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“L’indomito”: poesia di Tonino Ansaldo

“L’indomito”: poesia di Tonino Ansaldo

Oggi vengo a ricordare un mio carissimo amico: Mollo Giacomo. Grande sportivo e atleta e soprattutto uomo mite a tutto tondo.

Da sempre abile pescatore subacqueo e cacciatore, vive la natura dell’isola come pochissimi altri, sia in terra che in mare.

Amante del nostro Palio Marinaro dove in passato è stato ottimo vogatore, oggi con altri gigliesi appassionati di questa longeva tradizione, riesce con essi a far sopravvivere la gara remiera con l’impegno dettato dal cuore e a cercare, con l’approssimarsi della regata, giovani sempre più refrattari a questo evento isolano.

Artefice principe nella preparazione del campo di regata (posizionamento delle boe) e allenatore-motivatore dei bambini del minipalio.

Nel mio scritto, che leggerete, lo voglio menzionare chiamandolo l’INDOMITO, poiché nonostante l’età avanzata, s’appresta a disputare gare di nuoto in diverse piscine di altrettante città italiane e straniere, dove in competizione con altri atleti coetanei, riesce a prevalere su di loro spesso e volentieri, facendo collezione di medaglie dai vari colori.

Sull’isola in estate diventa promotore insieme all’amica carissima Daniela Petracchi nell’organizzare mega-nuotate intorno alle granitiche scogliere isolane, percorrendo in mare aperto migliaia di metri e di gioie.

Questo fantastico gruppo è conosciuto come “I nuotatori gigliesi” del quale, anche io, faccio orgogliosamente parte.

I versi che seguiranno a questa mia presentazione sono nati in seguito ad un episodio rimastomi impresso. Quel giorno, in una delle tante nuotate intorno all’isola, nelle vicinanze della “punta di Subbielli”, l’INDOMITO mi propose di fare uno scatto di un centinaio di metri. Ebbene io “armato” di un bel paio di pinne, mentre lui privo di esse, scattammo veloci sprigionando entrambi le nostre forze nell’acqua e gli scogli che avevamo prefissato come meta ci videro arrivare uno a fianco all’altro. Rimasi abbastanza colpito da quel “duello” in quanto consapevole del fatto che le pinne regalano un vantaggio notevole, che” l’INDOMITO” annullò nel mio stupore.

L’INDOMITO

Giunto
trovandosi
nell’ultimo quarto
del suo cammino …

E ripassar voglio
con pien favella
quel che d’inchiostro sopra …

Questa favola
in tarda età
costrutta e bella.

Di costui,
l’indomito …
Qual s’appresta
A spumar
l’acqua amata
sia dolce or salata.

Pur varcò
le Alpi
ove gagliardo
vanto riscosse
in quelle terre
tra l’acque dolci e scosse.

E di nazione
d’uno stivale paro
nelle vasche
sue turchine
come regal delfino
s’impone
a quei vegliardi
a lui gemelli …

Di rado quindi
a lor la testa china
poggiando poi
sul collo
i tre metalli belli.

Resta
nel cantor che scrive
d’una sfida
le rimembranze …

Dov’egli ben pinnato,
appresso avea l’indomito …
Nudo nel palmo
nella pianta il pie’.

Quel dì
nel mar
sulla “Punta di Subbielli”
partì lo scatto
poco più di metri cento.
Tra la spuma
bianca nacque l’onda
mossa sembrò dal vento.

Così giunsero
sul candido forte sasso
al par traguardo.

S’aprì
largo
nell’emotivo
il cuor.
E immortal quest’ode
ai posteri lasciò.

Tonino, settembre 2019

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Un commento

  1. Da sempre i poeti attraverso il loro sguardo, raccontano il mondo che ci circonda. Quello che provo leggendo queste righe è pura commozione, tanto da rendere superfluo qualsiasi altro commento, perché si vede che la bellezza della poesia vive ed è dentro di te. È parte di te.
    Grazie per avermi dedicato queste parole, semplici ma ricche di emozioni. Grazie per questa bellissima riflessione. Grazie Tonino, Amico di vita.

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