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Le specie aliene dell'Isola del Giglio

LE SPECIE ALIENE DELL’ISOLA DEL GIGLIO

L’ente parco dell’Arcipelago Toscano è nato per difendere e salvaguardare tutto il nostro territorio; ricordo che il nostro il pianeta mal sopporta la massiccia e sempre più invasiva presenza dell’uomo e sono in corso dibattiti per valutare soluzioni veloci per ridurre le emissioni inquinanti e per gestire uno sviluppo eco-sostenibile.

L’ente parco, per risolvere il problema dei mufloni che sono fuoriusciti dalla bandita della zona Franco, ha deciso di ucciderli, scartando qualsiasi altra diversa soluzione.

L’unica giustificazione prodotta ad oggi, è che il muflone non sarebbe un animale autoctono dell’Isola, ma comunque esistevano già 7000 anni fa nelle Isole del Mediterraneo.

Anche il ‘coniglio selvatico’ è una specie aliena, pertanto si provvederà alla sua eradicazione forse riproponendo il metodo adottato all’Isola di Montecristo per estirpare il ‘topo ragno’ con tutte le conseguenze del caso o altro sistema altamente tossico.

I gestori del parco, nel frattempo pur sapendo che era da eradicare, non hanno provveduto però a ‘tutelare quei cittadini che sono stati denunciati penalmente dalle guardie dello stesso parco per avere difeso il loro territorio dal coniglio selvatico’, avendo subito costi umani e materiali non indifferenti (senza nessun rimborso pur essendo stati assolti); il tutto è avvenuto nel completo silenzio delle nostre istituzioni locali.

Inoltre anche ‘il Fico degli Ottentotti’ presente in alcune zone dell’Isola ha i giorni contati e come scritto da Giampaolo Danei ‘non ha mai aggredito nessuno e niente, a meno che non ci riferisca alla loro semplicità e bellezza quando fioriscono e per i quali, la loro eradicazione prevede lo stendere metri quadri di teli di plastica per la gioia dell’ambiente terrestre e marino’.

Scrivendo questo articolo mi viene da pensare ma le fave, le melanzane, le patate, i piselli, i pomodori, ecc. ‘tutte specie vegetali originarie e provenienti da altri paesi nel prossimo futuro saranno coltivabili nel territorio dell’Isola od è in atto dietro le quinte una nuova strategia di eradicazione?’. Il dubbio nasce spontaneo.

E’ il momento di ricordare il mio professore di geografia Giuseppe Guerrini, durante gli studi a Grosseto, lui si adoperò con tutte le sue forze per l’istituzione del ‘Parco della Maremma’, oggi una grande realtà dell’intera zona grossetana. Lui credeva fermamente nel Parco, come persona disinteressata ed indipendente ed oggi queste scelte non le avrebbe mai fatte. Grazie professore.

Termino, ricordando una trasmissione televisiva del sabato sera dove si danno i voti ai partecipanti alle danze: 1.

Grazie dell’attenzione ed un cordiale saluto.

Argentino Stefanini di Ottavio