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GIGLIO, GIANNUTRI E PIANOSA: RISPOSTA BIS AD ORTELLI

Il Consigliere comunale dell’isola del Giglio Sergio Ortelli è veramente un ineffabile buontempone, la sua uscita sull’anonimia dei comunicati di Legambiente Arcipelago è un vero pezzo da cabaret, e il suo insistere sullo spiegare a Legambiente cosa bisogna (non) fare per essere una brava Legambiente è ormai un tormentone degno delle gag di Walter Chiari e Carlo Campanini o di Totò, Peppino e la Malafemmina.

E’ chiaro che quando un’Associazione scrive un comunicato quello è attribuibile alla stessa Associazione nel suo complesso (o in altri casi magari ad un gruppo politico, al club delle boccette o agli antiparco…), se il comunicato non è firmato ne è quindi responsabile in particolare chi dirige l’Associazione, in questo caso il portavoce di Legambiente Arcipelago Toscano  si chiama Umberto Mazzantini, componente del Consiglio Nazionale di Legambiente da una decina di anni, del Direttivo Nazionale di Legambiente da 5 anni, Responsabile Nazionale di Legambiente per le Isole Minori da 5 anni e, per inciso, giornalista ambientale di Greenreport che si occupa in particolare di aree protette, biodiversità e di notizie internazionali.

In questo contesto, chiarissimo a tutti meno che all’ignaro Ortelli (ma c’è o ci fa?), dare lezioni "sui nobili principi ispiratori di Legambiente" ad un circolo diretto da uno dei più noti dirigenti nazionali di Legambiente (inserito tra i 12 ambientalisti dell’anno del 2007) come capirà lo stesso Consigliere gigliese, è un tantino azzardato, si rischia di sfiorare il ridicolo.

Quanto poi accusare Legambiente di aver dimenticato i problemi di degrado di Giannutri e Pianosa è una vera e propria castroneria politica.

Ortelli o non legge e si informa oppure è un lettore molto selettivo: su Giannutri Legambiente ha fatto due dossier lanciati a livello nazionale e illustrati su Goletta Verde nelle sue tappe all’Argentario (nel caso del primo dossier, nessuna risposta dall’amministrazione di centro-destra allora al governo), per Pianosa Legambiente si spende con campi di lavoro e denunce da anni.

Le cronache elbane, grossetane, toscane e nazionali (ed internazionali nel caso del naufragio dell’Alliance della Nato) ne sono piene, una semplice ricerca su internet sarebbe bastata ad Ortelli per rendersene conto… Vedrà che di Legambiente e Pianosa se ne parla persino in russo, giapponese e cinese.

Ma le ossessioni granitiche come le sue si nutrono di cattiva conoscenza e del fatto che si ignorano i fatti, li si piegano ai propri desideri ed alle proprie fobie e si mettono da parte quelli che non fanno comodo, quelli che non coincidono con l’idea che ci si è fatta degli avversari, così tutto funziona, anche le teorie più strampalate. Per esempio, c’è gente che crede nella "grande teiera", ma questi sono articoli di fede non analisi dei fatti e della realtà.

Ma la cosa è un tantino pericolosa, perchè con i paraocchi si va a sbattere.

L’oggi patriottico Ortelli appartiene a quella squadra che chiedeva l’annessione alla Corsica quando si trattò di istituire il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, senza sapere che un terzo della Corsica è Parco e che le più estese aree marine protette francesi (e le più rigide) sono proprio li. 

Ignorare non è un delitto, è esibire la non conoscenza come verità che è preoccupante, soprattutto quando uno ha scelto di fare il politico e vuole dare lezioni di correttezza agli altri.

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