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Le mani, le rose e le zoncole

Le mani, le rose e le zoncole

Il primo Maggio è la festa dei lavoro e dei lavoratori partecipata in molti Paesi del mondo. La storia della sua evoluzione negli anni la conosciamo tutti e sappiamo anche che oggi un’unica grande manifestazione unitaria è rappresentata dal concerto rock che da qualche anno Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani e che sembra aderire perfettamente allo spirito moderno del 1° maggio; “gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa” ma, costretti all’isolamento per la pandemia, quest’anno possiamo soltanto immaginare tale festa.

A ciascuno ogni fatica è sacra e allora accogliamo il primo maggio con le mani; le mani salutano da lontano, protese ad un futuro abbraccio: le stesse mani che hanno dato tanto nella fatica del lavoro.

Maggio è il mese della fioritura delle rose; rose che adornano balconi; siepi; altari. La loro fioritura conferma l’eleganza della primavera, che con grazia risveglia la Natura facendo esplodere boccioli di ogni tipo.

Maggio è il mese dedicato alla Madonna, figura emblematica nella storia dei cristiani; madre silenziosa, umile e presente nelle vicende umane del proprio figlio.

In maggio si festeggia la mamma e ognuno di noi può pensare alla propria, sia essa presente o deceduta, nella presenza dei fiori; di campo o delle rose.

Al mio paese la primavera dona fiori variegati che nascono lungo i sentieri. Per la campagna e intorno alle mura fioriscono le zoncole: grandi margherite gialle dal gambo alto; tali fiori sono per me la conferma della primavera gigliese, che quando esplode nella sua interezza crea macchie incredibili di giallo misto al fucsia dato dal cardo Mariano.

I fiori di campo ornavano l’altarino casalingo, creato nell’angolo più in vista della casa sovrapponendo scatole delle scarpe di varia grandezza, che noi bimbe coprivamo con centrini e pizzi ricamati; in cima a tutto veniva posta la statuina della madonna e se questa mancava, mettevamo un santino.

Ma la cosa più bella era uscire dal paese e vivere l’avventura nel cercare lungo le mulattiere le zoncole da cogliere a mazzi per adornare l’altarino in un trionfo di giallo e, con i resti delle margherite fare il gioco degli innamorati … m’ama – non m’ama…

Palma
Foto dell’autrice
Pellizza da Volpedo- IV Stato 1901

Fiorgiallo – Zoncola – del Giglio

fiorgialli zoncole palma silvestri isola del giglio giglionewsArriva in aprile
Il giallo che esplode
macchie dorate
van giù oltre il campo
per giungere al mare
attraverso gli sterpi
i rovi
le acacie
formiche ed insetti

un lungo cammino
che colora il suolo
e lascia benessere
al corpo
che incanto
è il -fiore dorònico-
dai petali d’oro

Ma un altro
è il suo nome
legato alla storia
di casa gigliese
ove entra e adorna
è: Zoncola
e soltanto il sole
ne uguaglia il colore

Brevi altarini
nel mese di maggio
che danno a Madonna
l’omaggio di un voto
son posti in un canto
guarniti
da fiori di campo
ove domina quello
chiamato
Fiorgiallo.

Palma 13 marzo 2020 (giorni di “io resto in casa”) Milano

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