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Consigli per le elezioni

CONSIGLI PER LE ELEZIONI

Vidi, una volta, un filmetto
mi pare di Renato Castellani,
che parlava de “I sogni nel cassetto”,
che, all’improvviso, divennero vani.

Mi raccontarono pure la storiella,
d’una ricotta, speranzosa e bella,
fatta di ricchezze a catenella,
che, s’infranse insieme alla fuscella.

Questo m’è parso ed ho pensato,
non appena ho letto e ponderato
i saccenti programmi elettorali,
che, a ben guardarli,  sono tutti eguali,
ovver sesquipedali, alla guascone,
tali e quali al modesto faraglione,
che, mortificato e senza alcun cipiglio,
per l’onda che l’agguanta è solo appiglio.

Ogni cosa in questi si millanta,
ognuno se la conta e se la canta,
ogni bel desiderio si dettaglia,
per avvincere nobili e plebaglia,
su quei binari chi corre non deraglia,
perché tutto si può e tutto si deve,
perché ogni problema ci s’attaglia,
basta solo trovar chi se la beve,
ed inventare un pozzo di quattrini
che fanno governare anche i cretini.

Mentre al rigoverno del “banchetto”,
a comprare stoviglie d’ogni aspetto,
a ridare alla mensa il giusto assetto,
ed il peculio al “vuoto” del cassetto,
ancor sarà quel tal “popolo eletto”,
che  sembra far le cose per dispetto,
quando elegger si deve il Gabinetto.

Perché siccome furon tosto quelli,
che, sempre, lo preser pei fondelli,
a rieleggerli ancor ben mascherati,
d’Orgoglio, di Progetto e pur d’ Oltranza,
non solo sarà dir, da sciagurati,
e magari ben gonfi di baldanza,
che vuolsi rintrecciar la stessa danza,
ma che pur si rivuole alle “lor poste”,
le stesse persone male accoste
per fare rilievitar tasse ed  imposte,
come quella testè già comminata
a quest’isola male amministrata,
che, Dio l’assista e magari l’aiuti,
ancor non sa distinguire i rifiuti.

Ebbene, visto che, al punto ormai,
non c’è più tempo per uscir dai guai,
consiglio che chi vota faccia un patto
aperto, dettagliato e non soppiatto,
con quei tal candidati d’ogni lista,
i meno blasonati e meno in vista,
acciocché, se eletti e proclamati,
vengano per saggezza ricordati,
di scordarsi tutto il programmato,
che vorrebbe un mondo riformato,
per far  soltanto poco, anzi pochino,
e non combinare altro casino.

Ovver quel che, si “conta”, sul destino
quando d’Inverno si veglia “appo” il camino,
orientandosi all’antica con la luna
che ci fa presagir guai o fortuna,
interpretando, siccome si conviene
la luminosa gobba di Selene,
che una volta va e l’altra viene:
ché s’è tosto piegata verso Oriente
allora è bene star fermi e non far niente;
se, come l’Ucraina, tende, invece, ad Occidente,
allora è giusto in Comune essere assente.

Insomma, ad evitar disgrazie e lai,
basta far poco e non combinar guai,
come diceva un tempo il gran Porlezza,
maestro maremmano di saggezza!

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