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Utenze morose, spento il dissalatore a Giannutri

Utenze morose, spento il dissalatore a Giannutri

Come preannunciato nei giorni scorsi l’Acquedotto del Fiora ha spento il dissalatore di Giannutri interrompendo di fatto l’erogazione dell’acqua pubblica al Consorzio dei residenti e proprietari di casa, unica utenza dell’isola che risulterebbe morosa per oltre 100mila euro negli ultimi 3 anni.

Quella che va avanti da anni a Giannutri è una vera e propria battaglia legale che ha raggiunto il culmine ieri con lo spegnimento dell’impianto di dissalazione. 

La posizione del Consorzio – Da una parte il Consorzio sostiene che “i residenti (24) e i proprietari di immobili, vogliono pagare, lo abbiamo detto mille volte. Ma vogliono pagare come tutti i cittadini italiani per un’acqua potabile e non per una “non idonea agli usi igienico sanitari” secondo le analisi nostre e della ASL. Vogliono pagare i loro effettivi consumi e non per un’acqua accumulata in cisterne di epoca romana a dir poco obsolete, impensabile in qualsiasi città italiana, ormai senza manutenzione da anni, dove avviene la dispersione del 50% di acqua. Roba da terzo mondo. Vogliono pagare i consumi registrati nei singoli contatori che abbiamo inutilmente chiesto di installare e che ci negano. Vogliono pagare per un’acqua “potabile” sulla base di contratto di fornitura individuale e non per un contratto “collettivo” imposto ad un ente che non l’ha mai richiesto e che non ha utenze idriche.”

La posizione dell’Acquedotto del Fiora – Il Sindaco Ortelli spiega: “Se non vengono onorate le bollette, come da regolamento idrico, il Gestore appone i sigilli al contatore dell’acqua o, come nel caso di Giannutri, interrompe la produzione. La ASL, che certifica la salubrità dell’acqua pubblica, garantisce costantemente la potabilità dell’acqua erogata al contatore. Cosa succede dopo, mi spiace dirlo non è compito dell’Acquedotto del Fiora, del Comune né della ASL stessa. Garantire la potabilità all’interno delle case è un compito del Consorzio di Giannutri e dei cittadini che ne fanno parte che sono dotati di una rete privata, risalente all’epoca delle lottizzazioni edilizie, mai messa a norma, mai collaudata e mai consegnata ufficialmente alle amministrazioni pubbliche.” 

Cosa succederà adesso?  Non è facile capire quali saranno i passaggi successivi in questa difficile controversia. La mancanza di acqua crea sicuramente un problema igienico-sanitario di cui probabilmente dovranno farsene carico le istituzioni competenti. “In questi due ultimi anni – chiosa il sindaco del Giglio – abbiamo provato ogni strada, con Acquedotto del Fiora e con Autorità Idrica, sperando nella collaborazione e nella costruzione di soluzioni ma abbiamo sempre trovato muro contro muro che ha avuto come sfondo sempre e solamente le aule dei tribunali, percorsi problematici quando si cerca un obiettivo comune.”

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