“Quell’osso nel vaso, una mancanza di rispetto”

“Quell’osso nel vaso, una mancanza di rispetto”

Nei giorni pre-elettorali passando dall’appena aperto al passo, tratto del Saraceno in stato di ripristino, buttando l’occhio sulla targa commemorativa della Pucetta, della quale sono il responsabile insieme ai discendenti di questa onorevole donna, targa inaugurata con cerimonia pubblica in presenza delle autorità, noto con dispiacere che nel vaso sottostante, a parte le varie, voglio anche dire “comprensibili” cicche di sigaretta vi era un OSSO molto grande … quasi fossilizzato o direi antico/usurato …

Non l’ho toccato perché lì per lì mi ha fatto senso … ma mi sono domandato chi tra di noi al Giglio, ripeto il tratto era stato appena riaperto in quelle ore al passo, avesse avuto la brillante idea di posare un osso così grosso in bella vista sulla terra nel vaso … mi sono detto … non è un osso di pollo né di bistecca che qualcuno mangiando possa aver posato lì … è un osso di tutt’altre proporzioni … forse una cosa trovata negli scavi? Mah … poi ho pensato … se qualcuno lo ha messo proprio lì chissà il perché? … Insomma ancora mi chiedo … ci saranno stati altri posti dove buttare o lasciare quell’osso? … Perché lasciarlo proprio in bella vista nel vaso sottostante ad una targa in ricordo di una donna che ha fatto tanto del bene nel passato del Giglio intero? … Dove sta il grande RISPETTO della nostra comunità che dovrebbe essere una delle maggiori qualità tra noi da farci sentire orgogliosi di essere GIGLIESI? … Non si tratta tanto dell’OSSO ma di una questione di RISPETTO … questo è il punto.

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Fioriture di Primavera Ci tengo a sottolineare che questo scritto non viene da Gina Magnani …

2 commenti

  1. Buongiorno Claudia,

    Capisco tutti i disagi e condivido le sue riflessioni. Io abito sulla Provinciale quindi non ho tutti i giorni quella situazione sotto gli occhi come lei.

    Cosa consiglierebbe a livello di coscienza della comunita’, a parte aggiungere un’altro bidone per far si che questo nostro angolo magico del “Bansaracino” sia sempre tenuto bene?

    Ho saputo che quei vasi a muro erano stati messi dal Rione Saraceno…quindi dovrebbe essere il Rione Saraceno ad occuparsene….tenendoli sempre rigogliosi con piante o fiori…in modo da rendere giusta cornice alla bellezza del resto.
    Se si potesse fare un censimento dei residenti e domiciliati nel Rione Saraceno (che va ben oltre la fascia di case sul mare ovviamente) sono sicuro anche con 5 euro a testa si potrebbe assicurare una fornitura e cura annua continua di quei vasi e delle loro piante che il piu’ delle volte seccano perche’ mai annaffiati o aggrediti dalla salsedine.. sta a riprova il fatto che in quel vaso avevo piantato io un “mesembriamento” o “erba di Garibaldi” ma non ha resistito..

    Per gli escrementi umani non ho parole…speriamo tutto cambi quando i nuovi progettati bagni pubblici saranno in funzione…

    Quando saro’ al Giglio le faro’ visita.

    Renato

  2. Claudia Di Giuseppe

    Buongiorno Renato.
    Rispondo alle Sue domande semplicemente così ‘Per lo stesso motivo per cui si lasciano nei vasi del Saraceno (e non solo lì) le bottigliette d’acqua vuote, i pacchetti di sigarette accartocciati, carte varie, pacchetti di fazzoletti che con un alito di vento volano via, finanche pannolini per bimbi usati’. E’, semplicemente inciviltà, mancanza di rispetto per la cosa pubblica e privata, maleducazione, strafottenza e svogliatezza. La stessa che riscontriamo in estate, quando l’unico bidoncino al Saraceno è pieno di spazzatura, e la gente, invece di portarsi via l’immondizia, la lascia in terra lì vicino, dove resta un nano secondo (colgo l’occasione di lanciare un appello per posizionare almeno due bidoncini, in estate…). La stessa per cui un mese fa abbiamo dovuto pulire escrementi umani dal portoncino di uno dei locali che danno sulla spiaggia, o per cui davanti alla porta del nostro diving, lì sulla piazzetta, continuano a fare la pipì.
    Con buona pace della Pucetta che non ho avuto il piacere di conoscere ma della quale ho sentito parlare un gran bene.

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