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Piattaforme: Consiglio approva mozione Minoranza

Piattaforme: Consiglio approva mozione Minoranza

lista civica progetto giglio muti isola del giglio giglionewsNel Consiglio Comunale di ieri é stata approvata con larghissima maggioranza la mozione presentata da Progetto Giglio riguardante il mantenimento delle piattaforme subacquee del Cantiere Concordia mentre é stata bocciata la mozione, sempre di Progetto Giglio, per la pubblicazione on line sul sito comunale della situazione patrimoniale di Consiglieri ed Assessori.

Progetto Giglio

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Progetto Giglio: “Fare il tampone a tutta la popolazione”

COMUNE DI ISOLA DEL GIGLIO  GRUPPO CONSILIARE  “PROGETTO GIGLIO” Al Sindaco del Comune di Isola …

20 commenti

  1. Attilio Regolo

    Sono d’accordo con Te, Pietro.
    E’ strumentale e quasi ridicolo per non dire mistificatorio parlare di quelle grandi strutture sommerse di acciaio fondate sul cemento e granito come rifiuti degradabili e inquinanti di cui doversi liberare al più presto e a qualsiasi costo.
    Ma, purtroppo, la loro invisibilità in suoerficie e la assai scarsa accessibilità al pubblico non specializzato può rendere alquanto labile la memoria di ciò che rappresentano.
    E’ per questo che sto insistendo nel dibattito forum di GiglioNews circa la loro ulteriore utilizzazione, in modo da rendere persistente la tensione e l’attenzione su di esse.
    E per rafforzare nel tempo futuro suddetta memoria non vedrei affatto male la realizzazione sull’isola di un qualche significativo edificio-monumento non necessariamente dislocato sulla Punta Gabbianara ma in superficie visibile e accessibile a tutti come appunto lo è, con il dovuto rispetto per l’azzardato paragone, la Torre Eiffel parigina.
    Saluti.

  2. Pietro Rinaldi

    Certo che un monumento colossale Ideato in occasione dell’esposizione universale del 1889 e per restituire alla Francia il suo posto accanto alle grandi potenze mondiali, non può essere equiparato alle piattaforme a traliccio di punta gabbianara per sostenere la Concordia._ Non userei però la parola “struttura temporanea”, perché altrimenti tutte le costruzioni in calcestruzzo ed acciaio debbono essere considerate tali, dentro e fuori dall’acqua._ A due miglia nord di Civitavecchia esiste da circa 15 anni una Torre dove attraccano le petroliere e continuano a farlo malgrado avesse un carattere di temporaneità in attesa della costruzione della nuova darsena energetica._ Tale torre è sorretta da 6 pilastri di acciaio di dimensioni inferiori a quelli delle “nostre care piattaforme” che poggiano su un fondale non confrontabile al granito dell’Isola del Giglio._ Quindi, come vedi caro Attilio, conservare un’opera “che non inquina” a 30 metri di profondità è senz’altro una decisione Buona e Giusta “a prescindere” …… a memoria dei Gigliesi e non solo, di quel che è accaduto all’Isola, quel giorno sciagurato di gennaio di quasi tre anni fa.

  3. Attilio Regolo

    Proprio così, Pietro, pensa che la Torre Eiffel era considerato alla sua nascita alla fine dell’800 una specie di gigantesco “brutto anatroccolo” dell’architettura contemporanea, l'”asparago di ferro” lo chiamavano sprezzantemente i parigini più raffinati.
    E poi è diventato il simbolo più noto e tra i più visitati al mondo di Parigi e della Francia.
    E non potrebbe accadere una cosa simile, anche se in scala più ridotta, a quelle piattaforme subacquee di Punta Gabbianara?
    Certo la Torre francese è una struttura originale di superficie immediatamente percebibile anche da lontano perchè tra le più alte al mondo (oltre 300 mt), mentre le piattaforme sono visibili solo ai sub almeno per ora ma in futuro, dopo eventuale integrazione di strutture attrattive da realizzarsi sopra o sotto i grandi pianali di appoggio, potrebbero esserlo al grande pubblico mediante appositi mezzi sommergibili o semisommersi per trasporto turistico subacqueo sia pubblico che privato.
    Senza trascurare il fatto che oltre che funzionare da appoggio stabile per grandi sovrappesi hanno dimostrato nel corso dell’operazione di galleggiamento e spostamento della Concordia con tutti i cassoni di avere anche grande resistenza al tiro sia verticale verso l’alto che laterale ciò lasciando intravedere altre possibili utilizzazioni come strutture di ancoraggio di masse galleggianti quali corpi frangiflutti di superficie e/o convertitori di energia del moto ondoso.
    Ti sembra solo fantascienza tutto quanto su accennato, Pietro?
    Saluti.

  4. Pietro Rinaldi

    Noi possiamo solo parlare, esprimere pareri, osservazioni tecniche e magari fare qualche proposta … e cos’altro possiamo fare in un forum ???_ Anche in altri post si interviene e questo mi sembra positivo, poi spetta ai livelli locali e governativi decidere._ Ora occorrerà prendere atto che la Popolazione Gigliese, attraverso il suo organo rappresentativo (Il Consiglio Comunale) si è chiaramente espressa e gli altri livelli dovranno procedere allo stesso modo e fare pressioni (spero atti cogenti) a livello centrale._ Spero che il Sindaco col cartello dell’invito a Renzi di venire al Giglio …. Non intenda solo parlare di scuola, come riportato nell’immagine del rullo di giglionews._ Tu, Attilio, vuoi anticipare i tempi, vuoi motivare proposte di possibile utilizzo delle piattaforme subacquee, qualcuna ne hai accennata, hai anche già scritto in un commento che ne avevi altre nel cassetto ……. Ebbene nessuno ti vieta di esplicitare queste idee o queste intuizioni progettuali._ Io, al momento, mi limito a primo step e, non volendo essere “blasfemo” , mi interrogo sul come mai, per esempio, milioni di persone continuano a fare le processioni per andare a visitare la Tour Eiffel (noi compresi).

  5. Attilio Regolo

    Pietro, io non so se questi post di GiglioNews sulla vicenda Concordia e le sue conseguenze nell’Isola abbiano molti o pochi lettori ma, sono d’accordo con te, a scrivere siamo ormai rimasti in pochissimi, praticamente noi due in particolare a dibattere sul destino delle piattaforme subacquee.
    La cosa curiosa è che apparentemente sembriamo sostanzialmente d’accordo, Tu ed io, sul fatto di dover mantenere sul posto quelle megastrutture risultanti dall’operazione rimozione della Concordia ma in realtà ci divide nettamente una concezione preliminare di fondo.
    Tu infatti, Pietro, sei per il mantenimento dello status quo, con le piattaforme lasciate lì esattamente dove sono e come sono, anzi le vedresti volentieri ulteriormente alleggerite dei pianali orizzontali per fare più luce al fondale sottostante, come base per il ripopolamento floro-faunistico del sito e per stimolare l’attività esplorativa turistico-subacquea locale di profondità (oltre i 30 mt).
    Io invece, e mi pare di averlo ribadito più volte, sono si per il mantenimento di suddette strutture ma motivandola con la ricerca di un’adeguata riutilizzazione di quella che mi appare come una loro specifica caratterizzante unica nel suo genere, quella cioè di costituire una sequenza regolare e quasi continuativa di superfici piane stabili a 30 mt di profondità a ridosso del declivio roccioso della costa gigliese davanti a Punta Gabbianara e di fianco a Giglio Porto.
    E voglio dire di più.
    Senza una motivazione più consistente e credibile di quella del ripopolamento di muschi e madrepore o di immersione profonda di curiosità prima o poi ci può essere chi farà prevalere le ragioni dell’ambientalismo fondamentalista per riaprire un grande e annoso cantiere di bonifica e rimozione subacquea davanti a Punta Gabbianara magari con le risorse statali-regionali-provinciali-comunali di noi contribuenti.
    Saluti.

  6. Pietro Rinaldi

    Caro Attilio, dovresti essere consapevole di come si sviluppano le discussioni quà e là sui post di Giglionews e non stupirti dell’assenza di commenti di merito._ Molti leggono, pochi scrivono ed altri ancora non sono interessati dal problema e usano la tecnica del “lasciamo fare”._ Sul problema piattaforme, ho già osservato, che bisognerebbe procedere passo dopo passo e non complicare la soluzione del problema introducendo nell’equazione altre variabili (incognite)._ Propenderei per avere un atteggiamento più realistico e il raggiungimento dell’obiettivo “mantenimento piattaforme sul fondale” è, di per sé, il passo più concreto._ Credo che tutti via via si allineeranno su questa soluzione PERCHE’ E’ LA PIU’ CONCRETA, la più economica, la meno impattante dal punto di vista ambientale, la più rispettosa anche della memoria storica di un avvenimento “assolutamente straordinario ed irripetibile”, ….. etc. e “generosa” nei confronti dell’Isola del Giglio che, in qualche modo, vede in prospettiva un filone di sviluppo del turismo (quello interessato agli itinerari subacquei) che non è per niente da trascurare in funzione della rilevanza mediatica che ha avuto l’evento Concordia.

  7. Attilio Regolo

    Ma, Pietro, visto il perdurante e “assordante” silenzio dei vari soggetti responsabili sul destino delle piattaforme continuiamo a fare le nostre riflessioni al riguardo.
    Se davvero le piattaforme dovessero rimanere là sotto a Punta Gabbianara al Giglio, c’è da chiedersi quale utilizzo ottimale farne.
    Certo è improbabile e illusorio, anche se la loro struttura ne sarebbe capace, che possano essere riutilizzate a scopo di appoggio e sostegno di grandi masse affondate.
    Il caso Concordia è stato unico e irripetibile e anche volendo costruire o appoggiare sopra le piattaforme una qualche struttura pesante subacquea fissa i costi sarebbero comunque esorbitanti e tali da mettere fuori gioco qualsiasi idea-progetto del genere.
    Si può pensare allora ad una qualche struttura utile più leggera ed agevole da realizzare ma che faccia perno su quella caratteristica unica ed eccezionale di avere un piano stabile preliminare di ancoraggio a 30 mt di profondità quale quello costituito dalle piattaforme Concordia.
    Ma quale tipo di struttura e con quale possibile utilità e funzionalità?
    Saluti.

  8. Attilio Regolo

    E comunque, caro Pietro, vogliamo illuderci che un problema come quello delle piattaforme Concordia stia davvero nelle mani decisionali del Comune del Giglio oppure della Provincia di Grosseto o ancora della Regione Toscana che sono tutto sommato solo organi burocratico-amministrativi.
    No. Pietro, non è così.
    E’ in realtà un problema di tale caratura e portata che solo in un ambito governativo nazionale sulla base ovviamente delle indicazioni popolari locali si può trovare un approccio adeguato per discuterlo e provare a risolverlo.
    E se davvero il Premier Renzi capitasse prossimamente al Giglio qualche buona idea preventiva di massima cerchiamo di presentargliela almeno noi Grossetani che all’Isola del Giglio ci teniamo senza dubbio più di chiunque altro al mondo.
    Saluti.

  9. Attilio Regolo

    Caro Pietro, Provincia e Regione secondo me dovranno presentarsi con argomenti assai consistenti presso il Ministero dell’Ambiente per convincerlo a recedere dall’intenzione di rimuovere quelle piattaforme sotto Punta Gabbianara che, dopo aver svolto la funzione d’emergenza importante per cui sono state realizzate, costituiscono al momento solo un’assoluta ingombrante e innaturale anomalia nel contesto della conformazione ambientale dell’ Isola piattaforme oltretutto di proprietà e responsabilità di una società di navigazione privata cui spetterebbero tutti interi gli oneri di bonifica e ripristino ambientale.
    E non credo affatto che le motivazioni di mantenimento di suddette megastrutture subacquee emerse fino ad oggi quali ad esempio la necessità di non disturbare ulteriormente flora e fauna del fondale di Punta Gabbianara tramite un altro pesante e prolungato cantiere di rimozione o di costituire un’attrattiva turistica per sub possano essere considerate sufficienti a tale scopo.
    Saluti e buona Domenica.

  10. Pietro Rinaldi

    Step by step Attilio, adesso il Comune deve vincere la battaglia per la conservazione delle piattaforme e di argomenti a favore ne sono già stati elencati molti._ Si presenta vano e superfluo celebrare un referendum, quando è passata una delibera, in pratica, all’unanimità in Consiglio Comunale e sono state raccolte moltissime firme con una petizione popolare._ Importante resta invece l’azione di ricucitura dei rapporti con chi dovrà procedere alla concretizzazione della decisione ….. ed in questo Provincia di Grosseto e Regione Toscana hanno e dovranno esercitare fino in fondo la loro autorità, nei confronti del Ministero dell’Ambiente._ Mi pare che sia maturo il momento per il Presidente del Consiglio a dare attuazione alla sua promessa di venire al Giglio per una visita.

  11. Attilio Regolo

    E poi. parliandoci con la massima chiarezza, nonostante la loro dimensione e possanza quelle mastodontiche e sofisticate strutture subacquee infisse lungo una striscia di fondale costiero del Giglio per circa 200 mt a oltre 30 mt di profondità è vero che non inquinano né da un punto di vista chimico-fisico né tantomeno dal punto di vista paesaggistico ma è anche vero che dopo aver espletato la loro essenziale funzione di appoggio e sostegno della Concordia prima e anche durante la rimozione oggi come oggi è assai difficile attribuirne una funzione veramente utile e specifica.
    D’altra parte non credo affatto che a Costa Crociere, dopo averle già pagate salate (essa i o chi per essa) faccia alcuna voglia di ripagarle per rimuoverle e portarle via senza una destinazione utile e definita delle stesse.
    E allora non resta altro che mantenerle per ora come sono quelle piattaforme, ma con il preciso e fermo intendimento di congegnare per il futuro un qualche loro specifico utilizzo, un utilizzo che giustifichi la permanenza là sotto a Punta Gabbianara di svariate migliaia di tonnellate di acciaio e cemento poste in una sequenza ordinata ed estremamente stabile.
    Saluti.

  12. Attilio Regolo

    Veramente apprezzabile e condivisibile l’intervento di Pietro Rinaldi.
    C’è solo una cosa che va riflettuta meglio ed è quanto da Rinaldi auspicato circa la rimozione delle lamiere del piano di appoggio di distribuzione orizzontale degli sforzi delle piattaforme.
    Non penso sia, quella su accennata, un’operazione semplice da effettuare e non ritengo nemmeno sia indispensabile al fine del ripopolamento della flora e della fauna del fondale.
    Meglio, secondo me, lasciare integre le strutture nello stato originario così come si trovano attualmente, anche perché si potrebbe trovare in futuro una loro possibile utilizzazione che preveda appunto anche il piano metallico di appoggio e non solo lo scheletro della struttura.
    Saluti.

  13. Addio Giglio. Non sarà mai più quella di prima.

  14. Pietro Rinaldi

    L’approvazione, in pratica all’unanimità, del Consiglio Comunale dell’Isola del Giglio sul mantenimento delle piattaforme metalliche installate sul fondale di punta Gabbianara usate per sorreggere la Concordia è, a mio avviso, un atto importantissimo e avrebbe evitato disarticolate posizioni, le più varie (comprese quelle delle associazioni ambientaliste), se fosse stato maturato già dallo scorso anno._ Il posizionamento delle piattaforme, preceduto dalla trivellazione, per le loro fondazioni, di una ventina di pozzi nel vivo granito dell’Isola è stata l’opera più rilevante e fondamentale per il successo dei lavori di recupero della Concordia._ Ha costituito altresì l’intervento più impattante per l’ambiente marino ristretto nell’area di punta Gabbianara: si pensi per esempio alle vibrazioni meccaniche che hanno interessato anche le costruzioni più vicine al Lazzaretto, al rumore sopra e sottomarino, alla dispersione sui fondali di materiale sottile e fanghigeno che è il più deleterio per la vita delle vegetazioni e quindi anche della fauna bentonica (la sua presenza in un determinato habitat assicura una elevata biodiversità e la ricchezza faunistica dell’ambiente), in un ampio raggio rispetto all’area di intervento, “detriti” per lo più sabbia, che sono stati addirittura traghettati in continente con camion cassonati (scelta che definire “cervellotica” è assai limitativo)._ Quelle megastrutture collocate a circa 30 m di profondità, arricchiranno i fondali aumentando inoltre e notevolmente le superfici (come substrato) “colonizzabili” da organismi che, come noto anche ai non esperti, fanno da anello di congiunzione tra invertebrati e vertebrati._ Le mastodontiche piattaforme metalliche (sarebbe il caso che si ripubblicasse una loro fotografia ….. e lo chiedo alla redazione, almeno presa fuori acqua prima di essere immerse) eserciteranno inoltre una indubbia funzione “ripariale” artificiale e quindi un luogo preferito dai pesci e non solo per pascolo e ripopolamento._ Infine, per ritornare alla realtà urgente e per completare la delibera del Consiglio Comunale Gigliese forse sarebbe il caso di aggiungere, in sede di trasmissione dell’Atto a chi di dovere, che in fase di intervento di bonifica vengano rimosse le lamiere che costituiscono il piano di appoggio delle piattaforme così che si favorisca al massimo la penetrazione dei raggi solari sui fondali.

  15. Attilio Regolo

    Insomma, prima che i costi di rimozione delle piattaforme Concordia diventino proibitivi rispetto ai possibili sconti di risarcimento all’Isola e ai ricavi dal riutilizzo del materiale rimosso, secondo me Costa Crociere, ancora proprietaria responsabile di suddette piattaforme, farebbe bene a trovare al più presto un accordo per la cessione e il trasferimento di suddetta proprietà responsabile al Comune del Giglio, visto he Questi ha espresso un netto orientamento per il mantenimento delle stesse sul posto.

  16. Attilio Regolo

    E comunque , senza eccedere in voli pindarici sulla futura utilizzazione delle piattaforme, deve essere ben chiaro che al momento suddette imponenti strutture subacquee, sebbene costate una montagna di soldi per realizzarle, con l’allontanamento della Concordia dal Giglio hanno perso quasi del tutto la loro funzione originaria e quindi anche il loro valore materiale è sceso a picco.
    Se il Consiglio Comunale del Giglio si sta orientando per il loro mantenimento sul posto ritengo sia per il bene dell’isola e la sua gente, per evitare un’ancora lungo e stressante cantiere di rimozione davanti a Punta Gabbianara a fianco di Giglio Porto dopo quello installato per oltre due anni e mezzo per rimuovere la Concordia.
    Un cantiere, quello di rimozione delle piattaforme, che oltre tutto non porterebbe a chissà quali benefici ambientali tangibili al Giglio se non l’illusione di un superficiale ripristino dei fondali primitivi con quei circa 20 pozzi di cemento profondi di fondazione delle piattaforme inespiantabili e ineliminabili anche a piattaforme eventualmente tagliate e rimosse.
    Saluti.

  17. Attilio Regolo

    In altro post di GiglioNews si dà un resoconto più dettagliato delle determinazioni del Consiglio Comunale del Giglio dell’altro ieri.
    Oltre che la conferma della decisione di voler mantenere le piattaforme Concordia sotto la costa di Punta Gabbianara vengono specificate le motivazioni di base a sostegno di tale orientamento decisionale:
    1- Le piattaforme potranno costituire un richiamo turistico, immagino per attività di immersione dilettantistica e/o professionistica .
    2-Le piattaforme potranno costituire la base per un “Centro di Ricerche e Studi” per il ripopolamento floro-faunistico del fondale di Punta Gabbianara.
    Da abitante di questa Provincia interessato alle vicende della nostra bella Isola giudico con positività sia l’intenzione di massima del Consiglio Comunale del Giglio di mantenere le piattaforme sull’isola, sia le due motivazioni principali.
    Alla seconda motivazione , però, quella del Centro di Ricerche e Studi”, allargherei il raggio di attività e competenze a settori diversi da quello specificatamente chimico-biologico, quale ad esempio, come già ripetutamente accennato, quello fisico-energetico, in particolare nel campo delle energie rinnovabili sperimentali subacquee, già incisivamente presente su tutta la costa tirrenica, isole comprese, da Pisa fino a Civitavecchia.
    Saluti.

  18. Attilio Regolo

    Insisto, qui non si tratta solo di decidere genericamente di mantenere o meno le piattaforme Concordia sotto la costa del Giglio, perché sarebbe comunque una decisione monca.
    Fondamentale invece e’ identificare e condividere, almeno a maggioranza, le motivazioni del loro mantenimento o meno.
    Il dibattito è aperto ed appena avviato.
    Saluti

  19. Gian Piero Calchetti

    D E L E G A T U S D E L E G A R E N O N P O T E S T

    In termini di pura deontolgia consiliare, per il ruolo che ricopre, può essere in sintonia od in discrasia con la maggioranza e può pure astenersi.
    Quello che non può proprio fare, perché, tra l’altro, è da ritenersi, perlomeno, formalmente reprensibile, è, invece, che lei, che ha ricevuto un mandato, si astenga, prima di pronuciarsi, pro o contro il parere della maggioraza od in corrispondenza con la volontà del suffragio derivante da un referendum (che, non va mai dimenticato, dal punto di vista costituzionale, è l’ultima risorsa cui attingere, e, quindi, da ritenersi del tutto “straordinaria”, tra i diversi strumenti di misurazione del consenso o del dissenso da parte dei cittadini, veri detentori, ab origine, del potere democratico).
    Nella fattispecie, addirittuta, e quindi, nel suo caso, alla luce della “giustificazione” che ha dato in merito alla sua aspecifica presa di posizione, a voler sofisticamente sottilizzare, anche se, in materia, non mi sembra ci siano sentenze che “facciano”, per così dire, giurisprudenza, potrebbe essere addirittura configurata la violazione del postulato che, in chiave di diritto, afferma “delegatus delegare non potest”.
    Ossia, a lei, che è un “delegato”, non potrebbe essere affatto consentito, per esprimere la sua opinione e formulare il suo giudizio, di delegare altri a decidere in sua vece.
    Distinti saluti.

  20. Antonio Belardo

    Tengo a precisare che il sottoscritto è stato l’unico consigliere di Maggioranza ad astenersi dalla votazione della mozione. Questo perché ritengo che per una decisione così importante, che ricadrà sul futuro dei nostri figli, è giusto e sacrosanto ascoltare i cittadini che dovranno esprimersi attraverso un referendum sulla volontà o meno di mantenere le piattaforme.
    Soltanto nel momento in cui il referendum avrà dato il suo esito il mio voto si adeguerà di conseguenza al volere della cittadinanza.

    Antonio Belardo

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