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Dimissioni al Giglio, Schiaffino: "Così non si poteva andare avanti"

Come molti di voi sanno, il 9 aprile ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Sindaco del Comune di Isola del Giglio. Trascorsi i 20 giorni previsti dalla legge senza alcun ripensamento, le dimissioni sono diventate definitive. Questo comporta lo scioglimento della Giunta e del Consiglio comunale.

È mio dovere, nei confronti dei cittadini che ci hanno dato fiducia, spiegare con chiarezza le ragioni di questa scelta.

Voglio essere diretto: in questi due anni non siamo riusciti a realizzare ciò per cui eravamo stati eletti. Non per mancanza di impegno - perché l'impegno è stato quotidiano e costante - ma perché, nei fatti, l'azione politica è rimasta bloccata.

La legge è chiara, il principio cardine su cui si basa il nuovo testo unico sugli Enti locali è la separazione netta fra le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, che competono agli organi politici, e i compiti di gestione che vengono attribuiti ai dirigenti. La politica decide, la struttura amministrativa deve attuare. Quando questo meccanismo si inceppa, l'amministrazione si paralizza. Ed è esattamente ciò che è accaduto.

Abbiamo ereditato una situazione in cui molte opere pubbliche erano ferme da anni. Il nostro obiettivo era sbloccarle, rilanciare investimenti fondamentali per l'isola e dare risposte concrete ai cittadini. Invece, ci siamo trovati di fronte a ostacoli continui, ritardi, mancanza di attuazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: finanziamenti già ottenuti non sono stati utilizzati. Opportunità concrete sono state perse. Risorse pubbliche, anche molto consistenti, sono andate sprecate.

Parliamo di centinaia di migliaia di euro destinati a opere importanti per la comunità. Non sono numeri astratti: sono occasioni mancate per migliorare la qualità della vita sull'isola, per sostenere l'economia, per dare servizi ai cittadini.

Eppure, su alcune di queste opere ci eravamo attivati fin dall'inizio del mandato. Per quanto riguarda il restauro della Rocca, avevamo ritenuto prioritario predisporre con urgenza almeno un progetto per il rifacimento del tetto, con l'obiettivo di evitare un ulteriore deterioramento della struttura. Allo stesso modo, eravamo riusciti a farci riassegnare importanti finanziamenti, tra cui quello per la delegazione del Porto e quello per il ripristino del pontile di attracco a Cala Spalmatoi, a Giannutri.

Avevamo inoltre ottenuto nuovamente un finanziamento a fondo perduto dal Ministero dello Sport per il completamento della palestra di Giglio Campese. Anche questo, purtroppo, è stato revocato per decorrenza dei termini.

A un certo punto bisogna avere il coraggio di dirlo: così non si può andare avanti.

Chi amministra ha un dovere preciso, sancito anche dal nostro ordinamento: agire con la diligenza del buon padre di famiglia. E io mi chiedo - e lo chiedo anche a voi - se sia accettabile perdere, ripetutamente, finanziamenti pubblici senza riuscire a trasformarli in opere concrete.

Non è accettabile. E non è giustificabile.

Non intendo fare processi alle persone, ma è evidente che esiste un problema serio nel funzionamento della macchina amministrativa. Fin dall'inizio avevamo indicato la necessità di una riorganizzazione profonda, a partire da figure fondamentali di coordinamento come il Segretario comunale. Questa riorganizzazione non è mai stata realizzata.

In questo contesto si sono verificati comportamenti e dinamiche che, di fatto, hanno ostacolato l'azione amministrativa. Quando manca collaborazione e quando il sistema non funziona, la politica da sola non basta.

A quel punto la scelta diventa inevitabile: o si accetta l'immobilismo, oppure si assume una decisione forte.

Io ho scelto di non accettarlo.

Per rispetto del mandato ricevuto, per rispetto dei cittadini e per senso di responsabilità, ho ritenuto che l'unica strada fosse quella delle dimissioni, per consentire un intervento esterno e creare le condizioni per ripartire.

Con l'arrivo del Commissario Prefettizio si apre una fase nuova. Una fase in cui sarà possibile intervenire con maggiore incisività su criticità che, fino ad oggi, non siamo riusciti a superare.

L'Isola del Giglio merita di più. Merita una macchina amministrativa che funzioni, merita opere realizzate e non finanziamenti persi, merita risposte concrete e non immobilismo.

Voglio ringraziare sinceramente chi, in questi due anni, ha lavorato con serietà e senso di responsabilità e impegno: molti dipendenti comunali, gli amministratori e i consiglieri che hanno cercato, insieme a me, di portare avanti questo mandato.

Nonostante tutto, l'impegno non è mai mancato.

Ora è il momento di voltare pagina.

Auguro buon lavoro al Commissario Prefettizio, Dr. Riccardo Malpassi, con l'auspicio che si possano finalmente creare le condizioni per rimettere in moto l'azione amministrativa nell'interesse della comunità.

Dr. Armando Schiaffino