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In difesa di Papa Francesco
IN DIFESA (MODESTISSIMA) DI PAPA FRANCESCO

Di Centro-destra un bel giornale, ha tosto insinuato che stia male Papa Francesco, vescovo di Roma, che non ostante sia bimillenaria, quanto a malelingue non è doma, perché la Chiesa è nata “visionaria”.

E per asseverar questa menzogna, ha tentato di metterlo alla gogna, portando, ad evidente “soppediano”, la visita d’un chirurgo giapponese, che, nella capitale per far spese, è andato a trovarlo in Vaticano.

Ha, scritto, infatti, il Quotidano, di saper che l’illustre Reverendo, da tempo già stia “ammattendo”, tanto che starebbe pur morendo, per un male ch’in testa lo devasta, siasi un carcinoma o d’altra pasta, che niuna medicina lo contrasta.

La ragione di “tanta” informazione, che, fatta trapelare ad intenzione, ovvero predisposta a bella posta, come se risaputa eppur nascosta, potremmo definir un’insinuazione, sta giusto nel fatto, che al giornale, legato alla Chiesa più tradizionale, con un “apparato” strasesquipedale, dogmatico per rito e convenzioni, sto Papa sta, piuttosto, sui coglioni, che lo vorrebbe chiuso in ospedale, privo d’ogni qual soglio temporale assieme a quello ch’è spirituale.

Ma perché mai tanto accanimento, da volerlo “rigettar” per sfinimento, che soltanto a pensarci fa spavento?

Francesco Bergoglio è assai diverso, rispetto agli altri Padri della Chiesa, ché, postosi al centro d’una mesa, con i campesinos e il lor bestiame, assieme alle famiglie colla fame, vivendo ogni giorno senza amore, e avendo d’altre nascite il terrore, invece di dir dei vasti campi elisi, di cieli tersi, azzurri e d’altri avvisi, invece di prefigurare gran paradisi, per quelli ch’assai soffrono di qua, promettendo gran gioie nell’al di là, chiede, per oggi, giustizia ed amistà, chiede che cessino inedia e povertà, accetta ogni qual specie di diversità, ovvero: di fede, pensiero e sessualità, permette a chi divorzia di risposare, e, se si pente, di potersi confessare, per recarsi ancora al proprio altare, e nuovamente l’ostia manducare, auspicando, con la contraccezione, pur tra gran patemi ed a collo torto, anche di perdonare chi fe’ aborto.