Bando mensa scolastica: i ristoratori disertano

BANDO COMUNALE MENSA SCOLASTICA SCUOLA PRIMARIA 2015-2016
I RISTORATORI GIGLIESI DISERTANO

Siamo alle porte dell’inizio del nuovo anno scolastico e, come ormai succede ogni anno, i ristoratori gigliesi non manifestano interesse alla somministrazione della mensa scolastica.

Nessuna risposta all’invito dell’Amministrazione Comunale del 20.07.2015 sulla gestione del servizio mensa 2015-2016. Le risposte avute negli anni passati sono sempre state tardive e frammentarie.

mensa scuola isola del giglio giglionewsQuest’anno che l’Amministrazione Comunale ha realizzato il locale refettorio nella sede scolastica di Giglio Castello, sia per rendere a norma la scuola ma anche per agevolare qualsiasi ristoratore sul territorio isolano ad adempiere il servizio mensa, non pensavamo di ritrovarci ancora come l’anno passato nella situazione di non saper cosa sarà dell’istruzione dei nostri figli.

SENZA MENSA SCOLASTICA, NON C’E’ TEMPO PIENO E SENZA TEMPO PIENO NON E’ GARANTITA UN’ISTRUZIONE DEGNA DEL SUO NOME.

Come ormai è risaputo a tutti gli addetti ai lavori ed ai genitori, il tempo pieno permette ai nostri bambini di non avere pluriclassi durante le ore delle materie principali e di poter fare laboratori nel pomeriggio in compresenza.

I ristoratori dell’Isola del Giglio sembrano insensibili a questo TEMA, i bambini di oggi saranno il futuro della nostra isola domani, come si può non pensare di aderire al bando Comunale?

Quest’anno i nostri bambini saranno 43, potrebbero mangiare a scuola nella sala refettorio il loro pasto portato in contenitori isotermici monoporzione (primo piatto, secondo piatto con contorno, frutta e acqua).

Cosa spaventa i nostri ristoratori? Il lungo periodo di lavoro? Impegnativo per 5 gg alla settimana per 8 mesi? La retribuzione? A € 9,36 iva compresa sto cad. vi sembra poco?

Il VOSTRO silenzio e disarmante! I genitori vorrebbero una risposta immediata, non vogliono che si ripeta la situazione DRAMMATICA dell’anno passato.

Faccio APPELLO, a nome dei genitori dei bambini della scuola primaria, ai ristoratori, alberghi e cooperative di prendere contatto con l’Amministrazione Comunale con il Resp. Dell’Ufficio Segreteria Aldo Bartoletti per valutare il servizio gestione mensa.

Galeotti Barbara
Rappresentante di Istituto
Dell’ISTITUTO “C. PISACANE” di Giglio Castello
Dell’ISTITUTO “R. MALTINI ” di Giglio Porto

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2 commenti

  1. Nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato nelle Marche.

    Il Comune di Mondavio, in provincia di Pesaro e Urbino, ha pubblicato un concorso per la copertura di due posti di Cuoco Cat. B da inserire presso la mensa scolastica del comune.
    Le figure professionali saranno assunte con contratto a tempo indeterminato e part time (18 ore settimanali) con stipendio annuale pari a 8.622,35 Euro lordi. E’ possibile candidarsi fino al 30 Agosto 2015, data di scadenza del bando.

    facendo due semplici calcoli rientrerebbero tranquillamente 2 persone che svolgerebbero il loro lavoro, assicurate e stipendiate, con contratto a tempo determinato, non è obbligatorio il tempo indeterminato. Ma si sà come vanno le cose……………..

  2. Gian Piero Calchetti

    A PROPOSITO DI MENSA SCOLASTICA

    Siccome le motivazioni che inducono a cercare di realizzare una “Mensa scolastica” sono molteplici e tutte valide, tralascio di ripeterle.
    Tralascio di ripeterle, senza però (mi sia consentito, quantomeno, per essere intervenuto altre volte in proposito, suggerendo soluzioni fattibili) non tirare, simbolicamente, le orecchie all’Amministrazione. Amministrazione che ancora non ha capito o non vuol capire che ai “Ristoratori del Giglio”, con i prezzi che applicano durante la breve stagione estiva (assai remunerativi se consentono loro quantomeno di “sbarcare il lunario” per un anno intero), poco interessa e poco conviene, al cospetto di circa 10 Euro di compenso (IVA compresa) farsi carico della ristorazione studentesca.
    E siccome non sono sadomasochisti, ignorano le proposte del Comune che pure ha provveduto a mettere a a loro disposizione, al Castello, un refettorio.
    Ebbene, visto che il disagio, per questo stato di cose, è grande, come confermano, per ultimi, i firmatari dell’appello cui fa riferimento questa mia ennesima presa di posizione, insisto su ciò che, a sua tempo, ebbi a scrivere, tra l’altro, prospettando tutto un “panorama” di potenzialità, che la pubblica amministrazione potrebbe e dovrebbe creare per indurre occupazione stabile, che prescinda dall’occasionalità o dal turismo.
    Insisto perché sono più che convinto, in base a mie pregresse esperienze (responsabile nazionale per le Cooperative industriali della Lega della Cooperative, nonché referente, quale rappresentante delle tre “Centrali cooperative”, per le cosiddette “audizioni” parlamentari, relative all’imprenditoria manifatturiera), che, provvedendo, con il coinvolgimento di giovani disponibili, disoccupati o sottoccupati, a sollecitare, tra le altre, la costituzione di cooperative sotto la fattispecie di “Start Up”, è più che fattibile la realizzazione di una struttura polifunzionale nel campo della ristorazione, fungibile, in senso generale, per l’intero anno, a vantaggio di popolazione e turisti, siccome, nello specifico, assai utile agli studenti.
    E questo, soprattutto adesso che, proprio per le cooperative “Start Up” e per le ristrutturazioni e riconversioni delle altre, è stata sostanzialmente ripristinata la cosiddetta “Legge Marcora”, per la quale ebbi l’onore, dopo averne redatto la stesura del “Titolo 1°”, assieme al dottor Massimiliano Tosatti della B.N.L. (in memoria del quale ho scritto la poesia “Il Cimitero della Laurentina”, pubblicata da GIGLIONEWS), di scrivere la relazione presentata ed approvata dalle Camere.
    Naturalmente, in caso di “fattibilita’”, suffragata da una relazione industriale, “stesa” da esperti, quale, ad esempio, il dottor Gianfranco Belotti, che, quale consulente della BNL, della Lega delle Cooperative e di EFIBANCA, ebbe a coadiuvarmi nella promozione delle Cooperative-Marcora e che possiede uno dei miniappartamenti facenti capo al “Residence-SIRMET”, il Comune, cui va, senz’altro, dato merito del refettorio, dovrebbe quantomeno individuare il luogo di lavoro e di normale esercizio delle molteplici attività potenzialmente realizzabili, ivi comprese quelle atte allo smercio dei diversi prodotti nei confronti dell’utenza ordinaria, dotandolo delle “cucine”, quale quota parte (conferita in “beni”) per la costituzione del patrimonio sociale.
    E’ ovvio che, al punto in cui ci troviamo, ovvero in prossimità dell’inizio dell’Anno scolastico, quanto sopra, che non è cosa di poco conto, da improvvisare, bensì attività produttiva da ben ponderare e realizzare, attraverso, “in primis” , il reperimento di personale disponibile a partecipare al’”intrapresa”, dotato di specifiche caratteristiche e disposto a sottoscrivere la giusta parte di capitale, ed, “in secundis”, attraverso
    la compatibilità del “Piano di fattibilità”, con le potenzialità del “Bacino d’utenza” dell’Isola, valutato nell’arco d’un intero anno lavorativo, non è possibile fare miracoli ed andare avanti, come in passato, attraverso occasionali “arrangiamenti”.
    Ci si muova, però, e si trovi, ancorché provvisoria, qualche soluzione da far valere, onde evitare o, quantomeno, ridurre il disagio, ormai certo, per l’Anno scolastico 2015/2016.
    Per assurdo, se ci fosse, “in loco”, un’adeguata attrezzatura di cucina da mettere in funzione, sempreché la Pubblica Amministrazione, fosse disponibile a farsi carico del suo “mantenimento”, mi verrebbe da chiedere al cuoco della mia Sezione caccia di Roma (costituitasi in “Club Venatorio”), già cuoco di “plessi” scolastici capitolini, di trasferirsi al Giglio.
    Costui, ogni Giovedì di ogni settimana, con la modica spesa di Euro 10,00 a testa, imbandisce, per gli associati (quota d’iscrizione annua, pari a 75,00 Euro) uno squisito menù che, partendo dall’antipasto, passa per almeno due primi, due secondi e due contorni, finendo con frutta, dessert, caffè e digestivo, a scelta.
    Se questo appare inverosimile, posso ben dire, per esperienza personale, che, a Roma, non sono poche le trattorie in cui, con 10,00 Euro a testa, fatte salve le cene, il Sabato, la Domenica e gli altri giorni di festa, per i quali occorre aggiungere qualche Euro”, si può consumare un pasto completo e mediamente più che dignitoso, costituito soprattutto da piatti della tradizione culinaria romana.

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