezza.

Il libretto, desunto dalla Bibbia e dai racconti di alcuni santi, coglie nel profondo il senso della vita, lo stupore dell’esistenza, l’eterna lotta tra il bene e il male, il bisogno di verità interiore, la prospettiva di liberazione.

I personaggi: Cristo, Maria, l’Angelo, Francesco d’Assisi, Angela da Folingo, il Demonio. E la voce narrante di Andrea Chiodi. Ed anche il coro "Nova Lyrica" e il Coro delle Voci Bianche dell’Arcum di Roma.
Teatro pieno, lunga ovazione.

Intreccio letterario e lirico per penetrare i bisogni autentici dell’uomo di sempre.
Soprattutto dei giorni nostri.

Giuseppe Ulivi

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