“In punta al Verde”: una poesia di Tonino Ansaldo

“In punta al Verde”: una poesia di Tonino Ansaldo

Una nuova poesia di Tonino Ansaldo che ancora una volta sceglie GiglioNews per presentarla ufficialmente ai gigliesi ed agli amanti della nostra isola. Per chi volesse leggere i versi pubblicati negli ultimi anni, può visitare l’apposita pagina LE POESIE DI TONINO ANSALDO.

Nei versi che ci propone oggi il poeta dedica il suo omaggio al molo verde ed al suo faro. Partendo dalla notizia dei prossimi lavori che consisteranno nel raddrizzamento della banchina verso l’esterno con il fanale (“verde tuo l’occhio”) che rimarrà però nella sua posizione originaria, Tonino racconta con la magia delle sue parole cosa quel molo con quel faro, pur se parecchio più giovane del “fratello rosso”, rappresenta nei ricordi di ogni isolano.

IN PUNTA AL VERDE

molo verde isola del giglio giglionewsRimarrà in loco
verde tuo l’occhio.

Solo tua la gobba
che mai disturba
drizzeranno.

Eppur giovane assai sei
tanto più di tuo fratello.
Rosso a levante
storico s’ammanta.

Rimarrà in loco
verde tuo l’occhio.
Poiché loro sanno
e mutare oltre non potranno.
Né profanare peccando.
Più l’immane danno.

Loro sanno …
Che in punta al verde
riva di sera
l’alito marino e Divino.

Che in punta al verde
riva di sera
l’alito del Celeste poggio.

Che in punta al verde
riva di sera
nei ricordi
l’alito di angeli.
Di baci ingordi.

Che in punta al verde
sempre riva
l’alito de l’Altissimo.

E qui …
in loco,
in punta al verde
felice io respiro
questo Sacro.

TONINO GENNAIO 2015

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    IL PARADISO DI TONINO

    Per chi, come me,
    presume di conoscer
    la Poesia,
    Tonino è un fenomeno
    vivente,
    tra tanta
    e tanta gente
    che crede
    sian poeti
    solo i grandi.
    Quelli che scrissero
    o scrivono poemi.
    Gli altri,
    quelli che “trattan”
    di “nugellae”
    ovvero di cose
    pari a quelle,
    li snobba.
    Così sono snobbati
    poeti d’alto censo,
    che pure sanno
    racchiudere
    in un verso,
    l’essenza della vita.

    Cardarelli,
    ad esempio!
    Cardarelli,
    da Corneto,
    cui basta
    anche solo
    una semplice “frase”
    per cingersi d’alloro,
    siccome definisce
    l’Estate
    “stagione dei densi climi,
    dei grandi mattini,
    dell’albe senza rumore”
    ovvero una vergine
    impudica
    “pure qualcuno
    ti disfiorirà,
    bocca di sorgiva!”

    Tonino,
    detto alla “maremmana”,
    è “li stesso”.

    Tonino,
    che fa delle piccole cose
    del Giglio
    e del suo dialetto,
    un mondo intero,
    scrivendo di fatti
    e di persone,
    cui son da spartiacque,
    non le immense
    distese
    del Grande Mare Oceano,
    come l’han definito
    Colombo
    e poi Neruda,
    bensì un pelago
    ristretto.

    Tonino
    che, in una “Torricella”,
    in un simpatico anziano,
    che balbetta,
    nei balconi sul porto,
    in un amico,
    anzitempo dipartito,
    di tanto in tanto,
    si rivede
    e s’eternizza,
    oggi che “guarda”
    un faro
    colla gobba,
    che va ristrutturato,
    appunto perché
    “ghiebbo”,
    in quanto i venti
    e il mare,
    agitati dall’ali
    d’angeli divini,
    ne hanno fatto
    un luogo sacro,
    quale antimurale
    di procelle,
    sembra che preghi,
    avendo, avanti gli occhi,
    il Paradiso.

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