UNA NUOVA LEGGE PER LE ISOLE MINORI: AUDIZIONE ANCIM IN COMMISSIONE SENATO
Una ZES UNICA per le ISOLE MINORI, cioè un'area geografica in cui lo Stato possa applicare regole più favorevoli per attirare imprese e investimenti e stabilisca politiche fiscali vantaggiose per i cittadini. Una vera e propria zona franca dove l'obiettivo è far crescere l'economia di territori che hanno bisogno di più sviluppo, creando lavoro e nuovi investimenti.
È questa una delle tante argomentazioni, ma sicuramente la più importante, rappresentate da ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) martedì 19 maggio, nel corso dell'audizione alla VIII Commissione del Senato della Repubblica per l'esame dei disegni di legge nn. 1837 e 143 (Isole minori), dedicati interamente ai territori insulari. Presente anche il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie sen. Roberto Calderoli.
"C'è assoluta urgenza di superare l'attuale frammentazione territoriale e di introdurre strumenti di fiscalità agevolata per famiglie, imprese e attività produttive - ha spiegato il Presidente di ANCIM Sergio Ortelli - perché una fiscalità differenziata non deve essere vista come un privilegio di pochi (cittadini delle isole) ma come una compensazione di uno svantaggio permanente. Non si tratterebbe di un trattamento speciale ma di un principio di equità che andrebbe a curare il male dello spopolamento che oramai affligge le isole minori.”
L'incontro con la Commissione ha segnato un importante momento di ascolto parlamentare per le comunità delle isole minori italiane, che ANCIM ha rappresentato con il suo Presidente Sergio Ortelli unitamente alla Segretaria Generale Gianpiera Usai. I vertici di ANCIM hanno sostenuto la necessità di superare l'attuale dispersione territoriale e di riconoscere le isole come un sistema unico, accomunato dagli stessi svantaggi strutturali: costi elevati dei trasporti, difficoltà nei collegamenti, spopolamento, servizi essenziali più deboli e maggiori costi energetici.
Nel corso dell'audizione è stato inoltre sottolineato come, dopo anni di studi, tavoli tecnici e riconoscimenti normativi, le comunità insulari continuino a non percepire miglioramenti concreti nella vita quotidiana. Da qui la richiesta ufficiale di passare finalmente dalla fase dell'analisi a quella delle soluzioni operative, dando piena attuazione ai principi costituzionali sul superamento degli svantaggi derivanti dall'insularità.
Grande attenzione è stata dedicata anche al tema della continuità territoriale, considerata la questione centrale da cui dipendono molte altre criticità. Per chi vive sulle isole il trasporto marittimo non rappresenta semplicemente uno strumento di mobilità, ma un diritto essenziale. Per questo viene chiesto un intervento strutturale sui collegamenti marittimi e sui relativi costi, che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività delle attività economiche.
L'audizione ha evidenziato inoltre la necessità di ridurre non soltanto le distanze fisiche, ma soprattutto le distanze dai diritti essenziali. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dei presidi sanitari locali, lo sviluppo della telemedicina, il potenziamento dei servizi territoriali e la costruzione di modelli organizzativi che evitino ai cittadini continui spostamenti per accedere alle cure. Particolare rilievo è stato dato anche alla scuola e alla formazione, con la richiesta di garantire percorsi scolastici adeguati attraverso innovazione didattica, strumenti digitali e servizi che consentano ai giovani di costruire il proprio futuro senza essere costretti ad abbandonare precocemente il territorio. Sul piano economico è stata ribadita la necessità di sostenere le economie locali, incentivare gli investimenti e favorire la destagionalizzazione del turismo, così da creare occupazione stabile e rafforzare la permanenza delle persone nelle comunità insulari.
Le proposte emendative presentate nel corso dell'audizione puntano inoltre a costruire una governance più coordinata ed efficace, in linea con l'evoluzione delle politiche europee sulle isole. In questa prospettiva viene sostenuta la creazione di un fondo unico che coordini risorse nazionali, regionali e comunitarie, evitando la frammentazione degli interventi e orientando le risorse verso obiettivi concreti di sviluppo.
"Dobbiamo rafforzare il ruolo operativo degli strumenti di programmazione territoriale, - ha aggiunto il Segretario Generale di ANCIM Gianpiera Usai nel suo intervento - rendere stabile una maggiore partecipazione delle amministrazioni insulari nei processi decisionali, e introdurre il fattore insularità nei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale. Servono misure specifiche per il personale sanitario e scolastico come le agevolazioni nei trasporti ma anche strumenti semplificati per gli investimenti e le infrastrutture”.
Nel complesso emerge la richiesta di una legislazione finalmente concreta e operativa, capace di affrontare l'insularità come una questione strutturale nazionale e non come una somma di problemi isolati, attraverso strumenti straordinari, coordinati e permanenti.
Relatrice dei due ddl Isole Minori è la Senatrice Simona Petrucci, parlamentare della provincia di Grosseto.


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