Attilio Brothel , Sindaco

COMUNE DI ISOLA DEL GIGLIO
PROVINCIA DI GROSSETO

Innanzi tutto ringrazio il signor Ruggiero per le belle espressioni usate nei confronti dell’attuale Amministrazione Comunale, sempre gradite.

Fin dall’inizio del mandato ho considerato l’Isola di Giannutri una questione assolutamente primaria, in ogni modo complessa e di non facile soluzione, per problematiche mai affrontate nel corso degli ultimi decenni.

Già in campagna elettorale, insieme agli altri candidati consiglieri, avevamo confezionato uno slogan : Giglio e Giannutri devono rientrare in Toscana.

Devo dire che a Giannutri , all’indomani dei risultati elettorali del giugno 2004 sono stato a rendere visita, insieme con altri amministratori, ai residenti ma anche ai rappresentanti del Consorzio Isola di Giannutri che eroga sull’Isola i servizi essenziali ( acqua, luce, trasporti, nettezza urbana etc.). e con loro abbiamo stabilito subito un fattivo e concreto rapporto di reciproca collaborazione.

In questo anno di amministrazione abbiamo tracciato un percorso prioritario per i rifornimenti idrici, di cui sono state date notizie e che ancora non è stato concluso con la realizzazione dell’impianto di dissalazione. A tal proposito siamo in attesa che la Regione Toscana convochi una Conferenza dei Servizi nella quale parteciperanno tutti i soggetti pubblici, a qualunque titolo interessati, per definire conclusivamente le procedure, previo reperimento dei mezzi finanziari, per la realizzazione di tale impianto.

Aggiungo che recentemente, abbiamo “ rintracciato ” un “ atto d’obbligo ” risalente al 1975 con il quale le società che hanno costruito su Giannutri si sono obbligate nei confronti del Comune di Isola del Giglio a cedere – a semplice richiesta dell’Amministrazione Comunale – tutte le opere di urbanizzazione (acquedotto, fognature, impianti telefonici, locale ad uso infermeria, locale per i rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine, messa a disposizione di un natante veloce da e per l’Isola del Giglio, e così via).

La società sono fallite. E’ subentrata la Curatela fallimentare che in questi 30 anni ha svolto il proprio compito, confermando che in questo periodo le Amministrazioni che si sono succedute non hanno mai chiesto le opere di cui sopra.

Noi intendiamo dare esecuzione a quell’atto d’obbligo, nel rispetto della legge.

Nel frattempo alcuni beni immobili – facenti parte dello stesso “atto d’obbligo” – sono stati venduti dalla Curatela fallimentare ed acquistati dal Ministero dell’Ambiente.

Quindi, necessariamente la pratica “Giannutri” è stata portata sul tavolo di discussione del predetto Ministero, tanto che il prossimo 18 ottobre è già stato fissato un primo incontro a Roma per iniziare le trattative, che speriamo siano ad ampio raggio, per dare a Giannutri quello che merita.

Siamo molto fiduciosi che questa trattativa così importante , possa andare nel senso auspicato da tutti, poiché, almeno dai primi contatti, sembra di capire che c’è piena volontà da parte del Ministero di intervenire anche finanziariamente sull’Isola.

Quanto ai rapporti con i funzionari della Soprintendenza Archeologica di Firenze che ha competenza per la Villa Romana a Giannutri, posso assicurare che sono ottimi, di reciproca stima, che fanno ben sperare per un utilizzo appropriato e controllato dell’intero complesso archeologico.

Ancora, su Giannutri è pendente una vertenza avanti al Commissariato Usi Civici presso la Corte d’Appello di Roma che vede da una parte il Comune e dall’altra i proprietari di beni immobili perché sia accertato il vincolo di “ uso civico ” sull’Isola. Da parte del Comune è stata presentata ( e nei prossimi giorni si dovrebbe discutere) una proposta di “transazione” che a noi pare la soluzione migliore, per risolvere presto ed in modo definitivo una questione complessa e che potrebbe portare altro denaro sull’Isola, da utilizzare per migliorare i servizi pubblici, oggi carenti ed a volte inesistenti ( si pensi ai servizi igienici pubblici) , aggravati da notevole afflusso di turisti nella stagione estiva, con le problematiche che è facile intuire.

E’ certo che su Giannutri non si potranno realizzare ulteriori volumetrie di fabbricati, salvo che – eventualmente – per esigenze di pubblica utilità da parte di istituzioni pubbliche che, allo stato non intravedo, tranne, ad esempio, la realizzazione di un nuovo deposito idrico, sostitutivo di quello esistente di epoca romana ( vecchio ormai di ben duemila anni).

Ancora su Giannutri si possono realizzare dei campi boe a mare, per dare ordine al turismo nautico .

Il Comune, d’intesa con l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha allo studio una “regolamentazione” dell’afflusso di turisti, utilizzando guide ambientali o turistiche, in modo tale che coloro che arrivano a gruppi a Giannutri abbiano l’assistenza necessaria, previo pagamento di un ticket d’ingresso (come avviene per l’Isola di Pianosa), il cui introito può essere destinato al miglioramento dei servizi dell’Isola.

Di idee c’è ne sono abbastanza, considerando che per portare a compimento le opere ci vuole impegno, tempo e volontà che a noi certo non manca, ma anche risorse finanziarie sempre più difficili da reperire.

Dunque, incrociamo le dita.

Cordiali saluti.

Isola del Giglio, lì 13.10.2005

IL SINDACO
ATTILIO BROTHEL

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