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Nasce a Ravenna Associazione Memoriale della Concordia

COSTA CONCORDIA
STOP AI LAVORI DI SMANTELLAMENTO DELLE PIATTAFORME SUBACQUEE SUI FONDALI DEL GIGLIO

La preservazione delle strutture sommerse utilizzate nell’opera di raddrizzamento del relitto della “Costa Concordia” sui fondali dell’Isola del Giglio dove avvenne il naufragio è il primo obiettivo dell’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia.

piattaforma 2 rimozione costa concordia isola del giglio giglionewsL’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia nasce a Ravenna da un gruppo di sommozzatori professionisti, per incoraggiare un movimento di opinione favorevole a questo scopo.

Le strutture interessate rappresentano la testimonianza storica e la memoria concreta ai posteri dell’accaduto, dell’immane impegno industriale che fu necessario per la rimozione del relitto e del colossale impegno dell’uomo in un’opera che non ha eguali nel mondo e nella storia dell’umanità.

Vogliamo pertanto che a partire dai nostri tempi e anche nel futuro, subacquei e tecnici di tutto il mondo, possano disporre di tali strutture per effettuare sopralluoghi sul campo sia per motivi di conoscenza e rispetto per la memoria, sia turistici, sia scientifici, come avviene per tutti i relitti del mondo, che da sempre hanno interessato ed interessano gli appassionati di mare sia per sport che per professione.

Per questi motivi il sito sui fondali del Giglio va quindi preservato dalla distruzione e anzi arricchito di targhe e manufatti che possano rappresentare il ricordo delle vittime e dei dispersi nella tragedia, il sommozzatore caduto nell’operazione di recupero, le fasi della tragedia, le fasi del recupero ed i protagonisti che vi furono impegnati come si conviene ad un vero e proprio Memoriale.

Date le dimensioni delle strutture sommerse l’associazione ritiene altresì dedicare ampio spazio anche al ricordo delle vittime sul lavoro subacqueo di tutti i tempi e  spazi da dedicare a cerimonie subacquee commemorative.

Lavoriamo insomma perché il “Memoriale della Concordia” diventi un polo di attrazione per le immersioni e per le attività delle scuole subacquee e dei club sportivi di tutto il mondo in ricordo di una tragedia del mare che ha segnato la storia della navigazione e dell’ingegneria subacquea in Italia e nel mondo.

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9 commenti

  1. Caro Pietro, con la questione piattaforme subacquee siamo di fronte a due punti di vista completamente contrapposti
    Da un lato quello di chi vede nella loro totale eliminazione oltre che nella bonifica generale dei fondali di Punta Gabbianara e quindi nel completo ripristino della situazione ante-vicenda Concordia senza lasciare alcuna traccia visibile sia sopra che sotto il mare della costa del Giglio come l’unico modo per rispettare davvero e fedelmente la memoria storica della configurazione ambientale originaria dell’Isola..
    E dall’altro lato del tutto opposto quello di chi vede suddetto rispetto della memoria storica proprio nel lasciare una traccia consistente anche se praticamente invisibile in superficie dell’eccezionale evento accaduto con la conservazione appunto, visto che il grande relitto è stato alfine portato via lontano, per lo meno delle piattaforme subacquee come possibile potenziale polo futuro d’attrazione turistica e culturale.
    Sono queste due su tratteggiate, come puoi ben comprendere, Pietro, due concezioni assai diverse per le quali la battaglia dialettica è secondo me appena avviata e con il risultato finale ben lungi dall’essere al momento definito e prevedibile.
    Saluti.

  2. Da mesi e, in qualche caso anche da oltre un anno, si sta discutendo della opportunità del mantenimento delle piattaforme sui fondali di punta Gabbianara, anche questo è una forma sostanziale di azione, essendo i forum molto seguiti._ Sono state addotte ragioni le più varie e fatti appelli al semplice buon senso per ottenere questo obiettivo, in qualche caso raggiungendo alcuni parziali risultati (p. es. il deliberato del CC Gigliese), non si hanno notizie di come la questione stia evolvendo e se Provincia di GR e Regione Toscana abbiano inoltrato formali richieste al Ministero dell’Ambiente._ Sono attese risposte anche sull’assegnazione dell’appalto per la bonifica dei fondali nella speranza che nello stesso non abbiano incluso le ptf ._ Vedremo cosa succederà … fra breve, come si muoveranno i Gigliesi (amm.ne compresa) e poi si vedrà._ Un consiglio spontaneo mi sento di inviarlo a chi ha le orecchie e/o le frequenze giuste per captarlo: cerchiamo di guardare a una decina di palmi dal naso a favore di interessi generali e duraturi per l’Isola e non puntare su un breve interesse per pochi (e spacciarlo come generale).

  3. Bene, Pietro, allora non resta da fare altro a noi Grossetani e a voi Gigliesi in primis che aderire formalmente alla neonata Associazione Nazionale Memoriale della Concordia dell’amico Luigi Ruggeri di Ravenna.
    E bisogna farla in fretta questa adesione, perché l’esito dell’appalto concorso di Costa Crociere per il ripristino ambientale dei fondali di Punta Gabbianara e quindi anche la rimozione delle piattaforme subacquee cui è al momento obbligata per legge è ormai prossimo e l’unione, si sa, può fare la forza.
    Saluti.

  4. Non ho notizie precise di merito, ma mi pare che al Giglio ci siano già scuole sub che intendano integrare nel loro lavoro la eventuale possibilità di implementare percorsi turistici subacquei legati al sito del noto caso Concordia._ Mi pare altresì che tra i promotori della petizione per evitare un disastro aggiuntivo (come annunciato) con lavori assurdi di rimozione di una struttura come la serie di piattaforme di punta Gabbianara, ci siano stati principalmente quelli interessati alla valorizzazione di percorsi di “osservazione” di quel che potrebbe restare al Giglio per “non dimenticare” quell’immane tragedia, e per studiare anche nuove ed eventuali proposte._ E’ stato collezionata tanta e tanta discussione sui forum di questo sito aventi come oggetto “la questione Piattaforme” e il consiglio Comunale dell’Isola ha ratificato, in pratica all’unanimità, l’approvazione al mantenimento nel fondale di tale opere assolutamente uniche, specialmente per la loro ubicazione e possibile visibilità da parte degli amanti del mare e non solo._ Come l’Amico A. Regolo osservo che “Quella dell’Associazione Ravennate è esattamente il tipo di iniziativa che si sarebbe dovuta prendere già da tempo anche sulla costa tirrenica Grossetana (direi Giglio in primis) isole comprese”. _ Aggiungo che l’iniziativa è sicuramente da salutare con un giusto interesse, anzi spero che possa essere seguita anche da altre fuori dall’Isola, e che gli operatori Gigliesi sapranno ben organizzarsi e porre la giusta attenzione al problema._ Certamente chi “fisicamente” ha vissuto la vicenda, come i Gigliesi, avrà motivi, ragioni ed occasioni per essere più determinato nel coltivare la memoria di un avvenimento che, forse, non avrebbe voluto vivere.

  5. E comunque, caro Ruggeri, a parte i distinguo fatti con il mio ultimo commento, come non vedere con estremo favore la vostra iniziativa come gruppo di sub professionisti della zona di Ravenna in merito alla preservazione di quelle straordinarie piattaforme subacquee, prodotto dell’ingegno e del lavoro delle maestranze della vostra zona, che hanno permesso con il loro granitico abbraccio con il fondale roccioso del Giglio quell’eccezionale impresa che rimarrà per sempre nella nostra memoria del raddrizzamento dell’enorme Concordia accasciata sulla riva rocciosa del Giglio e del suo successivo distacco e partenza verso la destinazione finale?
    Di nuovo calorosi saluti.

  6. Nulla in contrario alla pubblicizzazione su fb del mio commento sulla vostra iniziativa associazionistica, gent. sig. Ruggeri, ma con una precisazione per non essere frainteso.
    Quando affermo che qui sulla costa Tirrenica talvolta hanno prevalso egoismi di parte piuttosto che senso civico di collaborazione e di associazione come da voi sull’Adriatico di Ravenna e d’intorni appunto ad esempio con la vostra iniziativa associazionistica in memoria della Concordia, non intendo certo dimenticare o sminuire, da Grossetano affezionato alla mia terra, quello straordinario e spontaneo moto di solidarietà e partecipazione civile cui si sono resi protagonisti di fronte al mondo le centinaia di famiglie dell’Isola del Giglio e il senso di responsabilità e l’efficienza organizzativa delle Istituzioni politico-amministrative locali tutte a partire dal Comune del Giglio la Provincia di Grosseto e il suo Comune Capoluogo fino alla Regione Toscana sia la notte stessa della grande tragedia della Concordia che all’indomani per settimane e mesi senza soluzione di continuità fino ala definitiva rimozione del grande relitto dall’Isola.
    Cordiali saluti.

  7. Mi è piaciuto evidenziare i commenti dei signori Gian Piero Calchetti e Attilio Regolo nella pagina ufficiale di fb dell’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia, con Stima e Rispetto.
    (qual’ora la cosa non fosse di vostro gradimento vi prego di sgnalarmelo affinchè possa provvedere immediatamente).

  8. Quella dell’Associazione Ravennate è esattamente il tipo di iniziativa che si sarebbe dovuta prendere già da tempo anche sulla costa tirrenica Grossetana isole comprese.
    Ma evidentemente qui da noi ancora siamo assai indietro rispetto all’Adriatico per sensibilità politica e cultura civile impegnati come siamo a coltivare ciascuno il proprio piccolo orticello di interessi.
    Saluti.

  9. Gian Piero Calchetti

    HIC, IN GABBIANARAM,
    NAVIS CONCORDIA INFRINGIT

    Solo l’umana stupidità
    e l’esibizionismo,
    più che l’imperizia,
    hanno potuto creare
    il disastro e la tragedia
    (oltre trenta furono i morti)
    che hanno “abbrunato” questo mare,
    questi scogli e quest’isola,
    che fu, comunque, all’istante,
    solidale e pronta nei soccorsi.

    Solo la goffaggine
    e la “tronfietà”
    d’un comandante fellone
    (primo a mettersi in salvo),
    hanno potuto trasformare
    in funerale
    un’allegra crociera di vacanza,
    facendo naufragare
    la “Concordia”,
    nave ammiraglia
    ed orgoglio della “Costa”.

    Non fu come il “Titanic”,
    solo perché assai meno
    se li prese il mare,
    che non era di ghiaccio,
    e, mentre “rovesciava”,
    nessun violino
    ne accompagnò l”inchino”,
    sopracoperta.

    Per il resto, l’impatto fu
    egualmente fatale,
    ma, in parte, “rimediabile”,
    perché l’intreccio di tralicci,
    che emergono
    quali enormi bitte
    d’attracco e di sostegno,
    ed ancor più a fondo,
    per chi voglia e sappia
    esplorare i fondali,
    le immense piattaforme
    d’appoggio,
    siccome restano
    testimoni imperituri
    della vanità della vita,
    della stupidità dei superbi
    e dell’azzardo delittuoso
    di chi solca i mari per gioco,
    trascurandone i perigli,
    sono anche il “vessillo”
    d’un’impresa titanica
    compiuta, per la prima volta,
    per “salvare” e rimettere a galla,
    un’immenso relitto rovesciato,
    ancorché ormai “sconfitto”
    e destinato ad esser solo riciclato.

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