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La Toscana all’EXPO 2015 nei chiostri dell’Umanitaria

LA TOSCANA ALL’EXPO 2015 NEI CHIOSTRI DELL’UMANITARIA DI MILANO

Un manifesto per EXPO che ricorda i valori racchiusi nella terra di Toscana, regione alla quale appartiene la nostra isola del Giglio. Sarebbe stato meraviglioso trovare anche tracce e presenza della nostra storica cultura viticola-mineraria.

Nel coro dei Minatori di Santa Fiora ha partecipato un figlio del Giglio: Angelo, del mitico Ottavio Stefanini. La sua fisarmonica ha dato forza al già sperimentato e coinvolgente gruppo. (Tra loro anche Simone, gigliese adottivo. n.d.r.)

Nei loro suoni e canti anche i nostri minatori, la miniera di pirite, erano là, con fierezza e riconoscenza.

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    AD HONOREM SILVESTRAE

    Da quel che leggo,
    siccome veggo,
    oppur ben so,
    di tutto un po’,
    Palma “Silvestra”,
    dal crine ardente,
    present’assente,
    di penna “lesta”,
    della sua gente,
    e del suo Giglio
    con buon cipiglio
    scrive sovente:
    della sua gente,
    che, per fortuna,
    occhio di falco
    ovver daltonico,
    ancor s’”alluma”
    di vino Ansonico,
    mentre gaudente,
    ben conservato,
    tosto si “sgruma”,
    dente per dente,
    dietro la banda,
    che, in sarabanda,
    a volte sbanda,
    strato per strato,
    il Pan Ficato,
    che, non a caso
    e non per niente,
    alla buon’ora
    ti rinvigora
    quel che, pendente
    e un po’ mentosto,
    giace riposto.

    Poi , ti ricorda,
    sorte balorda,
    la vita grama
    di chi si sfama,
    colla miniera,
    sempre foriera
    d’una mercede,
    che soprassiede,
    ovvero incombe
    sull’ecatombe.

    Ieri, a Milano
    nel visitare
    l’Expo nostrano,
    ch’è, poi, l’altare,
    del “saper fare”
    dell’ Italiano
    e del “Foresto”,
    nel ritrovare,
    con occhio lesto,
    che la Toscana,
    coi suoi bei posti,
    eran riposti,
    cosa ben strana,
    fuor dalla bolgia
    dei pappagorgia,
    solo nei chiostri,
    ov’è ubicata
    la beneamata
    Misericordia,
    ch’è la Padana
    “Stella nostrana”
    o “Maristella”,
    che, s’è più“grama”,
    però è più bella,
    ha giusto detto
    ed annotato,
    un gran peccato,
    che va emendato,
    che va disdetto:
    “Dio bendetto!,
    non c’è presenza,
    ed è scemenza,
    in tal “coacervo”,
    grande e superbo,
    di qualche accenno,
    di qualche traccia,
    che all’altrui senno,
    come focaccia,
    del bene faccia
    per dimostrare
    che, col turismo,
    non è eufemismo
    per millantare,
    il nostro Giglio
    pur altro “appiglio”,
    con l’altra faccia,
    tiene in bisaccia.
    E’ LA CULTURA,
    TRIMILLENARIA,
    DELLA NATURA,
    CHE, PIU’ ORDINARIA,
    DICESI AGRICOLA,
    VITIVINICOLA
    E MINERARIA!

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