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Donne dal copricapo verde

Donne dal copricapo verde

Vorrei indossare un copricapo verde
come erba appena spuntata:
il verde speranza
delle donne curde
e adornare la mia chioma
diversa di storia
con quel colore.

Il mio volto non avrà mai
profondità di sguardo
che sa
di verità ancestrali rubate
né sorriso purpureo
su labbra carnose
delle giovani guerriere.

La bellezza
del loro eroismo
innocente, sincero
corre
nel buio della guerra
non coperto di gloria
ma offeso e dilaniato.

Fiori appena sbocciati
non i miei occhi
non le mie membra
ma il mio petto
urla con voi
un canto di pace
dal copricapo macchiato di sangue.

Palma – 13 ottobre 2019

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Un commento

  1. Angelo Stefanini

    Bellissima la cosa che hai scritto Palma, mi hai fatto veramente stringere il cuore. Conosco abbastanza bene quel problema per aver letto il libro ” Il Combattente di Karim Franceschi”, la storia di un ragazzo di Senigallia che nel 2015 si è arruolato volontario nel YPG l’esercito di protezione del popolo curdo partecipando alla liberazione di Kobane prima e Racca dopo, ispirato come lui stesso dice, da ciò che era avvenuto in Italia con la lotta partigiana. Molte di queste donne, ancorché giovanissime, hanno combattuto spesso con ruoli di comando e sono morte per sconfiggere l’Isis o Daesh come lo chiamano loro. E adesso l’occidente, l’Europa, merde irriconoscenti. Mi viene da pensare, ma spero di sbagliarmi, che, per le prossime elezioni americane, un bell’attentato dell’Isis a due o tre mesi da voto a quel pazzo di Trump farebbe proprio comodo. Noi poi. Ci si ricorda i bombardamenti a Belgrado del 1999, governo di centro sx o quelli a Baghdad nel 2003 governo di centro dx…. Ma cosa aspettiamo a bombardare Ankara o Istanbul??? Così si fermano, forse.

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