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Cara Palma ... "voglio ringraziarti per un dono che non ha prezzo"

Spesso l’arte non viene capita subito, semplicemente perché anticipa i tempi. Con questa frase vorrei rispondere con grande affetto a Palma Silvestri, all’intervento intitolato “Palmenti e campanelli ... documenti storici - Meglio tardi che mai”.

Cara Palma, quando settimane fa ho letto con piacere la notizia della pulizia e riscoperta dei palmenti gigliesi da parte della Pro Loco, non ho potuto non pensarti. Riportare alla luce e valorizzare queste antiche costruzioni in pietra, un tempo usate per pigiare l’uva, era ciò che tu chiedevi da anni.

Il tuo lavoro di ricerca, accurato e preciso nella raccolta dei materiali e della documentazione, è stato stimolato dalla curiosità dell’anima e suggerito da spiriti antichi. Poesia e testimonianza si uniscono nel libro “La grande eredità” (Innocenti Editore - 2009), da te dedicato ai palmenti gigliesi. Sono stata presente, come giornalista, alla tua relazione alla Stazione Leopolda di Firenze, nel 2009, in occasione del Salone dell’Arte e del Restauro. Fu allora che ribadisti, ancora una volta, di voler “svegliare le coscienze - cito le tue testuali parole - degli organi preposti e far capire che queste ingegnose strutture (i palmenti) ideate dai nostri antichi, ormai custodite soltanto dalla Natura, appartengono alla cultura millenaria del Mediterraneo e come tale devono essere protette e valorizzate”. Meglio tardi che mai.

Detto questo vorrei ringraziarti per un dono che non ha prezzo. Riscoprire, pulire, mettere in sicurezza e rendere fruibili i sentieri del Giglio è sicuramente il grande merito della Pro Loco e di coloro che hanno contribuito. Ma ciò che dà davvero magia al cammino, oltre al percorso segnato, è la sorpresa imprevista: un animale selvatico che si concede per qualche secondo allo sguardo umano, un panorama improvviso dopo una salita, un luogo ricco di memorie e solo apparentemente dimenticato. I palmenti diventeranno lo stupore di nuovi camminatori e spero che il tuo libro diventi la guida degli itinerari dell’anima del Giglio. Se è vero che nel nome è scritto un destino, ‘Palma Silvestri’ evoca due volte il legame che ti unisce alla tua isola: i palmenti e la vegetazione incontaminata.

Sempre connessi con computer e telefonini, rappresentiamo una società che rischia di cedere la propria memoria storica e interiore al tempo ‘breve’ di internet. Auguro a tutti coloro che sceglieranno l’Isola del Giglio come luogo in cui ‘perdersi’, di ritrovarsi in quel ‘mondo bello degli Uomini silenziosi’, che tu, Palma, hai saputo riscoprire e raccontare.

Laura Tabegna