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Sailing Yacht “A” nei mari del Giglio

Sailing Yacht “A” nei mari del Giglio

Lo yacht privato e a vela più grande del mondo in questi giorni sta navigando nel mar Tirreno e ha toccato anche le coste gigliesi stazionando nella giornata di ieri nella baia di Giglio Campese e davanti al porto dell’isola.

La nave si chiama semplicemente A (o Sailing Yacht A) ed è lunga 142,8 metri per oltre 12.600 tonnellate di stazza, ha un albero maestro di 100 metri e la parte emersa è alta come un palazzo di 8 piani.

È stata progettata da Philippe Stark ed è costata 425 milioni di euro. Ospita al suo interno una grande piscina e un osservatorio subacqueo mentre uno dei ponti è attrezzato per l’atterraggio degli elicotteri.

Può navigare a vela ma anche a motore: il vascello è equipaggiato con due motori diesel da 3600 kW e due motori elettrici da 4300 kW. Ogni funzione della barca può essere controllata da un unico schermo touch mentre vetri a prova di bomba e 40 telecamere a circuito chiuso ne garantiscono la sicurezza.

Lo yacht, che è stato costruito nei cantieri di Nobiskrug, in Germania, appartiene al miliardario russo Andrey Melnichenko, n° 88 nella classifica mondiale dei super ricchi (7° in Russia9. Le sue vele sono state tessute negli Stati Uniti e hanno una superficie superiore a quella di un campo di calcio.

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    Chi sa perché, a vedere tale “mastodonte” di barca, m’è venuto da ricordare l’esilarante episodio, narrato da Curzio Malaparte in “Maledetti toscani” , relativo ad un carrettiere a mano che, in una stretta via di Firenze, trovatosi impedito a proseguire da un imponente carro armato americano, che, tra l’altro, non aveva mai prima veduto? Ebbene, impavido (e cosi’ farei io se, a bordo d’una barchetta, mi trovassi, di fronte, quello Yacht “sesquipedale”), il carrettiere, all’altezzoso conducente del “blindato”, che biascicando la solita gomma, appunto, americana, gli urlava di fargli strada, freddamente, rispose: “Ma levateti dai coglioni con quel “baracchino”.. non vedi quanto ingombra?”. Così, il carrista, invece, di rispondergli con una cannonata, che l’avrebbe disintegrato, assieme al carretto, si fece diligentemente, da parte e lo lascio’ passare!

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