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La mia storia con il Covid: “Occorre riflettere…”

La mia storia con il Covid: “Occorre riflettere…”

Era il 30 Aprile 2020, test sierologico volontario per gli isolani: su circa 723 persone solo io risultai positivo. Da quel giorno mi attenni ai protocolli Covid, mentre coloro che erano presenti ai test non mi lasciarono neanche il tempo di arrivare in piazza che già in molti sapevano cosa era successo, alla faccia della privacy e della serietà degli operatori presenti.

In seguito ho letto dei vari focolai accesi al Castello colpevole il burraco, poi cantinate varie e ultimamente gente venuta dall’estero, probabilmente fatta sbarcare senza alcun controllo; a tal proposito faccio presente che all’Isola di Capraia non si sbarca senza tamponi e che a Portofino il Sindaco ogni 25 giorni sottopone i cittadini ai tamponi.

Riflettere, forse mi sbaglio ma riflettere … 

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4 commenti

  1. Gentilissimo Signor Pini,
    mi permetta di replicare alle sue affermazioni sulla scarsa tenuta della riservatezza praticata dall’Organizzazione dello Screening Sierologico in merito all’esito del suo test.

    Quanto da lei descritto non corrisponde a quanto accaduto.

    Posso affermare che:
    1) da parte dei volontari coinvolti nelle operazioni di screening, il giorno 30 Aprile 2020 presso il punto di prelievo di Giglio Porto, non vi fu alcuna violazione della privacy dei pazienti partecipanti allo studio;
    2) tutti gli operatori erano stati informati e formati, in via teorica e pratica, sul comportamento da seguire nel caso eventuale di positività del test, sia per quanto riguardava la riservatezza delle informazioni e sia per quanto riguardava il rischio di contagio per chi volontariamente si era messo a disposizione per lavorare allo screening sierologico;
    3) nel suo specifico caso, la procedura definita e impostata nel training fu seguita in maniera scrupolosa a tutti i livelli di competenza. Inoltre, coloro i quali hanno operato quella mattina sul suo prelievo erano operatori sanitari professionali che, anche indipendentemente dal nostro addestramento, sanno molto bene come governare situazioni di riservatezza.

    Per dovere di cronaca aggiungo che mi risulta, invece, che la notizia dell’esito del suo screening si diffuse nel punto di prelievo del Porto come voce proveniente dall’esterno, dove altri pazienti erano in coda in attesa dell’effettuazione del test.

    Qualora abbia necessità di ulteriori chiarimenti, la invito a chiamarmi direttamente; risponderò volentieri per dissipare ogni dubbio in proposito.

    Cordiali Saluti

    Paola Muti
    Professore
    Università degli Studi di Milano

  2. Andrea Arienti

    Caro Elio, ecco ora sai tutto quel che c’era da sapere e la cittadinanza gigliese è felice di avere un Sindaco luminare, sembrerebbe, pure di medicina anche se ammette che qualcuno c’è come “il Capo Dipartimento di Igiene, con il Direttore del Distretto, con il Direttore sanitario della nostra ASL Toscana Sud Est e tutti coloro che conoscono meglio di me la materia sanitaria e che quindi possono guidare in maniera corretta l’azione dell’Amministrazione, senza fare tante chiacchiere come spesso leggo sui social“ (con questa ultima frase probabilmente si riferisce a me visto che le mie opinioni non valgono niente senza riscontri scientifici e questo lo ha scritto lui, il docente, tempo fa, e ho ancora il suo scritto!) con i quali ha un confronto giornaliero (grazie per l’informazione nessuno lo sapeva, ostrega, un confronto, scusi per quanto tempo ogni giorno?) e mette in cattiva luce chi ha eseguito lo screening (Sei semplicemente incappato in una percentuale di scarsa affidabilità dei test sierologici che, chi stava eseguendo lo screening in quel momento, doveva spiegare bene ai cittadini.). E lei signor Sindaco perché non lo ha spiegato, lei che sembra che avesse capito? Come si può mettere in cattiva luce la professionalità di chi, volontario, ha dedicato il suo tempo al servizio della popolazione? Domande lecite signor Sindaco. Parla di strategia (La strategia, che ha portato significativi risultati nel mese di dicembre, con zero casi rilevati per circa un mese, è costituita certo dalle doverose precauzioni sancite dai decreti ma anche dal tracciamento e dal comportamento delle singole persone che, come tu sai, nel privato hanno troppa libertà di azione, a prescindere dai test sierologici e dai tamponi) la sua strategia? E qual è stata, ce lo dica! Quella già, come scrive lei stesso, conosciuta e voluta dai decreti governativi!
    Scrivere “Per quanto riguarda la situazione del Giglio, quanto è accaduto nel periodo natalizio è frutto della disattenzione e della libertà d’azione avvenuta in un periodo di allegria e spensieratezza“ significa non aver capito la gravità di ciò che poteva accadere ed è accaduto, significa non aver avuto nessuna strategia né prima e né dopo, significa non aver preso alcun provvedimento per fermare l’azione di chi ha creduto di poter fare a meno delle precauzioni; e lasci perdere l’allegria e la spensieratezza, signor Sindaco, qui si tratta di un dato di fatto molto semplice: LA PELLE DEGLI ALTRI! E lei chiacchiera, veramente e soltanto. Sono scese macchine e persone dai traghetti senza un controllo come in periodi migliori anche da altre regioni e in linea di massima lei sa che era proibito senza un’autocertificazione ecc…, e lei parla di strategia che nessun Gigliese conosce se non, ripeto, quella governativa! Si criminalizza chi è venuto da fuori? No, assolutamente, ma le leggi, i decreti vanno rispettati da TUTTI, e chi è ai vertici della Pubblica Amministrazione soprattutto deve farli rispettare anche con sanzioni salate.
    Andrea di Togo

  3. Sergio Ortelli

    Caro Elio, intanto Buon Anno a te e famiglia.

    In merito a quanto hai scritto è doveroso da parte mia fare una serie di precisazioni. Come tu ben sai la salute dei cittadini è una questione delicatissima che non si può trattare con semplici considerazioni, legittime per carità, ma spesso non rispondenti ai comportamenti che l’Unità Sanitaria di riferimento ci consiglia di adottare per combattere la diffusione del virus.

    Credo innanzitutto che tu non abbia avuto una storia con il covid (che significa tutt’altra cosa). Sei semplicemente incappato in una percentuale di scarsa affidabilità dei test sierologici che, chi stava eseguendo lo screening in quel momento, doveva spiegare bene ai cittadini. Il sierologico, da te eseguito, è risultato stranamente “positivo” ma il tampone molecolare, più affidabile, eseguito successivamente, aveva dimostrato che non avevi contratto il contagio. Si apre qui un dibattito sulla validità dei test veloci e dei tamponi rapidi che di questi tempi vanno molto di moda. Ti segnalo inoltre il caso di questi giorni: il medico della continuità assistenziale ha eseguito diversi tamponi rapidi a soggetti sospetti risultati “negativi”, in prima battuta, poi risultati “positivi” dal test molecolare. Per il loro basso livello di affidabilità, lo avrai capito, non ho molta fiducia nella politica dei tamponi rapidi.

    Sul tema ho un confronto giornaliero con il Capo Dipartimento di Igiene, con il Direttore del Distretto, con il Direttore sanitario della nostra ASL Toscana Sud Est, con tutti coloro che conoscono meglio di me la materia sanitaria e che quindi possono guidare in maniera corretta l’azione dell’Amministrazione, senza fare tante chiacchiere come spesso leggo sui social.

    Nessuno di noi pensa di essere un medico esperto, ma il nostro modo di agire e di affrontare la diffusione del contagio non è inventato ma suggerito dall’esperienza di chi ogni giorno combatte contro la pandemia. A partire dalla loro esperienza valuto con attenzione quale sia la migliore azione per i miei cittadini. La strategia, che ha portato significativi risultati nel mese di dicembre, con zero casi rilevati per circa un mese, è costituita certo dalle doverose precauzioni sancite dai decreti ma anche dal tracciamento e dal comportamento delle singole persone che, come tu sai, nel privato hanno troppa libertà di azione, a prescindere dai test sierologici e dai tamponi.  

    Per quanto riguarda Capraia, ti ricordo che ho un confronto continuo con la Sindaca, che mi pregio di conoscere e di reputare persona intelligente, ma non è detto che le sue decisioni calzino perfettamente anche per il Giglio. Legittime per carità ma, talvolta, da me non condivise perché riguardano un contesto diverso dal nostro. Non conosco il sindaco di Portofino, peraltro colpito recentemente dal virus, né conosco le sue decisioni che saranno senz’altro giuste per quella comunità costituita da poche persone, anzi pochissime.

    Per quanto riguarda la situazione del Giglio, quanto è accaduto nel periodo natalizio è frutto della disattenzione e della libertà d’azione avvenuta in un periodo di allegria e spensieratezza. Avere avuto ZERO casi nel mese di dicembre ha fatto credere a qualcuno che si poteva fare a meno delle precauzioni, indispensabili invece a tenere lontano il contagio.

    Un errore madornale sul quale chiedo a tutti di riflettere.

    Ecco su questo aspetto riflettere attentamente.

    Un caro abbraccio.

  4. Andrea Arienti

    Ciao Elio, non ti sbagli sulle considerazioni fatte. In questi giorni stiamo assistendo nuovamente alla mancanza del buon senso, regole che non vengono o non sono state rispettate (nelle non osservazioni dei decreti mi ci metto pure io quando mi abbasso la mascherina dal naso perché ho difficoltà respiratorie avendo avuto nell’arco di 10 mesi 2 polmoniti virali con ricoveri agli ospedali di Grosseto e di Orbetello e il covid per una quarantena di 36 giorni e purtroppo non è finita perché ho batteri in gola che non mi permettono una buona e sana respirazione; o forse non ho rispettato o non rispetto senza pensarci anche altre disposizioni), ma mi riferisco a chi parla tanto del covid e non fa nulla per frenare la sua marcia. C’è gente che ha avuto contatti con persone ora purtroppo ammalate ma che se ne è andata e va ancora in giro con sorrisi melliflui stupidi e arroganti come se fosse stata il padreterno, il quale, tra le tante religioni, di sicuro si sarebbe comportato diversamente, e così non se n’è stata a casa per difendere la propria e la salute degli altri: gente che manca di coerenza e di un’etica sociale! Non merita nulla! È sbarcata gente senza essere stata controllata, lo è stata a Porto Santo Stefano? Non è detto che chi sbarca infetti gli altri, nessuna accusa, ma un minimo di controllo; o forse il virus era già qui e ha colpito. Riporto ciò che tu hai scritto e che dice molto: “In seguito ho letto dei vari focolai accesi al Castello colpevole il burraco, poi cantinate varie e ultimamente gente venuta dall’estero, probabilmente fatta sbarcare senza alcun controllo; a tal proposito faccio presente che all’Isola di Capraia non si sbarca senza tamponi e che a Portofino il Sindaco ogni 25 giorni sottopone i cittadini ai tamponi.“
    Grazie Elio, hai detto molto e chi deve capire incominci a capire almeno una volta!

    Andrea di Togo

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