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“Ad Isola del Giglio, io tosto mi ripiglio”

“Ad Isola del Giglio, io tosto mi ripiglio”

Simpatica zirudela, a tratti osè e ricca di doppi sensi, del nostro poeta Gian Piero Calchetti che, in modo scanzonato e originale, invita con il sorriso a godere delle bellezze della nostra isola.

AD ISOLA DEL GIGLIO,
IO TOSTO MI RIPIGLIO

All’Isola del Giglio,
ch’è un “visibiglio”,
cui, da anni, vengo,
subito, mi ripiglio,
e, tosto, rinvengo.

M’alzo, sempre, presto,
quando è ancor fresco;
sedutomi al mio desco,
prendo un caffè lesto,
poi, mi metto in moto,
e faccio un po’ di nuoto.
Indi, mi stendo al sole,
quel tanto che ci vuole,
leggendo ed ammirando,
le donne che, vagando,
non hanno il prendisole.

A pranzo mangio il giusto,
sebbene di buon gusto,
in quanto son robusto
ed anche perché i costi
li trovo, alquanto, tosti.

Poi, fo una pennichella,
ed, a sera, se mi riesce,
anche della ”flanella”,
con detta “verginella”,
che, con me, se n’esce,
perché piacele il pesce.

Sicchè, prima di cena,
ci mettiamo, di lena,
a pescare le occhiate,
che, simili alle orate,
seppur men delicate,
standosi imbrancate,
molte son catturate,
ed a casa riportate,
per esser cucinate,
d’Ansonico libate,
e, dopo mangiate,
in camera, onorate!

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