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“Tanti Auguri Girolamo, ovunque tu sia”

“Tanti Auguri Girolamo, ovunque tu sia”

Ciao Girolamo,
oggi avresti compiuto 55 anni e, nessuno di noi avrebbe mai immaginato che questo giorno sarebbe arrivato così presto, così all’improvviso e che sarei stato qui a ricordare la bella persona che eri.

Qui non si sta bene, hai lasciato un vuoto totale, in tutti i sensi, continuiamo a fare tutto, anche se non sappiamo se abbiamo fatto bene, specialmente con la precisione maniacale che tu avevi. Mi manchi: mi mancano i tuoi stupidi scherzi e le nostre litigate, mi mancano le tue battute e le tue improvvisate, mi manca il caffè al bar di prima mattina e le discussioni infinite sulle pensioni.

Restano solo i ricordi, proprio loro, i “ricordi”, penso siano l’arma più potente che abbiamo, nessuno sarà mai in grado di cancellarli, sopravvivono al tempo ed anche alla morte. I ricordi sono indelebili nella mente e nel cuore, un po’ come i sogni che rendono possibile riabbracciare chi non c’è più. Un piccolo miracolo.

Ti faccio gli auguri, non so dove sei e non so che cosa fai ma …

Ovunque SEI, mi manchi …

Aldo

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    Gentile signor Aldo Bartoletti, mi scusi se, pur non conoscendola, né avendo mai avuto alcuna dimestichezza con Girolamo, che Lei ricorda tanto intensamente, m’accodo alla sua bellissima “rimembranza”, ripescando una, a mio parere, splendida poesia di Vincenzo Cardarelli, da tarquinia, tra i maggiori poeti italiani dello scorso secolo, dedicati, nella fattispecie, al ricordo d’una donna di cui era stato innamorato.
    Una poesia, che come poche altre, tra le tante che ho avuto la fortuna di leggere, nel corso di miei tanti anni, conferisce, attraverso i ricordi, eternità alla nostra vita terrena, se trascorsa in amore, più o meno corrisposto, od in sincera e profonda “amistà”.

    PASSATO

    I ricordi,
    queste ombre,
    troppo lunghe,
    del nostro breve corpo,
    questo strascico di morte,
    che noi lasciamo vivendo,
    i lugubri e durevoli ricordi,
    eccoli già apparire:
    melanconici e muti,
    fantasmi agitati
    da un vento funebre.

    E tu non sei piu’
    che un ricordo.
    Sei trapassata
    nella mia memoria.
    Ora sì, posso dire
    che m’appartieni,
    e qualche cosa,
    fra noi è accaduto.
    irrevocabilmente.

    Tutto finì, cosi’ rapido!
    Precipitoso e lieve
    il tempo ci raggiunse:
    di fuggevoli istanti
    ordì una storia
    ben chiusa e triste:
    dovevamo saperlo
    che l’amore
    brucia la vita
    e fa volare il tempo.

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