
SECONDO INTERVENTO DI "SCOGLIO PULITO": IN SOLE 48 ORE RETI FANTASMA E RIFIUTI STRAPPATI AI FONDALI DEL GIGLIO
L'incredibile record dell'operazione "SCOGLIO PULITO": una sinergia perfetta tra l'Associazione Apamagi, il Diving Scotto e Max Shark Diving dimostra come l'amore per l'isola e la dedizione all'ambiente possano compiere un vero miracolo ecologico in pochissimo tempo.
Un legame profondo con il territorio e una promessa d'amore verso il mare hanno unito la comunità dell'Isola del Giglio nello scorso fine settimana. In parallelo alle iniziative di sensibilizzazione portate avanti a terra in occasione della manifestazione sportiva "Giglio Island Running", il progetto "SCOGLIO PULITO. Ami il Giglio? Prenditene cura", organizzato dall'Associazione Palio Marinaro "Costanzo Basini" (Apamagi), si è concentrato in una massiccia operazione subacquea per liberare i fondali dalle ferite delle reti fantasma e dai rifiuti abbandonati.
Il successo di questa iniziativa ecologica ha dell'incredibile: in soli due giorni e nell'arco di appena quattro immersioni, un team di subacquei professionisti ha portato a terra un bottino di rifiuti impressionante, eradicando materiali e attrezzature che giacevano sui fondali da anni ad inquinare.
L'attenzione si è concentrata in particolare sulle pericolose "reti fantasma", ovvero le vecchie reti da pesca smarrite o abbandonate sul fondo che, pur essendo ormai prive di controllo, continuano purtroppo a intrappolare i pesci e a danneggiare gravemente l'ecosistema marino.
Non c'è tempo da perdere: ogni giorno trascorso sul fondo trasforma questi scarti in una minaccia costante, poiché rilasciano microplastiche e sostanze tossiche che avvelenano l'acqua e soffocano i fondali. Prima si interviene per ripulire l'ambiente sottomarino e meglio è per la sopravvivenza delle specie marine. Il loro recupero ha restituito finalmente dignità e respiro a fette importanti di mare, grazie a un grande lavoro di squadra animato da un amore viscerale per l'isola e da tanta voglia di fare del bene.
La complessa logistica dell'operazione è stata resa possibile grazie alla fondamentale sinergia con il Diving Scotto Isola del Giglio, che ha guidato la parte tecnica dell'avventura. Un grazie speciale va al Comandante Roberto Scotto: con la professionalità e la sensibilità nate da anni di attività e da una conoscenza storica dei fondali, Roberto ha saputo indicare con precisione le zone più ferite, quelle che aveva individuato nel corso di anni di immersioni insieme ai suoi subacquei e ai suoi clienti, e dove nel tempo si erano accumulati i vari rifiuti. Dal timone dell'imbarcazione, assistito in barca dalla presenza di tre volontari di appoggio, il comandante ha diretto le delicate fasi di posizionamento e supporto di superficie, coordinando insieme ai subacquei, in un ambiente di risate e tanto cuore, l'uso del verricello, indispensabile per issare i pesanti grovigli recuperati. Ogni immersione è stata preceduta da un'attenta pianificazione tecnica, eseguita nel rigoroso rispetto di tutti i protocolli di sicurezza e con l'ausilio di attrezzature specifiche. L'attività ha potuto contare, inoltre, sulla preziosa collaborazione di Luca Vian di Max Shark Diving.
I subacquei hanno perlustrato a tempo di record i fondali delle Scole di Terra, Acqua del Prete, Subielli, Secca di Zannea e Cala di Mezzo, cooperando attivamente con l'equipaggio dell'imbarcazione per portare a galla i materiali.
Il bilancio del recupero è impressionante:
- Sabato 10 ottobre: Una squadra composta da quattro subacquei professionisti ha setacciato diverse località. All'Acqua del Prete è stato individuato e portato a galla un enorme copertone da camion. Alle Scole di Terra sono stati recuperati un secondo copertone da autovettura e una manichetta di circa 10 metri. L'intervento più delicato è avvenuto alla Secca di Zannea, dove i sub hanno faticosamente rimosso una rete da pesca rimasta impigliata per anni sulle rocce di circa 20 metri che soffocava e inquinava il fondale, insieme a una nassa arrugginita.
- Domenica 11 ottobre: I subacquei sono tornati in immersione, questa volta in cinque, concentrandosi ai Subielli, dove sono stati estratti un palamito di notevole lunghezza, una rete fantasma di circa 8 metri impigliata da anni sul fondo e un copertone di piccole dimensioni. A Cala di Mezzo l'intervento ha permesso di eradicare un'altra rete abbandonata di 10 metri, un cavo d'acciaio di circa 20 metri e alcuni paletti di ferro. A completare il bottino ecologico della giornata, il recupero di una tanica di plastica che galleggiava nella zona del porto e un'altra nassa.
Tutti i materiali recuperati sono stati messi in sicurezza per consentire l'accesso agevole ai mezzi di raccolta. L'Associazione Apamagi ha già inoltrato formale richiesta alle autorità competenti per attivare le procedure di ritiro e smaltimento definitivo di quanto recuperato.
"Questo fine settimana ha dimostrato che quando l'amore per la propria terra diventa azione e si unisce alla competenza, si possono ottenere risultati straordinari" - commentano gli organizzatori. "Grazie a questo grande lavoro di squadra abbiamo tolto dal mare vere e proprie trappole per la fauna marina e focolai di inquinamento che giacevano in profondità da troppo tempo. Certo, oggi il mare è un po' più pulito, ma c'è ancora tanto da fare. Non ci fermiamo qui, fieri di questa unione, e diamo a tutti appuntamento alla prossima avventura! Perché prendersi cura dell'Isola del Giglio significa anche guarire le ferite invisibili rimaste nascoste sotto la superficie".











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