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Emergenza Covid-19, fase 2: Progetto Giglio replica al Sindaco

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GRUPPO CONSILIARE
PROGETTO GIGLIO

Al Sig. Sindaco del Comune di
ISOLA DEL GIGLIO

Oggetto: interrogazione consiliare “Fase 2 emergenza covid 19”. Replica.

In merito alla nostra interrogazione ed alla risposta fornita dalla S.V., dobbiamo rilevare un malinteso al punto 1: era nostra intenzione chiedere se le Agenzie fossero già al corrente delle disposizione eventualmente ricevute da chi aveva il dovere di darle.

Idem per il punto 2: sappiamo benissimo quale sia il ruolo del Sindaco e non abbiamo riferito che debba essere Lei ad avere questo compito.

Per quel che riguarda il punto 3 all’Albo Pretorio del Comune di Isola del Giglio non risultano impegni di spesa per il materiale di protezione individuale.

Relativamente al punto 4, approfittiamo, Sig. Sindaco, di puntualizzare alcuni aspetti della sua risposta alla nostra proposta di ordinanza sindacale sulla obbligatorietà della quarantena inviata il 19 aprile u.s.:
è da ritenere molto offensivo averla giudicarla “totale assurdità” eillegittima”. Ci siamo sentiti accusati di svolgere il nostro compito con leggerezza e poca informazione.

Al suo richiamo dell’art. 3, comma 2, del D.L. 19/2020, le contrapponiamo alcune ordinanze e articoli della stampa nazionale che provano il contrario o, quantomeno, una diversa interpretazione della legge:

COMUNE DI CAPRAIA ISOLA
ORDINANZA CONTINGIBILE E URGENTE N. 3 DEL 21/03/2020

1) Tutti i residenti e altri soggetti autorizzati che fanno ingresso nel territorio del Comune di Capraia Isola, provenienti dall’estero o dai territori di tutte le altre regioni e comuni, al fine di rientrare e soggiornare nel territorio di Capraia Isola, presso la propria abitazione o residenza hanno l’obbligo:
di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni;
– di comunicare tale circostanza al medico del presidio sanitario dell’isola al numero 0586905024 o al cell. 3357865151;
– di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza;
in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico del presidio di Capraia Isola e telefonare immediatamente al numero unico 050954444.
Qualora l’isolamento fiduciario si svolga in abitazione in cui sono presenti altre persone, le disposizioni sopra elencate sono estese a tutti i conviventi.

2) chiunque si reca fuori dal territorio di Capraia Isola per visite mediche, rifornimento di viveri o altro espressamente previsto nei decreti ministeriali in vigore, al suo rientro dovrà osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni, nei modi indicati al punto 1)

Il Sole 24 ore
CORONAVIRUS, PERCHÉ I SINDACI POSSONO EMANARE ORDINANZE PIÙ RESTRITTIVE.
Le ordinanze locali funzionano da apripista, sperimentando divieti e obblighi che poi sono introdotti in un momento successivo anche dal Governo sull’intero territorio nazionale.

di Margherita Ramajoli

Ferma restando la regia nazionale nella gestione dell’emergenza, il Governo ha attribuito ai Presidenti delle Regioni e ai Sindaci il potere di emanare ordinanze per affrontare specifiche esigenze locali. Del Resto, da tempo il Presidente della Regione e il Sindaco possono adottare ordinanze contingibili e urgenti nel caso d’improvvise emergenze sanitarie.

Sarebbe bastato dire che la S.V. non era d’accordo con la nostra proposta.

Distinti saluti.

Il consigliere Comunale
Guido Cossu

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2 commenti

  1. Andrea Arienti

    Mi sono letto la recriminatoria nei confronti dei due consiglieri di minoranza da parte della Francaniz, io non la conosco e, per quello e come scrive, dico : meno male! È mancanza di rispetto da parte mia? No, io rispetto le persone che rispettano i membri di una comunità e mi comporto con loro di conseguenza. Probabilmente è una tuttologa da come scrive, una parente stretta ma molto stretta del Padreterno che, purtroppo per lei, non conosce però certi dettagli della vita umana così come li conosce Lui, ma, comunque, sa tutto lei. Vi ha trattati, in parole semplici ma chiare, da incapaci, ignoranti, stupidi, dimostrando di saper interpretare il vostro pensiero così che voi non sapete quel che dite ma lei non solo sa, ma solo lei sa quello che pensate voi. Vi prende in giro (….. Una richiesta questa che se venisse fuori al bar sarebbe plausibile e strapperebbe una risata, se proviene da chi sistematicamente si candida, invano, alla guida di una comunità diventa davvero preoccupante!). Da che parte politica sta tale persona è più che chiaro. Tuttavia, ciò che colpisce nella sua analisi del vostro testo è l’arroganza linguistica sia dell’italiano (Gigliesi si scrive maiuscolo perché è un nome proprio, continente si scrive minuscolo perché è nome comune, plausibile significa accettabile, credibile, convincente, logico: cosa vuole dire che la gente al bar è stupida come chi fa certe dichiarazioni o veramente è logico ciò che dicono?, che del latino. Stupende linguisticamente le due frasi “ Buona vita amici gigliesi e … fate le cose “pro iure sed non contra legem”. Amici, chi? I suoi, solo quelli che la pensano come lei? Buona vita: che saluto, che augurio è? Del mondo sassone. Fate le cose? Fare è generico, noi povere persone ignoranti non capiamo, soprattutto le cose: vuole specificare che cosa sono le cose? Il pro latino significa, non come lei crede e come falsamente gli è stato dato il significato di a favore (accettiamo anche questa traduzione e allora a favore del diritto esclude il contro la legge), ma al posto di, in luogo di. È chiaro che in questo caso le parole latine da lei trascritte lo sono state in modo sbagliato e fuori luogo. Il mio italiano è brutto, pieno di errori? È possibile, perché no? Mi adatto sempre alle persone con le quali sono in contatto. Quindi, cari consiglieri, forse avete fatto bene a non risponderle perché il mondo politico di tale persona non ha nulla a che fare con la realtà, con il capire le necessità e le difficoltà del momento sia quelle dovute o inerenti allo stato di diritto che al buon senso.

    Andrea Arienti

  2. Martina Francaniz

    Un’ordinanza per essere legittima non deve contenere “condotta discriminatoria”. E’ la base della giurisprudenza. Qualsiasi prefetto, se appellato, annullerebbe un atto discriminatorio come questo che si richiede in questo simpatico articolo.
    Siamo sicuri che a Capraia qualcuno si sia appellato al prefetto? Se nessuno lo fa nessuno si sogna di disturbare le decisioni condivise di una comunità.
    Forse al Giglio una tale decisione verrebbe appellata subito o forse l’ordinanza di Capraia non è discriminatoria?
    In effetti a Capraia la limitazione si applica a tutti, ma proprio a TUTTI!
    Al Giglio invece si vorrebbe nell’ordine:
    – limitare la libertà personale di chi rientra per riaprire le proprie aziende, costringendolo alla quarantena (illegittimo)
    – consentire tranquillamente a determinati lavoratori, fornitori, rappresentanti, professionisti di sbarcare, comportarsi come ogni residente, senza quarantena, e ripartire indisturbati la sera o dopo qualche giorno (legittimo)
    – consentire ai propri amici o congiunti di approdare sull’isola secondo non ben precisate necessità (legittimo)
    – consentire ad un residente di partire dall’isola, recarsi in città, magari dal dentista o addirittura in ospedale, e rientrare la sera tranquillamente, senza quarantena (legittimo)
    In pratica si creerebbero lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, gigliesi del Giglio e gigliesi del Continente!
    Una richiesta questa che se venisse fuori al bar sarebbe plausibile e strapperebbe una risata, se proviene da chi sistematicamente si candida, invano, alla guida di una comunità diventa davvero preoccupante!

    Buona vita amici gigliesi e … fate le cose “pro iure sed non contra legem”

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