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“Irene nel cuore”: poesia di Stefano Tiozzo

“Irene nel cuore”: poesia di Stefano Tiozzo

Volevo condividere con voi, cari amici, il fatto che mi sono classificato 2° ad un Concorso nazionale di Poesia con una poesia che ha come sfondo, non la storia, l’Isola del Giglio:

IRENE NEL CUORE

Nelle caldi notte d’estate
sento ancora il tuo corpo vicino,
come una fiamma accesa che
non ha ancora esaurito il suo calore
nemmeno dopo vent’anni.
Te ne andasti troppo in fretta
per non lasciare rimpianti,
forse saremmo ancora sulla
casa sopra la collina
a guardare il mare,
forse saresti da qualche altra
parte del mondo ma ci saresti.
Così è difficile pensare
a tutto quello che poteva essere
e non è stato,
alla tua vita buttata via
in un attimo su quella
moto dove non volevi salire,
ma il destino si sa
è più forte di noi,
più forte dell’amore,
dei sogni e delle illusioni.
E’ giusto non dimenticarti.
Mi sembra ancora di vedere
il tuo viso di bambina,
quasi di toccarti,
di amarti nuovamente.
Tu mi guardi e sei felice
per questo amore sempre vivo
dentro di me.
E la vita continua,
con le sue vittorie e le sue sconfitte,
con la grigia quotidianità
e gli affetti di adesso,
ma non potrò mai cessare
di vivere con te nel cuore,
per l’amore e i tuoi sedici anni
che  mi avevi donato
e che si sono persi per sempre
nel buio di una notte d’estate.

Stefano Tiozzo

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3 commenti

  1. Grazie signor Gian Piero Calchetti, leggo spesso i suoi scritti e le stoccate che scaturiscono dalla Sua sapiente penna e La stimo molto; per cui i complementi fatti da Lei mi fanno veramente piacere. Detto questo quella di Irene è una storia vera che io ho trasposto al Giglio in una trilogia contenuta nel mio libro “I SORRISI DELL’ANIMA”. La più bella e struggente secondo me è l’ultima in ordine di tempo “Settembre, la nostra Isola, il nostro amore un anno prima della fine” che ebbi occasione e l’onore di recitare ad un San Mamiliano di qualche anno fa in una serata organizzata da Alessio. Quando sarò dell’umore giusto vedrò di pubblicarla. Grazie ancora e auguri di Buone Feste.

  2. Gian Piero Calchetti

    Caro Stefano Tiozzo, ho letto ed approfondito i tuoi versi dedicati ad Irene.
    Ho anche, a lungo, riflettuto sull’immutabilità d’un sentimento tanto bello , che sembra travalicare i tempi.
    Fortunato è, quindi, chi, dopo averlo vissuto, talvolta, riesca a riviverlo nel ricordo, per attimi brevi ed eterni di Paradiso, nel luogo in cui s’è realizzato in ogni compiutezza.
    E’ struggente la tua storia, ancorché lontana. Segno d’una profondità che le ha consentito di mettere radici nella profondità del tuo spirito e della tua carne, finché, trascorso l’ultimo istante della tua vita, non si riproponga in un aldilà che, spero tanto, per te e per lei, esista a rimedio d’ogni dolore sofferto nel distacco.
    Cosa posso dirti ancora caro poeta? Posso solo aggiungere che i tuoi versi, pur diversi dai miei, che le tue espressioni, difformi da come sarebbero scaturite dalla mia modesta penna, m’hanno, comunque, incantato e commosso, per la purezza del loro linguaggio e per il senso di pace e d’appagamento, che non ostante la prematura e tragica dipartita d’Irene, hai saputo “trasferire” a chi ti legge.

  3. Bella, complimenti. Non sapevo di questa cosa.
    Tanti auguri, che Tu possa sempre sentire queste meravigliose sensazioni.

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