Con Franco se ne va, oltre che un amico caro, un grandissimo musicista. Benché autodidatta la passione sconfinata e le ore ed ore trascorse a suonare, l'avevano portato a diventare un batterista di ottimo livello. Da ragazzo, passava interi pomeriggi nel garage di famiglia, a Grosseto, ad esercitarsi. Io abitavo lì vicino per motivi di studio e quindi posso affermare questo senza il timore di essere smentito.
Nelle sue innumerevoli volte che gli è capitato di suonare dal vivo ai Lombi, memorabili sono alcune performance come quella che conclude un famosissimo brano dei Procol Harum, Repent Walpurgis, che in italiano veniva comunemente chiamato Fortuna. Oppure il pezzo di batteria che introduce uno dei pezzi più iconici della musica rock di tutti i tempi: Smoke on the water dei Deep Purple.
A proposito di questo una delle cose che più ricordava con soddisfazione era l'aver condiviso la batteria con il batterista del gruppo, l'allora giovanissimo Ian Paice, uno dei più grandi della musica rock di tutti i tempi.
Avvenne all'hotel Il Pellicano di Porto Ercole dove Franco era a suonare con il suo gruppo e dove uno dei suoi miti, si trovava in vacanza. La foto allegata, con il giovane Ian Paice seduto alla batteria ne è testimonianza.
Ma Franco eccelleva in ogni tempo o ritmo che occorresse suonare, non solo il rock. Con una delicatezza, al bisogno, difficilmente riscontrabile in un autodidatta. Conservo ancora gelosamente una bacchetta che mi regalò alla fine di una serata ai Lombi.
Riposa in pace caro Franco e, in paradiso mi raccomando, continua pure a suonare.
Con estrema leggerezza come Tu sapevi fare.
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