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Il 20 Luglio la Concordia verso Genova

IL 20 LUGLIO LA CONCORDIA VERSO GENOVA

Concordia: Costa ha deciso, sarà demolita a Genova

CONCORDIA SMALTIMENTO GENOVA ISOLA DEL GIGLIO GIGLIONEWSGli assicuratori si sono allineati ai piani del Governo. L’ufficialità arriverà nei prossimi giorni, ma secondo quanto scrive oggi Il Sole 24 Ore la decisione ormai è presa. Decisa anche la data del rigalleggiamento: il 20 luglio. La nave sarà rimorchiata verso Genova. La compagnia ha rinunciato all’utilizzo della Vanguard, la nave semisommergibile che avrebbe potuto ‘imbarcare’ Concordia.

L’operazione sarà condotta da Titan Micoperi, che ha già guidato il parbuckling (il raddrizzamento) dello scafo. Il gruppo Costa, insieme a legali e assicuratori, sta lavorando alla sottoscrizione del contratto che affiderà ai gruppi San Giorgio, Mariotti e Saipem, in collaborazione con l’Autorità portuale di Genova, il processo di smantellamento del relitto. Servirà poi un passaggio in Conferenza dei servizi, prevista per il 16 giugno, per arrivare all’annuncio ufficiale della scelta di Genova.

La decisione di scegliere il porto di Genova soddisfa la volontà di Costa Crociere ma anche quella del Governo di eseguire in Italia la demolizione. E anche gli assicuratori, che preferivano come destinazione del relitto la Turchia, dove lo smaltimento avrebbe avuto costi minori, si sono allineati (40 milioni di euro contro i circa 100 di Genova).

Concordia verrà rimorchiata, con un viaggio di 150 miglia, verso il terminal di Voltri del porto di Genova, zona capace di accogliere il pescaggio di 18,5 metri del relitto. Lì la nave sarà svuotata dalle strutture interne, in modo da far arrivare il suo pescaggio a 15 metri. Poi Concordia sarà spostata nella parte di Levante dello scalo, presso l’area delle riparazioni navali, dove un tempo trovava spazio il superbacino galleggiante del porto di Genova. In quel sito saranno tagliati e asportati i ponti della nave che arriverà, così, ad avere un pescaggio di 10 metri. Poi il relitto sarà spostato in un bacino di carenaggio delle riparazioni, dove avverrà lo smantellamento definitivo: un’operazione che potrà dare occupazione diretta a circa cento persone per un anno, più l’indotto.

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27 commenti

  1. Giuliano Marchetti

    ” Jim Harris
    Sono deluso. Volevo andare a vedere il Concordia caricato sul Vanguard. Sarebbe stato interessante, impegno tecnico.”

    Si e magari come si vociferava davanti alla baia di Campese visto l’alto fondale ……..
    NO grazie. Il mare direbbe “preferisco vivere”……. e pure io.
    Credo che l’amico Attilio Regolo sia in perfetta sintonia con me pure in questo caso.

  2. Giuliano Marchetti

    ” Jim Harris
    Sono deluso. Volevo andare a vedere il Concordia caricato sul Vanguard. Sarebbe stato interessante, impegno tecnico.”

    Si e magari come si vociferava davanti alla baia di Campese visto l’alto fondale ……..
    NO grazie. Il mare direbbe “preferisco vivere” e pure io.

  3. Attilio Regolo

    Insomma, ti pare plausibile, Daniela, che dopo aver fatto e rischiato tanto per almeno raddrizzarla appoggiandola stabilmente sulla piattaforma artificiale a 30 mt sott’acqua e ancorandola alla terra ferma del Giglio ma lasciandola praticamente tutta intera e integra, ti pare plausibile dicevo che si costringa ora quella povera ex-nave regina a fare il giro delle sette chiese alla cavezza lungo mezzo Tirreno e mezzo mar Ligure non per portarla come sarebbe giusto nei cantieri di Fincantieri dove è nata per ripararla e rimetterla a posto ma invece per stazionarla in modo precario a tempo indeterminato alla mercè di marosi e intemperie autunno-invernali davanti a Genova-Voltri per farla scorticare e spolpare da centinaia di “camalli” di tutto quello che si può asportare solo per farla rigalleggiare un po’ di più e poterla così portare alla definitiva opera di smembramento e spezzettamento sempre a cielo aperto e sotto gli occhi di tutti?
    Ecco, Daniela, ti sembra accettabile tutto questo, o non sarebbe meglio lasciarla un altro pò nel suo dignitoso letto di riposo a fianco di Giglio Porto aspettando che sia pronto il ricovero protetto e appositamente progettato a Piombino sufficientemente lontano da occhi indiscreti?

  4. Attilio Regolo

    Beh, Daniela, prima di morire certamente cerchiamo perlomeno di vivere con intelligenza e spirito critico.
    Tralasciando per un momento questioni di maggiore giustizia sociale ed economica e ragionevolezza per minori rischi ambientali che imporrebbero il rispetto dei patti originari che prevedono il ricovero della Concordia nel costruendo bacino di carenaggio appositamente progettato per il porto di Piombino , concentriamoci u attimo sul tato ventilato progetto di accoglimento e lavorazione della ex nave nell’area portuale di Genova.
    Siamo poi così sicuri di essere di fronte ad un progetto realmente serio, ponderato, funzionale, economico e scevro da impatti ambientali come propagandato dai soggetti interessati di quell’area?
    Io, pur non essendo un esperto specifico alla stessa stregua dell’amico Giuliano Marchetti e ragionando più a istinto e buon senso e per amore della verità, non ne sono affatto sicuro.
    A cominciare da quell’assurdo tour cui verrebbe sottoposto il mega-relitto lungo tutta l’area Portuale di Genova sostanzialmente in tre pesantissime e laboriosissime tappe diverse per luogo modalità e tempi di permanenza sostanzialmente perché non esiste al momento nell’intero Porto di Genova un bacino specificatamente adeguato per dimensioni pescaggio e attrezzature per il ricovero sicuro appositamente organizzato e la lavorazione dello stesso senza limiti di tempo.
    E a proseguire in quella prima tappa per far svuotare preliminarmente dai “camalli” genovesi l’interno della nave da tutto ciò che sia più agevolmente asportabile per far ridurre al relitto almeno 3-4 mt di pescaggio altrimenti non si riuscirebbe a portarla nella zona della seconda tappa, quella del successivo faticosissimo smantellamento di tutta la parte superiore della nave fino al ponte 13, provvista di fondale di soli 16-18 mt.
    Ma di un relitto del peso approssimativo di 60.000 tonnellate e che pesca al massimo 18-20 mt per aumentarne la galleggiabilità fino a 14-16mt bisognerebbe ridurne il peso di circa il 20% e cioè approssimativamente di 12.000 tonnellate di materiale di superficie asportabile.
    Un impresa ciclopica dai tempi e modi assai difficilmente prevedibili e praticabili a prescindere dal numero di “camalli” impiegati.
    Non siamo più nei tempi dei faraoni d’Egitto che impiegavano migliaia di schiavi per erigere le loro personali piramidi!
    Saluti.

  5. La probabilità del “naufragio bis” durante il rimorchio del relitto è infinitesimale.
    Quindi anche la differenza del rischio tra i tragitti Giglio-Piombino e Giglio-Genova è sempre infinitesimale.

    Saluti
    Urs

  6. Giuliano Marchetti

    Gent. PIETRO RINALDI (ing.credo?)
    pur non avendo alcuna competenza in materia (e poca altrove) vorrei solo precisare che il mio non è
    e non voleva essere catastrofismo. Le mie parole sono dettate dal puro amore per il mare nelle sue innumerevoli sfaccettature e dalla preoccupazione che non subisca ulteriori scempi, tutto qua.

    Intanto vorrei chiedere a chi è più esperto in che condizioni è l’acqua all’ interno del relitto e presumendo
    che nulla abbia di salutare come si intende agire per risolvere il problema.

  7. Daniela Robasto

    Attilio, di certo c’è solo la morte…

  8. Attilio Regolo

    Beh, Giovanni, mi scuso per la mia “quasi stucchevole ironia” ma il fatto è che dopo quel po’ po’ di disastro provocato al Giglio con la Concordia da un sistema di navigazione crocieristica ritenuto tra i più “competenti” al mondo non è facile fidarsi a cuor leggero senza se e senza ma di quanto si decide sulla pelle dei cittadini da parte dei “competenti” di turno su scelte importanti come questa della destinazione Concordia il più delle volte non secondo criteri di ragionevolezza procedurale e giustizia sociale ma principalmente per mero interesse politico ed economico di parte.
    Comunque cordiali saluti e “forza azzurri!”.

  9. Giovanni Zardoni

    Caro Attilio, la tua ironia è quasi stucchevole.
    Intendevo dire che se qualcuno di competente proporrà di portare la Concordia a Genova e qualcuno di altrettanto competente autorizzerà tale trasferimento ci sarà un motivo valido. Non lo credi?

  10. Attilio Regolo

    Meno male, ora che Giovanni Zardoni con la faccina sorridente e un pò irridente ci comunica che quel trabiccolone contorto e semiaffondato di mezzo milione di tonnellate di ferro plastica e acqua inquinata che una volta era una nave da crociera tra le più grandi al mondo e che offusca da quasi due anni e mezzo il panorama del Giglio Costa-T/M lo tireranno dolcemente a metà Luglio lungo 350 km di coste tirreniche e liguri possiamo fare il tifo per la nazionale fino a notte fonda gareggiando con Prandelli per azzeccare la formazione vincente e poi potremo fare sonni tranquilli fino a quando il gigante ammalorato sarà docilmente depositato nelle gentili mani degli scaricatori del porto di Genova.
    Grazie Giovanni.

  11. Giovanni Zardoni

    Ma vi pare che T/M possa rischiare di affondare la Concordia dopo tutto quello che ha fatto?
    Siamo seri: se si è optato per il traino a Genova è perchè ci sono le condizioni si sicurezza sufficienti…
    Per fortuna che tra poco inizieranno i mondiali di calcio e gli italiani diventeranno tutti commissari tecnici, tralasciando il salvage marittimo 🙂

    Intanto, dal sito ufficiale:
    “Lavori in corso all’isola del Giglio per portare a termine l’installazione del cassone S5, l’ottavo dei 15 cassoni da posizionare sul lato di dritta del relitto della Concordia.
    Nel frattempo i lavori di riparazione sul cassone S13 sono stati completati a Genova ed il cassone e’ pronto per partire a bordo del pontone MAK domani (ndr: oggi, è già in viaggio trainato dal tug Lukas) con un nuovo nome: S18.
    Attualmente sono oltre 300 le persone al lavoro 24 ore su 24, 7 giorni su 7 all’isola del Giglio per preparare il relitto della Concordia alla fase di rigalleggiamento”.

  12. Attilio Regolo

    Daniela, giochiamo a carte scoperte.
    Il traino della Concordia dal Giglio fino a Genova con tutti i suoi pendagli e è comunque un grosso e sconsiderato azzardo a prescindere dalla qualità delle rassicuranti simulazioni preventive che sai bene che si possono aggiustare nei dati di ingresso, specialmente in un caso simulativo come questo estremamente complesso e a innumerevoli dati stocastici (che non è un termine sessual-offensivo) in modo da dare risultati attesi comunque sufficienti dal punto di vista probabilistico.
    Pertanto è assolutamente incomparabile la garanzia di sicurezza e di probabilità di riuscita positiva se si decidesse di confermare l’originaria ipotesi di traino al vicino Porto di Piombino che per ora è ancora come dici tu un “infante” ma che con la volontà politica e i necessari finanziamenti potrebbe diventare in breve tempo un adulto maturo e responsabile.
    Saluti.

  13. Daniela Robasto

    In una conferenza dei servizi non è che si sta a trattare sulle possibilità infrastrutturali di un porto o di un altro. L’aspetto principale sarà sulla compatiibilità e sicurezza verso l’ambiente, quindi ogni ente dirà la propria ma senza potere di veto, così anche Costa. Sarà il Ministero dell’Ambiente a dire l’ultima.
    Continuare con Piombino è relativamente infantile, il bacino ancora non c’è e chissa quanto ci vorrà a realizzarlo (gli appalti pubblici in Italia sappiamo come funzionano).
    Il “stocazzo” era perchè più passa il tempo è più salgono enti e comitati ognuno a dire la propria (basti vedere il wwf e legambiente quando recentemente hanno iniziato a martellare sul carburante ancora nella pancia della nave o della stabilità strutturale del relitto, tanto per fare un po’ di rumore e farr vedere che esistono).
    Sul fatto che Genova possa essere la favorita, probabilmente la M/C ha dati alla mano sulle condizioni dello scafo e simulazioni attendibili e con buon grado di sicurezza sul traino dal Giglio a Genova. Poi da qual al 20 di luglio, sempre se non slitterà ancora…. per il S5 ci hanno messo il doppio del tempo… chissà poi perchè, la destinazione finale potrà anche cambiare, nuovamente.

  14. Attilio Regolo

    E comunque, a parte le battute e i discorsi di contorno , c’è un aspetto di fondo che non riesco proprio a comprendere nelle sue premesse e motivazioni e cioè per quale diavolo di motivo Costa e Titan-Micoperi , dopo aver salvato la faccia di fronte al mondo con il riuscito quasi miracoloso e spettacolare “parbuckling=raddrizzamento” nel cantiere Concordia al Giglio vogliano ora rischiare di gettare tutto ai pesci del Mediterraneo in un trascinamento esagerato e insensato di un megarelitto sbilenco e potenzialmente instabile per centinaia di miglia e per giorni e giorni partendo con il mare in bonaccia ma con nessuna garanzia che resti tale per i giorni successivi a ridosso di coste immacolate e patrimonio dell’ Unesco solo per soddisfare gli appetiti della zona portuale genovese dove oltretutto come confermatoci dall’amico Pepe la povera nave, quasi fosse un cinghialone maremmano, non potendo trovare subito accoglienza per inadeguatezza dimensionale delle infrastrutture portuali di quell’area, verrebbe prima svuotata delle interiora, poi parzialmente smembrata della parte superiore quindi sezionata in parti più sottili in modo da poterle infilare nel bacino di carenaggio allo scopo dello smantellamento finale e tutto questo allo stesso prezzo all’incirca di quello che Costa dovrebbe affrontare per portare la nave con assai minor rischio e assai maggior sicurezza al bacino di carenaggio appositamente attrezzato e in fase di realizzazione nel vicino Porto di Piombino.
    Saluti.

  15. Attilio Regolo

    Ecco un commento quale questo di Giuliano Marchetti da condividere senza se e senza ma.
    Ha perfettamente ragione: è vero che Costa/Carnival è la proprietaria del relitto Concordia ma è altrettanto vero che la società armatrice ha una grande responsabilità diretta e indiretta nel disastroso evento accaduto sulle coste del Giglio e appare deontologicamente corretto che debba assuma un profilo più basso e accomodante nei confronti delle decisioni strategiche da prendere circa la destinazione finale della nave che spettano principalmente e giustamente agli enti istituzionali sia locali che centrali del nostro Paese.
    E non sono affatto d’accordo con Daniela Robasto quando afferma che dopo aver ascoltato tutti i soggetti possibili e immaginabili interessati nella Conferenza dei Servizi di metà Giugno la decisione finale sarà il risultato di un testa a testa a quattr’occhi tra Costa e Ministero dell’Ambiente.
    In primo luogo perché appunto a Costa come già espresso dovrebbe essere assegnato un ruolo consultivo ma sostanzialmente passivo ed esecutivo e in secondo luogo perché al posto di un indefinito “stocazzo” come assai virilmente espresso “dalla?” Robasto dovrebbe esserci per lo meno il Ministero delle Infrastrutture e in particolare delle Infrastrutture Marittimo-Portuali visto che è in fase di realizzazione un importante investimento proprio a Piombino di una infrastruttura portuale destinata specificatamente ad accogliere la nave Concordia per il trattamento del caso.
    Saluti.

  16. Pietro Rinaldi

    Quante sciagure annunciate o annunciabili !! Che disastri prevedibili !! Addirittura disastri ambientali ….. e allora ??
    Lasciamola lì dove il danno è già stato fatto e un altro pochino in più in fondo cosa potrà provocare !!!_ E perché mai dovrebbe incontrare marosi, impetuosi Maestrali, trombe marine o quant’altro ? Un Convoglio lungo 300 m e larghezza oltre i 60 può incontrare difficoltà insormontabili ? E andiamo o come qualcuno ogni tanto scrive… Suvvia …. mettiamoci in cuore finalmente in pace e pensiamo al futuro in particolare per quello che interessa la nostra cara Isola e quanto la Concordia gli ha lasciato sui fondali !!!

  17. Sono deluso. Volevo andare a vedere il Concordia caricato sul Vanguard. Sarebbe stato interessante, impegno tecnico.

    I am disappointed. I wanted to get to see the Concordia loaded on the Vanguard. It would have been an interesting, technical undertaking.

  18. Giuliano Marchetti

    Tenendo presente i vari rischi di un viaggio troppo lungo dove qualsiasi incidente sarebbe una catastofe
    ambientale, quella del Presidente Rossi sembrrerebbe l’analisi più lucida.
    Rimango dell’opinione gia espressa in precedenza che Costa-Carniv. deve solo pagare e zitta costi e relativi danni fatti e se è troppo oneroso è un problema loro, dovevano pensarci prima di fare simili sciocchezze.

  19. Maurizio Scholl

    Citazione di Franco Pepe
    “Ammesso che Concordia non abbia un “incidente” lungo il percorso”

    Speriamo di NO, ma non sono sicuro se scommettere sul contrario. Purtroppo 🙁

  20. Daniela Robasto

    tra l’altro in una conferenza dei servizi, tutti possono dire la loro (comuni, provincie, regioni, protezione civile, legambiente, wwf, stocazzo…) ma alla fine l’unico ad avere potere di veto è il Ministero dell’Ambiente… quindi sarà una cosa a due: da una parte Costa, dall’altro il Ministro.

  21. Ammesso che Concordia non abbia un “incidente” lungo il percorso, il progetto Genova prevede che sia portata nello scalo di Voltri, qui alleggerita dei ponti superiori per arrivare fino ad arrivare a -13. Quindi trasferimento alla banchina Mariotti (vicino alla fiera di Genova) dove sarà ulteriormente smantellata fino alla chiglia, questa, per ragioni di lunghezza sarà tagliata in due parti, una (prevedibilmente quella squarciata) sollevata e tagliata a terra, quindi la parte prodiera resa autonomamente galleggiante portata in uno dei bacini e smantellata.

  22. Attilio Regolo

    E scusandomi per questo eccesso di invadenza sul blog-forum di GiglioNews ma l’argomento del post è di assoluto interesse e vorrei fare un’ osservazione aggiuntiva a quanto detto precedentemente.
    Nell’elencare le coste tirreniche sfiorate pericolosamente dal relitto Concordia nel suo ipotetico omerico prossimo lungo viaggio verso Genova ho dimenticato colpevolmente di nominare le coste massetane.
    Ebbene, ve l’immaginate cosa accadrebbe se la Concordia dopo aver magari sopportato la prima metà del viaggio e aver oltrepassato indenne Grosseto Piombino e Livorno ma avendo dovuto soffrire lo stress logorante e violento del maestrale tirrenico dovesse collassare con tutte la porcheria ancora racchiusa nel suo ventre proprio davanti alle coste intonse di Massa Carrara cioè la provincia di provenienza e di prima crescita politica del nostro maxi-presidente regionale Enrico Rossi?
    Tutti gli abitanti di Massa Carrara e d’intorni lo cercherebbero e inseguirebbero con i forconi in ogni luogo e vita natural durante.
    Lo capite adesso perché il Presidente Rossi farà di tutto per fermare la Concordia a Piombino?

  23. Attilio Regolo

    Insomma quello che voglio dire è che questa idea di portare a spasso tra i marosi le 500.000 tonnellate precarie inquinate e semigalleggianti di ferro plastica ed acqua della Concordia lungo le centinaia di chilometri di coste prima grossetane poi livornesi ed infine liguri mi fa ricordare il perigliosissimo viaggio dell’Odissea di Ulisse verso Itaca partorito dal genio fantastico di Omero.
    Il fatto è che Ulisse con la sua piccola imbarcazione era protetto dagli Dei ma la Concordia invece da chi diavolo sarebbe protetta?
    Saluti.

  24. Attilio Regolo

    Ecco svelato il punto debole di Genova, bravo Angelo Roma!
    Anche se mi sembra assai strano che un problema di questo genere e di questa importanza, cioè l’insufficienza in termini di larghezza dei bacini portuali di Genova per il carenaggio della Concordia, non sia stato adeguatamente preso in considerazione nel progetto genovese di accoglimento della nave.
    E’ vero che anche Piombino al momento è sprovvisto di adeguato bacino di carenaggio, ma è stato avviato un apposito progetto da completare nei primi mesi autunnali di quest’anno che prevede appunto la realizzazione di un bacino appositamente per la Concordia lungo 300 mt profondo 20 mt e soprattutto largo 50 mt.
    Ecco anche spiegato come mai i cassoni che vengono montati sul fianco destro sono poco vincolati e quasi labili: per poterli agevolmente togliere una volta sopraggiunti al porto-cantiere in modo da ridurre la larghezza del relitto da 60 mt a meno di 50 mt in modo da poterlo infilare di precisione nel nuovo bacino di Piombino cosa che sembrerebbe invece fisicamente impossibile , come riferitoci da Angelo Roma, nel bacino sia pure più largo tra i 5 bacini di Genova che comunque non supera i 40 mt di larghezza.
    E allora ci associamo alla domanda del Comandante Roma: come sarebbe possibile accogliere la Concordia nei bacini del porto di Genova ammesso che il megarelitto con un fianco di galleggianti alquanto labile riesca a raggiungere il porto ligure dopo quasi una settimana di navigazione a traino?

  25. CONCORDIA A GENOVA. La decisione dunque, sembrerebbe concordata, scrivo sembrerebbe, perchè ufficialmente non è ancora stata presa!
    Nei confronti di Genova ho solo un dubbio, e mi spiego:
    Siamo tutti d’accordo che senza i cassoni la nave non galleggia?
    Ebbene, aldilà del pescaggio, la misure dei 5 bacini sono le seguenti: 170×23, 108×16, 218×31, 277×40, 249×38.
    Tenendo presente che con gli sponsons la Concordia supererà i 60 metri di larghezza, qualcuno, per favore, potrebbe spiegarmi come faranno a farci entrare il relitto? Grazie, A.R.

  26. Attilio Regolo

    Sempre da internet apprendiamo che il Presidente della Regione Toscana Rossi ha replicato sulla questione Concordia a Genova replicando che la sua posizione non è cambiata di una virgola in materia, nel senso che per lui la soluzione più razionale e ragionevole resta quella di portare la nave a Piombino come già più volte prospettato confermando che il trasporto via mare per Piombino sarebbe assai più breve di quello per Genova e quindi meno rischioso e che comunque il porto di Piombino sarebbe pronto ad accogliere la Concordia per settembre e che è inutile affrettarsi ad effettuare un’operazione complessa invasiva e non scevra da rischi per il Giglio e d’intorni come il rigalleggiamento l’aggancio ai rimorchiatori e il traino in piena stagione estiva quando si può effettuare con più calma e sicurezza appunto a settembre.
    Sono perfettamente d’accordo con quanto espresso dal Presidente Rossi e nel mio piccolo cercherò di appoggiarlo per quanto potrò in questa opera di giustizia economica e sociale.
    Saluti.

  27. Maurizio Scholl

    ERA ORA! Sarà una settimana di inferno tra operatori dei media di mezzo mondo, restrizioni alla navigazione e via dicendo. Ma finalmente appena il Meteomar annuncerà patana totale andrà via ed inizierà ad essere solo un ricordo.
    Spero che ci arrivi a Genova e spero che possa costituire una occasione per il rilancio economico della città e del Paese.
    Ciao Giglio.

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