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Gli antichi monasteri dell'Isola del Giglio ... il mistero continua

"L’origine di un insediamento monastico sull’isola viene fatta tradizionalmente risalire alla fine del V secolo, traendo spunto dalle notizie leggendarie sulla vita di San Mamiliano, il quale, essendosi ritirato sull’isola di Montecristo, sarebbe poi stato sepolto su quella del Giglio. Da un’altra fonte agiografica, la Passio Nynphae, opera composta verso il X secolo e giudicata dagli studiosi più attendibili “semplice prodotto della fantasia dell’agiografo”, si apprende che Mamiliano, Gobuldeo suo discepolo e Ninfa si recarono all’isola del Giglio dove rimasero in solitudine e in preghiera sia di giorno che di notte. In realtà le uniche notizie certe di un legame dell’isola con un monastero risalgono all’805, quando essa risulta appartenere al patrimonio dell’Abbazia delle Tre Fontane di Roma."

Con l'articolo che vi proponiamo (vedi sotto), pubblicato sulla rivista “Argentariana” del Centro Studi Don Pietro Fanciulli di Porto Santo Stefano (numero 18 – Anno V – Giugno 2021), Armando Schiaffino cerca di ricomporre le tracce della presenza di insediamenti monastici sulla nostra isola distinguendo tra realtà e leggenda e confermando l'alone di mistero che caratterizza questa parte della storia gigliese.

"Anche se al Giglio la forte antropizzazione e la monocoltura vitivinicola dei secoli successivi al XII ha praticamente cancellato quasi tutte le preesistenti emergenze territoriali di tipo architettonico, esistono dei resti di un possibile monastero verso la punta sud dell’isola (località “Le Bredici”) e la stessa ex chiesa di Santa Trinità della rocca aldobrandesca risulta ..." (LEGGI TUTTO L'ARTICOLO ...)

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