Tra poche ore “Saluto al sole che pone da un vigneto”

Tra poche ore “Saluto al sole che pone da un vigneto”

Il Festival MusicalGiglio propone oggi la sua giornata più caratteristica. Come negli anni passati, alle 19:00 “Saluto al Sole che pone da un vigneto” all’interno del vigneto della Famiglia Carfagna in Località Altura, nella parte sud dell’isola dopo Giglio Castello.

musicalgiglio altura vigneto saluto al sole isola del giglio giglionewsLa Pro Loco organizza, insieme ai proprietari della vigna, un piccolo banchetto che precede il concerto. I musicisti, diversamente dai concerti serali, proporranno un susseguirsi di brevi brani classici (scelti poche ore prima) che man mano che scende il sole accompagnano lo spettacolo naturale come una colonna sonora.

In questo clima di coesione tra musica, paesaggio e pubblico si è voluto unire le tre aziende vinicole più rappresentative dell’Isola. Saranno festeggiati insieme alla musica i viticoltori di Altura, Fontuccia e Cooperativa Le Greppe.

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    L’ETERNITA’ DEL TEMPO

    Siccome, nel tempo,
    tutto si conclude,
    occorre che gli eventi,
    per divenire eterni,
    abbiano a riproporsi,
    tali e quali,
    negli anni e nei secoli
    a venire.

    Altri usi e costumi,
    altri riti,
    certamente,
    a petto d’oggi,
    erano quelli
    di Cote “La Ciombella”,
    paleoltica o neolitica
    che sia,
    eguali, però,
    per amor della vita,
    tra cielo, mare
    e blocchi di granito,
    da cui prendeva linfa,
    forzando coti impervie
    e intrecci di gramigna,
    l’Ansonico nostrano,
    bello, tondo, forte,
    ambrato e zuccherino,
    qua’è il sole,
    pria di tramontare.

    Riti antichi,
    che, quello dell”Occaso”
    di quest’oggi,
    tutti li rchiama
    e ricomprende,
    e senza sacrifici
    d’uomi, di cose
    e d’animali.

    Solo con canti
    di gioia e di piacere
    perpetua l’evento
    la gente del Paese,
    tra musica ed “ambrosia”,
    riversate, abbondanti,
    nei boccali,
    da brocche di ceramica
    smaltata,
    tra ebbri sacerdoti
    coi lor strumenti
    a fiato, a corda
    e a percussione,
    che, quasi in processione,
    “lento pede”,
    conducono il sole
    a goder della notte
    che, trepida, l’attende
    per rigenerarlo.

    Il sole, appunto,
    che, già
    il mattino dopo,
    torna a dominare
    su mare e colli
    ed uomini,
    ancora incerti
    e “traballanti
    per il bere,
    ma soprattutto,
    a scaldare
    ed a dar linfa di luce
    alle vigne d’Ansonico
    più belle e generose.

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