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Bonifica fondali: rischio inquinamento ambientale

COSTA CONCORDIA
BONIFICA DEI FONDALI DELL’ISOLA DEL GIGLIO
RISCHIO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE

Il 9 di settembre l’ANMDC (Associazione Nazionale Memoriale della Concordia), ha lanciato l’allarme per il rischio di inquinamento ambientale, costituito dalla bonifica dei fondali (fase WP9 del crono programma), secondo quanto al momento si intenderebbe fare.

Lo stesso Ministero dell’Ambiente ammette che, tale fase è quella a più alto rischio fra tutte le operazioni fin qui svolte per la rimozione del relitto Concordia.

Si parte quindi per il recupero dei 1396 materassi (fonte: http://www.nove.firenze.it/concordia-toscana-e-costa-crociere-per-ripulire-il-giglio.htm) di sabbia, malta cementizia e additivi chimici, utilizzati per riempire il falso piano fra la parete rocciosa e le piattaforme metalliche che oramai conosciamo come il Memoriale della Concordia.

Ricordammo allora che, al contrario delle ottimistiche previsioni, queste notevoli quantità di sacchi, pieni di materiale altamente inquinante, sono in uno stato disastrato. Essi per la loro funzione hanno subito lo stress dato dal peso dello scafo danneggiato di una nave di 114.500 tonnellate di stazza. Questi sacchi infatti erano interposti fra la nave e la parete rocciosa e quindi sono rimasti danneggiati da entrambi i lati. A tutto questo si aggiungano gli impatti di materiali caduti dall’alto, quali cavi d’acciaio sfibrati, spezzoni di lamiere, catene, maniglioni, bozzelli, tubi, sfridi e tutto quello che si possa immaginare circoli in un cantiere off-shore di metallico e tagliente. Quanto sopra appare dai campioni visibili a pag. 8 del documento redatto da Costa Crociere denominato “Resoconto per Osservatorio – Fase WP9”, che illustra proprio il materiale recuperato per liberare i sacchi, prima della sperimentazione del recupero degli stessi. (qui e a fondo pagina il link del documento a suo tempo pubblicato da Giglio News).

Quello che si è visto invece in tema di recupero dei materassi, e sin qui reso di pubblico dominio, è contenuto sempre nel documento di cui sopra, che riporta a pag.7 le immagini dei materassi appena recuperati sul pontone Navalmare 2.

La ANMDC, prima che sia troppo tardi evidenzia che le modalità di recupero dei sacchi a cielo aperto, così come previste, sono estremamente pericolose poiché, anche se per la sperimentazione di sollevamento, sono stati scelti i materassi fra quelli più integri, si può osservare come comunque riportano tagli e fratture in più parti.

Con questo comunicato la ANMDC si augura che il messaggio arrivi a tutti coloro che ne hanno la responsabilità per non dovere un giorno riascoltare l’ormai, per allora inutile, “Noi ve lo avevamo detto”.

LINK: http://www.giglionews.it/wp-content/uploads/resoconto_osservatorio280814.pdf

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEMORIALE DELLA CONCORDIA

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