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“Dare continuità all’azione amministrativa”: intervista ad Ortelli

“Dare continuità all’azione amministrativa”: intervista ad Ortelli

Pubblichiamo di seguito l’intervista che il Sindaco Ortelli ha rilasciato a Gabriele Baldanzi e pubblicata ieri da Il Tirreno:

“Un mese fa Sergio Ortelli ha sciolto le ultime riserve rispetto alla sua terza candidatura a sindaco. Chiede agli isolani di poter governare ancora per cinque anni, fino al 2024. Al suo fianco la squadra di sempre e i grandi elettori che lo hanno apprezzato e sostenuto fin dal 2009. Un consenso che, nel tempo, è diventato bipartisan.

Si parlava di un suo possibile passo di lato, invece è arrivata la disponibilità per un terzo mandato. Perché?
“Il motivo principale sta nella ricerca della continuità e nel forte desiderio di attuare i progetti legati allo sviluppo delle due isole, interventi che in alcuni casi non siamo riusciti a mettere in cantiere”.

Il Giglio non è un comune facile da governare. Dopo la concordia avete i riflettori puntati addosso.
“E infatti le vocazioni da sindaco sono in calo. Io invece ci credo ancora nell’impegno spensierato per una comunità, nelle buone pratiche. Con gli ultimi due mandati abbiamo ottenuto dei risultati importanti e credo che oggi l’isola sia un posto migliore di dieci anni fa. Lo dico a rischio di risultare immodesto. Nel tempo abbiamo vinto l’inattività che al Giglio si perpetrava da tanti anni, pensando forse che l’isola potesse crescere da sola”.

Sui suoi due mandati pesa la vicenda del naufragio.
“Infatti i due valgono per tre… Oggi abbiamo gli elementi e la lucidità per guardare indietro ed esaminare ciò che è accaduto. Il periodo successivo al disastro, con le mille attività post naufragio, le sollecitazioni e gli stress subiti – non ho problemi ad ammetterlo – hanno condizionato, anzi paralizzato, l’attività amministrativa. Siamo ripartiti solo nel 2017. I cantieri sono stati riaperti in questi ultimi due anni e sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei dare continuità a questa azione amministrativa”.

Lei non ha mai rivelato l’ammontare della cifra ottenuta da costa e gli step sui versamenti delle tranche. Perché?
“Lo ripeto: ho firmato un accordo di riservatezza e anche a distanza di anni, qualora rivelassi i contenuti dell’accordo, ne dovrei rispondere in tribunale. Un sindaco può firmare atti riservati nell’interesse della comunità e questo è proprio uno di quei casi. Abbiamo il conforto dei giuristi e del difensore civico che, di fronte ad una querelle promossa da un cittadino del Giglio, ci ha dato ragione”.

Cosa manca ancora al Giglio?
“Manca ancora molto per fare il salto di qualità. Noi abbiamo investito principalmente nelle progettazioni, in ogni direzione: la promozione turistica, le riqualificazioni, il porto, altre opere pubbliche. Lo abbiamo fatto nonostante il deficit di risorse nell’organico e le sofferenze nelle capacità economiche dell’ente. Detto questo, con il nuovo mandato si dovrà cambiare pagina e investire ulteriormente sullo sviluppo economico e sociale. Il disegno del futuro delle due isole del Comune, Giglio e Giannutri, è chiaro ed è tutto è scritto nel Piano Operativo che nel corso dell’anno verrà adottato e poi approvato in via definitiva. Avranno un ruolo decisivo i cittadini e gli operatori turistici”.

Lei probabilmente avrà due avversari. Teme più Landini alla sua destra o quello alla sua sinistra? Si parla di Guido Cossu.
“Il quadro degli avversari non è ancora chiaro. Forse perché non è automatico costruire una squadra forte e coesa attorno a un candidato in grado di riscuotere credibilità tra la gente. Personalmente, più che temere le liste antagoniste, a cui rivolgo un doveroso rispetto, sono costantemente impegnato a spiegare ai cittadini il nostro punto di vista, le ragioni delle nostre scelte e come sarà lo scenario futuro del nostro piccolo paese. Mi piacerebbe un dibattito sulle varie posizioni, ma mi rendo conto che questa è una campagna elettorale che va a rilento e soprattutto è priva di argomentazioni di rilievo che possano alzare il livello della discussione politica”. 

Ultima domanda. Nella fase post naufragio c’è stato un momento in cui ha pensato di dimettersi?
“Mai. Eppure ci sono stati tanti momenti difficili, soprattutto nel lungo periodo delle operazioni necessarie a rimuovere la nave da Punta Gabbianara. L’ansia per l’esito dei lavori, la preoccupazione per il nostro prezioso mare, il timore che tutto ciò potesse incidere fortemente sull’economia e sul turismo, mi è capitato spesso di non dormire. Queste paure le abbiamo sconfitte tutti insieme, parlo dei miei concittadini, con l’ottimismo e con la determinazione, senza mai abbandonarsi a momenti di cedimento e di rassegnazione. I gigliesi, non è retorica, sono una comunità paziente, generosa, laboriosa”.

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