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Avvocatura di Stato: “Via le piattaforme!”

Avvocatura di Stato: “Via le piattaforme!”

«Le piattaforme devono essere rimosse». Il fondale del Giglio deve tornare come prima del naufragio della Concordia. Il parere dell’Avvocatura di Stato di Firenze non lascia dubbi: conferma la posizione assunta dal ministero dell’Ambiente in primavera, quando ancora c’era da decidere il porto di destinazione del relitto di Costa. La nave – scrisse il ministero nel proprio parere, corredato da prescrizioni – poteva essere trasferita a Genova, a patto che Costa eliminasse le piattaforme di metallo, grandi quasi come due campi da calcio, sulle quali era rimasta adagiata per oltre due anni la Concordia.

piattaforma 2 rimozione costa concordia isola del giglio giglionewsPortato via il relitto, si è aperto un dibattito sull’opportunità di mantenere queste piattaforme. Anche come “memoriale” dell’evento. Perfino il consiglio comunale di Isola del Giglio ha approvato un ordine del giorno per sollecitare il mantenimento delle piattaforme.

L’Avvocatura dello Stato, invece, nutre più di una perplessità giuridica su questa posizione. In base alla normativa comunitaria, osserva come sia necessario eliminare completamente le conseguenze di un danno (anche per evitare eventuali censure o procedure da parte dell’Unione Europea); in secondo luogo, se la rimozione è stata decisa con una procedura definita in sede di Conferenza dei servizi (quella che ha individuato la destinazione finale del relitto), non può essere un ordine del giorno di un consiglio comunale a modificare la scelta. È necessaria che la decisione contraria – il mantenimento delle piattaforme subacquee – venga deciso sempre in Conferenza dei servizi. Non basterebbe neppure una decisione dell’Osservatorio di monitoraggio regionale sui lavori di ripristino ambientale al Giglio che si riunisce oggi a Firenze, in Regione, per valutare i lavori che inizieranno a giorni. L’appalto, infatti, è stato affidato da Costa a Micoperi, società ravennate che si avvarrà della collaborazione della compagnia americana Titan con la quale si è già occupata del recupero e rigalleggiamento del relitto.

C’è, comunque, da tenere presente che il parere dell’Avvocatura – trasmesso alcuni giorni fa al ministero – non è vincolante. La decisione finale sulla posizione da assumere spetta all’amministrazione che ha chiesto la consulenza sulle piattaforme. E che nei mesi scorsi, proprio grazie all’Avvocatura, si è anche costituita parte civile per danno ambientale nel processo in corso per il naufragio del12 gennaio 2012. Altre amministrazioni dello Stato si sono costituite parti civili per danno di immagine e per i danni subiti a causa del disastro della Concordia: fra queste le Capitanerie di Porto e la Presidenza del Consiglio. Basta pensare, ad esempio, alle spese affrontate per la mobilitazione della protezione civile. Al riguardo, Costa ha presentato una bozza di transazione dalla quale, però, sono escluse le spese affrontate dallo Stato per il trasporto della Concordia dal Giglio a Genova. Obiettivo dell’armatore è trovare un accordo stragiudiziale (dal quale è escluso il danno di immagine) e ottenere la revoca della costituzione di parte civile delle amministrazioni pubbliche statali. L’accordo, però, appare lontano. Il danno di immagine ancora non è definito e, comunque, verrebbe liquidato in via “equitativa” essendo difficile da calcolare su parametri oggettivi.

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9 commenti

  1. Jim Harris le piattaforme delle quali si parla non possono essere equiparate ad un’auto dismessa o a un televisore non più funzionante._ Stiamo su questo sito da mesi e mesi a dibattere “disinteressatamente” come salvaguardare la memoria di un evento increscioso e direi senza precedenti, che nessuno avrebbe mai voluto accadesse.__ Nel contempo, in relazione alla metodologia di intervento per la rimozione della Concordia, cerchiamo di argomentare razionalmente i nostri commenti per esprimere una opinione che tenda a conservare strutture imponenti ormai quasi completamente integrate nel fondale profondo (che l’intervento a quasi distrutto completamente) di punta Gabbianara._ Come puoi esprimere un commento contrario basato solo su una battuta ?

  2. Gian Piero Calchetti

    Perché non ci siano equivoci,
    e questo specialmente al cospetto di chi non conosce abbastanza la lingua italiana, è bene che, una volta per tutte, i fautori della conservazione dello “status quo ante”, dicano, a chiare lettere, che non sono affatto i paladini del lasciare, in senso assoluto, le cose come stanno in quel della Gabbianara.
    Bensì che, pur auspicando una pulizia generale dei fondali, onde rimuovere l’immondezza residuata dal naufragio e quella derivata delle “scorie” deii lavori resisi necessari per mettere la nave in condizioni di tornare in assetto di galleggiamento, onde poter essere rimorchiata alla volta di Genova-Voltri (lavori sul relitto e lavori di fissaggio delle piattaforme alla roccia), si oppongono decisamente a che si faccia passare per semplice “ripulitura” la rimozione della paliificazione cui sono incardinate le piattaforme, nonché lo smantellamento delle piattaforme stesse.

  3. Suvvia Jim, ma ti pare che quelle avveniristiche strutture subacquee quali le piattaforme che hanno consentito il parbuckling e il refloating della Concordia solo qualche mese fa siano diventate di punto in bianco equiparabili a spazzatura?
    Io penso il contrario e cioè che le volgiano recuperare e portar via perché costituiscono ancora un notevole valore aggiunto dell’intero progetto di rimozione e quindi anche dell’ultimo appalto per la bonifica dei fondali del Giglio.
    Sarà dura quindi convincere i diversi soggetti responsabili a lasciarle li sotto a disposizione dei Gigliesi e non come più volte richiesto da svariate direzioni.
    Saluti.

  4. Ottenere la spazzatura dal pavimento del mare. Se le piattaforme di rottami metallici sono lasciati a rimanere sotto l’acqua, allora perché non lasciare che la gente del Giglio discarica vecchie automobili e camion, elettrodomestici e televisori e altri rifiuti assortiti a destra in mare? Che cosa rende una forma di spazzatura diverso da un altro?

    Get the garbage off the floor of the sea. If the scrap metal platforms are left to remain under the water, then why not let the people of Giglio dump old cars and trucks, appliances and TVs and other assorted waste material right into the sea? What makes one form of garbage different from another?

  5. Prendo spunto dalla premessa dell’articolo del giornale “Il Tirreno” «Le piattaforme devono essere rimosse»: “Il fondale del Giglio deve tornare come prima del naufragio della Concordia”._ Il parere dell’Avvocatura di Stato di Firenze non lascia dubbi”._ Mi rivolgo a coloro che prendono riferimento, per i loro pareri e/o commenti di merito a quanto scritto, prescritto e stabilito negli atti relativi all’appalto lanciato dalla Costa Crocierei, chiedendo se hanno mai immaginato o capito in fase di assegnazione dei lavori, che l’Impresa assegnataria avrebbe realizzato un piano sottomarino di appoggio dello scafo (per sorreggerlo in fase di rotazione e raddrizzamento), costituito da 5 megastrutture metalliche con 5 pilastri cadauna e relative fondazioni da realizzare con trivellazioni di pozzi profondi nel granito da circa 2 metri di diametro._ Enormi Piattaforme metalliche realizzate in giro per l’Italia e trasportate al Giglio su pontoni marini al traino._ PENSARE ORA ALLA LORO RIMOZIONE da una profondità di oltre 30 m fissate in un tutt’uno con le fondazioni e immaginare di non deteriorare ulteriormente i fondali E’ VERAMENTE “DIABOLICO” !!!

  6. E poi, non crederà mica, lo Stato, attraverso la sua pretenziosa Avvocatura e i suoi inconcludenti Organi Periferici tutti in preda a questa morbosa forma di sindrome da volontà illusoria di rimozione totale di qualsiasi traccia fisica del più grottesco incidente navale della storia di cancellare dalla nostra memoria e dalla nostra psiche di milioni di singoli cittadini sparsi nel mondo l’incredibile vuoto disfunzionale dimostrato da esso stesso, lo Stato, prima durante e dopo il tragico evento Concordia che ha investito come un uragano la nostra piccola e tranquilla isola del Giglio irrimediabilmente offuscata nella sua immagine di autentica perla del Mediterraneo per chissà quanto tempo a venire?

  7. Gian Piero Calchetti

    IL NODO GORDIANO, CHE INCOMBE SUL MINISTRO GALLETTI E SUL GOVERNATORE ROSSI

    La notizia, ripresa, “in toto”, da “Giglionews”, riportata dal “Tirreno” e scritta dalla Collega Ilaria Bonuccelli, ancorché all’armante (nonché foriera di grandi lavori, di grandi disagi e di grandi spese), per tutti quelli, che, compreso il sottoscritto, vorrebbero che le “paittaforme” rimanessero intonse, alla Ggabbianara, quali simbolo a memoria della tragedia della Concordia, non è poi eclatante così come può sembrare di primo acchito.
    La collega, infatti, una volta annunciato lo “scoop” relativo alla pronuncia dell’Avvocatura dello Stato, tiene correttamente a precisare che il parere dell’Organo consultivo della Repubblica, in quanto, appunto, consultivo, può anche essere disatteso.
    A mio giudizio, tra l’altro, se il parere espresso era sostanzialmente da dare per scontato, ragion per cui, il Ministero competente poteva anche risparmiare qualche risorsa, soprattutto in considerazione dei tempi economicamente “calamitosi” che il Paese attraversa, non è certamente da dare per scontato l’esito esiziale per i cosiddetti “manufatti”, che consentirono d’imbrigliare la bella nave da Crociere, ormai sfasciata, onde consentire i lavori di rovesciamento e riflottaggio acciocchè potesse essere trainata a Genova per la demolizione.
    Al riguardo, infatti, va tenuto conto che, allorché fu, ai più diversi e molteplici livelli decisionali, deliberato l’orientamento al ripristino (sopra e sotto l’acqua), per quanto possibile, delle condizioni “quo ante” della Gabbianara, tutti, ma proprio tutti, concordaronono, a caldo (per “rimuovere”, anche dal punto di vista escatologico, il più piccolo ricordo d’una tragedia, che aveva grandemente impressionato) sul fatto di fare “tabula rasa” d’ogni sorta d’”ingombro” una volta che la Concordia fosse stata portata via.
    Nel frattempo, però le cose sono cambiate, potrei dire, in modo esattamente “speculare” rispetto ai “desiderata” d’un tempo.
    Adesso, fatte salve alcune difformita rispetto alle fattispecie di salvaguardia da adottare, un po’ tutti, ivi compreso, mi pare d’aver capito, il valente poeta locale Tonino Ansaldo, adesso residente a Livorno, vorrebbero che fosse impediti i ventilati lavori di ripristino della situazione “quo ante”.
    E questo le autorità preposte non potranno affatto ignorarlo, ma soprattutto non potranno imporre a chicchessia, l’effettuazione di lavori sostanzialmente inutili (fatti salvi quelli necessari a scongiurare eventuali rischi d’inquinamento) adducendo ragioni di tutela ambientale di natura estetico-ipaesaggistica, in quanto il simbolo d’una tragedia, ancorchè grande quanto o più di due campi di calcio, non è certo da considerarsi un “vulnus” (si veda, in proposito, lo scheletro del teatro dell’opera di Iroshima) bensì un “monito” per le attuali e le future generazioni di naviganti.
    Del resto, se il Ministro Galletti avesse ad impuntarsi, pretendendo, in coerenza con quanto ebbe a promettere, che l’operazione di totale rimozione d’ingombri e quant’altro sia portata a buon fine, mentre, nella fattispecie, dovrà fare i conti con la stragrande maggioranza della popolazione gigliese, nonché con gli ambientalisti, che hanno dalla loro maggiori e più valide ragioni per opporsi rispetto a quelli della TAV, di converso, otterrebbe, assieme ad una generale disistima degli abitanti del Giglio, solo il risultato d’impinguare i ben altri conti della Titan-Micoperi, salvaguardando il bilancio della Costa Crociere, che non sarà chiamata a pagare penali alla società incaricata dei lavori, se, come dal sottoscritto ventilato in versi, avesse “ab initio” patteggiato, in blocco, l’esecuzione generale delle opere d’allestimento e disallestimento cantieristico.
    Avvalendomi, infine, “pro bono pacis”, della facoltà di non esprimermi sugli eventuali vantaggi o svantaggi che, nell’uno o nell’altro caso, addiverrebbero, tangibilmente, alle “frazioni” del Giglio (Porto, Castello e Campese), mi viene da chiedere: COME SI ESPRIMERA’ E COSA FARA’, AL RIGUARDO, IL GOVERNATORE DELLA TOSCANA DOPO LE TANTE E TANTE PROMESSE ED I MOLTEPLICI ATTESTATI DI GRATITUDINE, ESPRESSI NEI CONFRONTI DELLA COMUNITA’ ISOLANA, CHE FIN’ORA SI SONO RISOLTI CON QUELLA “FETECCHIA” DI POCO PIU’ DI CENTOMILA EURO DELIBERATI DALLA REGIONE PER IL PORTO?

  8. Misterioso e incomprensibile il parere dell’Avvocatura dello Stato.
    Richiede una cosa praticamente impossibile da ottenere: il ripristino ambientale e strutturale integrale della costa del Giglio alla situazione ante-Concordia.
    L’abbiamo già detto e ripetuto: la rimozione delle propaggini esterne subacquee delle piattaforme che sono servite a sostenere la Concordia non significa affatto il ripristino del fondale.
    Rimarrebbero intonse e inamovibili quelle circa venti ampie colonne profondamente infisse e cementate nella roccia insieme agli uncini d’acciaio terminali dei pianali stessi.
    Il ripristino sarebbe pertanto posticcio e solo di facciata.
    Saluti.

  9. L’Avvocatura dello Stato di Firenze (?) nutre più di una perplessità giuridica sul mantenimento delle piattaforme sui fondali di punta Gabbianara al Giglio ???_ In base alla normativa comunitaria (?),l’Avvocatura dello Stato di Firenze (?)osserva come sia necessario eliminare completamente le conseguenze di un danno (con altri danni), anche per evitare eventuali censure o procedure da parte dell’Unione Europea (ma che ne sa l’unione Europea di quello che succede al Giglio) ????._ In secondo luogo, se la rimozione è stata decisa con una procedura definita in sede di Conferenza dei servizi (quella che ha individuato la destinazione finale del relitto), non può essere un ordine del giorno di un consiglio comunale dell’Isola del Giglio a modificare la scelta ?._ PER FORTUNA CHE IL PARERE NON E’ VINCOLANTE e mi chiedo: come mai l’Avvocatura dello Stato di Firenze non è intervenuta su tutti gli altri passaggi della vicenda Concordia ? _ Per esempio: assegnazione del primo appalto di prelievo del carburante dal relitto; assegnazione del 2° appalto per la rimozione dello stesso, modalità di intervento, tempi di esecuzione, ritardi, servitù e via dicendo; ed oggi sui ritardi nella esecuzione della bonifica dei fondali, sulla conoscenza ed informazione esauriente di quello che c’è veramente la sotto e quindi sulla assegnazione del 3° appalto su modalità di intervento, tempi di esecuzione e servitù costiere.

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