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Cedimento cassone: le prime valutazioni

Ha provocato un prevedibile caos la notizia (VISUALIZZA) e le foto pubblicate dalla nostra redazione nel pomeriggio in merito al cedimento del cassone S13 installato nei giorni scorsi sulla fiancata destra della Costa Concordia, nelle immediate vicinanze della poppa della nave.

Siamo stati letteralmente subissati di telefonate e richieste da parte di tutte le maggiori redazioni e solo ora siamo in grado di fornirvi le prime note ufficiose provenienti dal cantiere.

Da una prima valutazione di quanto accaduto al cassone S13 – ci fanno sapere – risulta che non ci siano danni né al cassone né ai respingenti e neanche alle strutture che tengono lo sponson in posizione. In queste ore i tecnici stanno valutandole cause che hanno determinato lo squilibrio del cassone e le contromisure da prendere per risolvere il problema. Da fonti vicine al Consorzio Titan-Micoperi apprendiamo che non è esclusa la possibilità di sospendere le operazioni in attesa di conoscere maggiori dettagli.

La nota ufficiale Titan – Micoperi – I tecnici del consorzio Titan Micoperi hanno individuato la causa del “disallineamento del cassone S13”: “si tratta infatti – spiega un comunicato – di un problema legato al tensionamento di una catena che era rimasta impigliata sotto il relitto e quindi non in perfetta tensione”. “La situazione – riporta sempre la nota – è sotto controllo. I tecnici interverranno quanto prima per ricollegare nel modo corretto la catena e ristabilire l’equilibrio originario del cassone”.

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43 commenti

  1. Giovanni Zardoni

    No Daniela, il pontone “Mak” è arrivato al Giglio con quel cassone verticale già a bordo: non so’ se lo ha portato in gita dato che l’aveva già caricato o terminata l’installazione dei due cassoni in corso si avvicinerà di nuovo per installare il cassone verticale. Per ora è in rada a Campese (con rimorchiatore “Lukas”)

  2. Daniela Robasto

    venerdì sono arrivati l’S10 e l’S9 insieme al pontone per riportare via l’S13 forse danneggiato. Sabato vedo un altro pontone con un altro cassone singolo. E’ l’S8 oppure hanno tolto anche l’S12?

  3. Attilio Regolo

    Scusami, Pietro, ma non è per fare della “facile” Cassandra approfittando della debolezza e degli errori altrui, ma qui si parla di grandi scambi di geopolitica economica, il “relittone Concordia” a Genova in cambio di 40 relittini della MM a Piombino etc etc, ma si tende a nascondere dietro un dito ciò che la gente sana e saggia del Giglio e della Maremma, con le loro tradizioni ataviche di pastori minatori contadini pescatori operai delle paludi etc, vede bene con occhio esperto e disincantato, e cioè che si vorrebbe trasportare a grande distanza tutto insieme e tutto intero un po’ po’ di armamentario quali le 70.000 tonnellate di ferro ammalorate del grande relitto giacente sulle coste del Giglio quando non si è riusciti nemmeno a garantire il galleggiamento e l’assetto di quella piccola “navicella” del primo cassone di rigalleggiamento applicato sul fianco destro della Concordia.
    E puoi “acquistare” tutte le certificazioni ISO-RINA che vuoi, ma poi devi fare i conti con le forze “ctonie” della gravità del mare e del vento che sono il più delle volte spietate e imprevedibili.
    Saluti.

  4. Pietro Rinaldi

    E dai Attilio …..,” se si ha davvero fretta di rimuovere la nave dal Giglio” ?_ Ma nel contratto con la T/M cosa era scritto ?__ Sono trascorsi “appena” due anni e mezzo !! _ La certificazione ISO 30000:2009 per il sistema di gestione dedicato alle operazioni di demolizione e di riciclaggio di una nave, non so se fosse assolutamente necessaria, ma è invece la Fincantieri che garantisce l’intervento, non un’autorità Turca._ La notizia, come dice Maurizio “fa scopa” con quella che il Governo “garantisce” a Piombino la demolizione di 38 unità per un totale previsto di 70 mila tonnellate di rottame, ovvero di più del peso della Concordia (esclusi cassoni e ferraglie applicate allo scafo) ._ ED ECCO CHE IL GIOCO SEMBREREBBE FATTO, con buona pace per il nostro caro Blogger che, giustamente insiste per un porto della sua Regione.

  5. Attilio Regolo

    Qui, caro Maurizio Scholl, mi sembra proprio che si continui a non capire o a far finta di non capire, per interessi più o meno velati, che il problema essenziale e davvero urgente non è guardare a chi ci può guadagnare meglio o pagare di meno (Genova , Piombino, Civitavecchia, Smirne, Costa-T/M, Regione, Governo o chissà chi o cos’altro ancora), speculando sulla vicenda Concordia ma quello di liberare al più presto l’Isola del Giglio e la sua gente dall’enorme fardello che gli è stato sciaguratamente imposto con quell’enorme relitto contorto e arrugginito che svetta ancora semiaffondato davanti alle sue coste dopo oltre due anni e mezzo dal tragico evento del naufragio.
    E il crollo del primo cassone di galleggiamento sulla fiancata destra del grande relitto davanti alla platea mediatica mondiale potrebbe costituire un primo inequivocabile sintomo del calo notevole di attenzione tensione e impegno che si sta verificando sulla intera questione Concordia da parte di tutti i soggetti pubblici e privati responsabili in quel cantiere davanti a Punta Gabbianara.
    Saluti.

  6. Maurizio Scholl

    Genova ha ottenuto la certificazione RINA per la demolizione

    http://www.themeditelegraph.com/it/shipping/shipyard-and-offshore/2014/05/09/ipotesi-concordia-genova-certificazione-rina-per-san-giorgio-del-porto-CP8MoWXCdfrXQ5YRCAVQSK/index.html

    Piombino sembra tagliata decisamente fuori

    http://www.themeditelegraph.com/it/shipping/shipyard-and-offshore/2014/05/05/difesa-ecco-piano-per-smantellare-navi-piombino-ICPGxoxfRIyKL7CBjWLOrJ/index.html

    L’ultima parola spetta a Costa che dovrebbe, a mio parere, rispettare le leggi europee sui rifiuti speciali e far smaltire il relitto in Italia

  7. Attilio Regolo

    Ma poi, Pietro, ho guardato il video Rai.Tv da te riportato sulla possibile destinazione a Genova della Concordia e ne ho tratto delle impressioni non proprio positive.
    Le imponenti strutture portuali dell’area di Genova, infatti, dove per tre anni la nave Concordia dovrebbe essere prima ricoverata e dopo smantellata dando lavoro a circa un migliaio di lavoratori della zona ligure e dintorni appaiono più adatte alla costruzione o ricostruzione di una grande nave piuttosto che a quella di distruzione e smaltimento per la quale basterebbe un porto cantiere di minori pretese.
    E poi, ce lo vedi quel grande trimarano, come tu lo chiami, trascinato per circa una settimana, se andrà tutto liscio, lungo il mar Tirreno prima e il mar Ligure dopo, dopo che ha dimostrato di poter “perdere i pezzi” pur stando fermo alla fonda davanti a Punta Gabbianara al Giglio?
    Ma allora, se si ha davvero fretta di rimuovere la nave dal Giglio, non sarebbe assai più logico e sicuro, non essendo ancora per lungo tempo pronto e disponibile il porto di Piombino, trainarla al Porto di Civitavecchia a poche ore di distanza dal Giglio?
    Mi chiedo a questo punto se la scelta di un sistema di cassoni di rigalleggiamento assai leggero e rapido ma anche con caratteristiche di accentuata labilità e precarietà (come ha dimostrato il grottesco inconveniente del cedimento del primo cassone applicato l’S13), come quello predisposto per il lato destro contorto della nave non sia stato condizionato solo dalla fretta di portare il mega relitto alla prima destinazione accessibile e pronta per riceverlo, in Turchia o in Italia, al prezzo più economico possibile.
    Saluti.

  8. Giovanni Zardoni

    Dalla webcam pare che il rimorchiatore Lukas non solo riporterà a Genova l’S13 ma ha portato al Giglio un altro cassone…

  9. Attilio Regolo

    Fa piacere riscontrare nel tuo ultimo commento, caro Pietro, una rinnovato slancio nell’intravedere finalmente risolto in tempi augurabilmente brevi il grande problema della rimozione della nave Concordia dal panorama di Punta Gabbianara al Giglio.
    Ma un pensierino agli interessi di casa nostra no, Pietro?
    Intendo dire gli interessi della nostra bisognosa Provincia in termini di lavoro e occupazione che con la sottrazione alla limitrofa Piombino dell’affaire smantellamento Concordia a favore di Genova in cambio di una futuribile promessa del Governatore della Toscana di avere le navi dismesse della Marina Militare non credo che ci faccia nell’immediato un gran guadagno.
    “Meglio un uovo oggi che una gallina domani”, caro Pietro, e con tutta la simpatia e il rispetto per l’amico ligure Franco Pepe.
    Saluti.

  10. Pietro Rinaldi

    Sembra ormai che la scelta di Genova sia quella definitiva, la circostanza è stata avvalorata da un altro servizio del Tg1, andato in onda ieri sera, nel quale il presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo ha spiegato le modalità, i tempi (2 anni), gli investimenti e i livelli occupazionali previsti (oltre 1000 lavoratori) per lo smantellamento della nave da crociera. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d4be5b5e-72a1-48f3-a716-3e734f024df6-tg1.html ….. un saluto al Gent.mo Franco Pepe che, se ciò si avverasse, la vedrà da vicino.__ AVANTI TUTTA CON LA MESSA IN OPERA DEI CASSONI e, basta ciance e ritardi !!

  11. Pietro Rinaldi

    Che la scelta di Genova sembra ormai quella definitiva è stata avvalorata da un altro servizio del Tg1, andato in onda ieri sera, nel quale il presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo ha spiegato le modalità, i tempi (2 anni), gli investimenti e i livelli occupazionali previsti (oltre 1000 lavoratori) per lo smantellamento della nave da crociera. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d4be5b5e-72a1-48f3-a716-3e734f024df6-tg1.html ….. un saluto al Gent.mo Franco Pepe che, se ciò si avverasse, la vedrà da vicino.__ AVANTI TUTTA CON LA MESSA IN OPERA DEI CASSONI e, basta ciance e ritardi !!

  12. Giovanni Zardoni

    T/M nonostante i problemi occorsi non ha intenzione di perdere tempo. Il rimorchiatore Lukas partito all’alba da Sestri Ponente ha ormai superato l’Isola d’Elba e domani entro le 7 UTC sarà al Giglio (con due ore di anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti, sta navigando fino a 7 nodi) per caricare sulla chiatta che traina il cassone S13 e riportarlo a Genova per le dovute riparazioni. Nel frattempo il rimorchiatore Garibaldo che è in rada a Porto Santo Stefano con altri due cassoni alla stessa ora sarà al Giglio: non appena la gru della Conquest scaricherà l’S13 infatti si procederà alla posa del cassone S10.

  13. Maurizio Scholl

    Citazione di Alberto Marchesi
    “Nota: il relitto in Italia è un costo, ma all’estero è una risorsa, perche?”

    Io non lo so’ ma mi piacerebbe tanto saperlo. Un po’ come la spazzatura. Perchè mai la abbiamo dovuta mai esportare in Germania ed ora in Olanda. E’ un OT , ovviamente.

  14. Alberto Marchesi

    Caro Attilio, in Italia si valutano le persone per titoli professionali e per carriera mediatica (leggesi comparse televisive) e io non ci sto.
    Diciamo che sono un marinaio attualmente impigato nel campo ambientale.
    Le mie certezze le estrapolo dalla lettura del sito della T/M e dai miei studi.
    Non ho la sfera magica e non so come finirà la telenovela (è tale dal momento in cui ci si è infilata la politica).
    All’estero si faranno delle sane sganasciate vedendo in nostri politici che si palleggiano la patata bollente…
    A suo tempo ho avuto il piacere di sentire alcune cosette da un’ingegnere Fincantieri arrivato al Giglio un paio di giorni dopo il disastro. Mi ha aperto gli occhi, e da quel momento nutro il massimo rispetto per l’operazione.
    A Jim rispondo che probabilmente i cassoni caricati sulla Vanguard saranno tolti nel momento in cui non serviranno più al galleggiamento della nave.
    Nota: il relitto in Italia è un costo, ma all’estero è una risorsa, perche?

  15. Jim, quando i cassoni saranno alla loro posizione definitiva e quando il relitto sarà rigalleggiato, una connessione tra l’alto dei cassoni tribordo e babordo sarà possibile.

    Saluti
    Urs

  16. Cosa succede se i cassoni iniziano a muoversi come Concordia viene caricato sul Vanguard?

    What happens if the caissons start moving around as the Concordia is being loaded on the Vanguard?

  17. Maurizio Scholl

    Anche in mancanza di schemi di collegamento mi sembra ovvio che prima o poi i cassonni verranno ASSUCATI in qualche modo al relitto.
    Non li lasceranno mica pendere come giganteschi e traballanti parabordi :-))

    Concordo con le preoccupazioni di Pietro rinaldi. Non credo che saranno pronti per Luglio.

    Piccolo OT: oggi il premier Renzi era a Genova. Era attesa la dichiarazione di affidamento dello smantellamento alla città. Ha semplicemente detto che il governo sta facendo la sua parte e che la scelta finale resta ai privati.
    Piombino è fuori. Si dovrà accontentare naviglio minore della MM (Fonte Shippingonline)

  18. Suggerisco un modo empirico ma facilmente sperimentabile sul funzionamento dei cassoni, almeno come l’ho capito io.

    Prendiamo due bottiglie di plastica da 1.5 litri vuote e con il tappo e un mattone o altro peso non superiore a 3 kg. Una delle bottiglie la blocchiamo saldamente al mattone con del nastro da elettricista, questa bottiglia simula i cassoni lato mare di Concordia, prendiamo la seconda bottiglia e la leghiamo con due o più spaghi (le catene) a quella sul lato opposto, avendo l’accortezza che lo spago libero tra le due bottiglie sia lungo come il lato del mattone, questa simula i cassoni lato terra. Ora se prendiamo in mano il manufatto avremmo una bottiglia solidale al mattone e l’altra che pende liberamente vincolata all’insieme dagli spaghi, se però mettiamo il tutto a bagno, avendo l’accortezza di avere un sandwich bottiglia-mattone-bottiglia, con gli spaghi di collegamento passanti sotto il mattone, avremmo visivamente il funzionamento del sistema di cassoni che permetteranno il sollevamento di Concordia.
    In linea teorica non sarebbe necessario alcun collegamento superiore fra i cassoni delle due fiancate, tuttavia non credo ci siano grossi problemi a far passare qualche grosso cavo attraverso la nave, o magari sopra, giusto per garantire una maggiore stabilità, tenendo presente che per effetto di trascinamento, i cassoni tenderanno a scivolare in senso opposto a quello di traino di Concordia, quindi almeno i primi è supponibile saranno in qualche modo stabilizzati per limitare lo scorrimento.

    Saluti Franco

  19. Attilio Regolo

    E comunque, Alberto, hai ragione da vendere quando affermi che è bastata una catena fuori posto di quel primo cassone per macchiare in modo indelebile quella bella immagine di fantasiosità e genialità dell’idea progettuale dei cassoni sospesi sul fianco destro della Concordia precipitando nel caos speriamo solo provvisorio tutta la grande operazione del cantiere di rimozione della grande nave.
    E’ come se nello staff di T/M ci fosse un inventore ideatore geniale, una specie di “Guru” del salvage tipo appunto “Mr.Up, ma cui non fanno seguito esecutori altrettanto bravi e professionalmente preparati capaci di prevedere nel dettaglio le difficoltà e i problemi esistenti e che possano affiorare in corso d’opera.
    Ma forse è solo un’impressione momentanea troppo pessimistica e fondamentalmente sbagliata.
    Saluti

  20. Attilio Regolo

    Caro Alberto, sono contento che tu confermi la giustezza delle nostre impressioni sul progetto di rimozione della Concordia.
    Ma, abbi pazienza, con tutto il massimo rispetto della tua persona e di quello che dici, che titoli hai per esprimere un’opinione così convinta e determinata?
    E poi, che il progetto di sollevamento della nave , specie per quanto riguarda il fianco destro in via di realizzazione, nonostante le prime difficoltà incontrate per il cassone S13, appaia fantasioso e geniale tanto da suggerire il paragone con il sistema dei palloncini inventato da Carl Fredricksen alias Mr. Up, nel film di animazione che vinse due Oscar nel festival di Cannes del 2009, su questo non ho dubbi.
    Ma la mia curiosità è: nel grande staff di progettazione della Titan-Micoperi chi è il vero Mr. Up della situazione?
    Tu lo sai ,Alberto?
    Saluti.

  21. Alberto Marchesi

    Si, il sistema funziona esattamente così.
    Altrimenti non sarebbe così semplice togliere i cassoni.
    Rimane comunque il dubbio nel fatto che una sola catena abbia innescato tutto questo caos…

  22. Attilio Regolo

    Mi pare che Urs Klaeger abbia risposto in modo tecnico e professionale come suo solito ai dubbi di Daniela Robasto confermando anche le mie impressioni circa la impossibilità di ribaltamenti verso l’esterno-mare dei cassoni agganciati sul lato di dritta della Concordia.
    E mi sento di dire di più, e cioè che proprio nella apparente “labilità” in più direzioni del sistema dei cassoni di dritta può risiedere il segreto della funzionalità e dell’efficacia di suddetto sistema permettendo un margine di manovra che non può possedere la schiera dei cassoni già esistenti fissi e saldati sul lato di sinistra in qualsiasi caso di necessità o emergenza.
    Saluti.

  23. Il rimorchiatore “Lukas”, con il pontone “Mak”, ha lasciato Sestri Ponente.
    Arrivo previsto al Giglio: venerdì per il pranzo.
    Probabilmente per ritornare il cassone S13 alla Fincantieri.

    Saluti
    Urs

  24. Attilio Regolo

    Mah, Daniela, con il sistema di martinetti e catene correttamente in tiro in fase di galleggiamento e traino il ribaltamento verso l’esterno-mare dovrebbe essere del tutto impedito senza necessità di un ulteriore oneroso e ridondante vincolo meccanico trasverso sulla fiancata destra della nave.
    Anzi, il fatto che le varie zone di cassoni in tiro lungo i 300 mt dello scafo non siano meccanicamente e rigidamente vincolati tra di loro e con lo scafo stesso dovrebbe permettere una certa libertà di intervento localizzato per qualsiasi condizione di necessità o emergenza dovesse presentarsi.

  25. Pietro Rinaldi

    MI PARE CHE CI SIA UN PO’ DI CONFUSIONE “Notiziale” , malgrado il tentativo di Zardoni col post inserito ieri …. Per fare un po’ d’ordine nella discussione … riportando anche le dichiarazione della T/M ; “Uno spostamento dell’acqua di zavorra all’interno del cassone ne ha causato uno sbandamento._ Dopo aver analizzato la situazione, i tecnici hanno verificato che la causa del problema è una catena che era rimasta impigliata sotto il relitto e quindi non era in perfetta tensione.__Non si sono registrati danni né al relitto, né al cassone adiacente._La situazione è sotto controllo._ I tecnici interverranno quanto prima per ristabilire l’equilibrio originario del cassone”.__ Questa mattina su RAI NEWS 24 … il cassone sarà riportato a Livorno per aggiustare il danneggiamento ricevuto._ Sulla stessa testata la dichiarazione dell’Ing. Porcellacchia : E’ ragionevole pensare che a Luglio la nave sarà pronta per il “galleggiamento”.

  26. Daniela, le catene sotto la chiglia tengono il basso del cassone contro la murata della Concordia. I martinetti introducono le forze verticali delle catene nella struttura del cassone. Cosi il centro di tiro verso basso è a 1 metro circa della murata.
    Il centro delle forze della spinta del cassone è a 6 metri circa della murata.

    Adesso il cassone cerca l’equilibrio proprio e quello è perfetto quando il centro della spinta è esattamente alla verticale del centro di tiro delle catene. Con il basso del cassone ritenuto contro la murata, l’alto dovrebbe andare verso la nave e i respingenti…
    Non c’è movimento ma questa forza impedisce l’inclinazione del cassone all’esterno.

    Le due linee di martinetti:
    Possibilmente lo spazio, con una sola linea, sarebbe troppo ridotto per l’introduzione efficiente delle forze nella struttura del cassone. I cassoni alti hanno una spinta più elevata per metro di lunghezza e quindi ci sono forze più importante sui martinetti.

    Tuttavia anch’io ho problemi con i martinetti esterni:
    Le catene sotto la chiglia continuano quasi orizzontalmente all’angolo esterno basso del cassone. Con l’angolo retto verso l’alto del cassone, non capisco l’intento, neanche la trasmissione delle forze del martinetto.

    Schemi del collegamento? Non ho visto seriosi e dettagliati e attuali…

    Saluti
    Urs

  27. Daniela Robasto

    con tutta la buona volontà, ma continuo a non capire il sistema di aggancio. il cassone sbandato ha solo una serie di martinetti in testa in linea con la fiancata della nave. tutti gli altri hanno due linee di martinetti, uno parallelo allo scafo e la seconda linea sempre parallela ma sul lato mare del cassone. Perchè?
    Se come leggo sono come dei palloncini senza nessun vincolo trasversale, quando sarà sollevata e trascinata cosa gli impedirà di ribaltarsi verso l’esterno? Per me qualcosa non torna. Ma schemi del collegamento la T/M li ha mai pubblicati?

  28. Attilio Regolo

    Bene, molto bene questa dimostrazione di volontà reattiva da parte di T/M a fronte delle improvvise difficoltà emerse togliendo dalla vista quel primo grande cassone isolato e sbilenco per portarlo alle opportune riparazioni e proseguendo appena possibile senza soste prolungate con la più ordinata e controllabile schiera di cassoni di galleggiamento più piccoli e reciprocamente addossati e autosostenentisi nella zona più centrale della fiancata destra della nave.
    Saluti.

  29. Giovanni Zardoni

    Comunicato dal sito ufficiale: il cassone S13 tornerà a Genova:
    “In merito alle notizie apparse su alcuni fonti di informazioni relativamente ad un nuovo sbandamento del cassone S13, Titan Micoperi precisa quanto segue: I tecnici hanno lavorato tutta la notte per riportare il cassone S13, installato sul lato di dritta, in posizione orizzontale.
    Attualmente, il cassone è mantenuto in posizione con l’ausilio della gru del Conquest ed i tecnici stanno effettuando le operazioni di svuotamento dell’acqua di zavorra interna al cassone.
    Tali operazioni possono causare sbilanciamenti del cassone stesso a causa dei movimenti dell’acqua al suo interno.
    Tali movimenti sono da considerarsi fisiologici fin tanto che il cassone non sarà completamente vuoto.
    La situazione è attualmente sotto controllo. E’ già previsto che il cassone sia portato in cantiere per le verifiche e le necessarie riparazioni.
    Le attività di installazione dei cassoni riprenderanno non appena la gru del Conquest sarà nuovamente disponibile, ossia dopo che l’S13 sarà stato scaricato sulla chiatta che raggiungerà l’isola del Giglio da Genova.
    L’installazione del cassone S13 sarà quindi posticipata rispetto alla sequenza prevista e si proseguirà, appena possibile, con il cassone S10.
    I tecnici hanno riscontrato anche danni, apparentemente di entità minore, anche nel cassone adiacente (S12), causati dal contatto avuto ieri con il cassone S13 durante la sua rotazione e stanno effettuando le valutazioni del caso”.

  30. Attilio Regolo

    Ecco appunto, Alberto, a pensarci bene l’esempio di Mr. Up con i suoi palloncini gonfiati con gas elio non calza affatto a pennello con il sistema dei cassoni prima riempiti di acqua e poi svuotati per provocare forza di spinta.
    Il gas elio infatti una volta immesso e sigillato alla giusta pressione nel palloncino produce costantemente la stessa spinta e la stessa tensione sul filo cui è attaccato, l’acqua invece immessa nel cassone per affondarlo quando viene ripompata all’esterno non solo provoca una spinta idrostatica esterna variabile con il suo volume residuo interno ma essendo pesante e non leggero come l’elio, che tende ad occupare tutto il volume del palloncino alla stessa pressione, l’acqua dicevo si sposta facilmente da un lato all’altro del parallelepipedo di contenimento provocando squilibrio di spinta sul cassone che tende pertanto ad inclinarsi e sbandarsi.
    Tutto questo produce solo delle innocue dissimetrie geometriche variabili o può addirittura inficiare seriamente il funzionamento complessivo stesso del sistema?
    Saluti.

  31. E’ impossibile costruire un cassone come una scatola, senza rinforzi interni, le forze sono troppo grandi. Esistono certamente ordinate verticali, ma sembra che compartimenti longitudinali, chiusi con paratie, non ci siano.

    Quando il relitto è galleggiante a -18m, non sono problemi, il cassone è quasi vuoto.
    Adesso, con poco d’aria compressa nel cassone, l’acqua è una zavorra liquida e libera (che aveva affondate tante navi), per 34 metri di lunghezza (quasi la larghezza della Concordia). Trasportare una grande vasca piena d’acqua è difficile… senza perdere una buona parte del contenuto!

    Forze deboli sono sufficienti per iniziare il disequilibrio, ma quando l’acqua interna comincia a spostarsi abbiamo un automatismo nefasto. Solo le catene potrebbero bloccare l’automatismo … quando sono in tensione nella parte opposta. Esistono sei martinetti/catene, penso che un problema con una sola catena non bastasse.

    Probabilmente catene posteriori erano impossibili da installare, e una catena (la ultima?) era installata provvisoriamente… e sbagliata.

    Saluti
    Urs

  32. Attilio Regolo

    Cari amici del blog, man mano che passano le ore e che riflettiamo meglio sugli eventi degli ultimi due giorni non vi nascondo che aumentano le preoccupazioni.
    Qualunque sia la causa o siano le concause del serio malfunzionamento di quel primo cassone di rigalleggiamento addossato e sbandato sul lato di dritta della Concordia l’impressione ricavata non è affatto confortante.
    Ed appare poco credibile anche se giustificabile l’invito alla calma dei responsabili del progetto e del cantiere poiché a detta loro “la situazione sarebbe sotto controllo e i tecnici interverranno quanto prima per ricollegare nel modo corretto la catena e ristabilire l’equilibrio originario del cassone”.
    Quel tipo di guaio proietta infatti un’ombra di incertezza e di insicurezza sui fondamenti stessi del sistema scelto per il rigalleggiamento dell’enorme relitto e non si sarebbe mai dovuto verificare.
    Comunque rimaniamo in attesa di ulteriori chiarimenti di dettaglio che possano augurabilmente fugare ogni dubbio e timore residuo.
    Saluti.

  33. Alberto Marchesi

    Ho l’impressione che non sia possibile riempire competamente i cassoni d’acqua, altrimenti vanno a fondo.
    L’avvenimento di ieri ne è una conferma.

  34. Giovanni Zardoni

    Cerchiamo di fare un po’ di ordine sull’accadimento sulla base delle note ufficiali.
    La posa:
    “Il cassone, S13,che per peso e dimensioni e’ il piu’ grande, si trova ora posizionato sul lato di dritta a circa 11 metri di profondita’ dal fondo artificiale sul quale poggia il relitto della Concordia dal suo raddrizzamento avvenuto nello scorso settembre.
    Il cassone e’ stato scaricato dalla chiatta che lo aveva trasportato al Giglio e messo in mare grazie alla gru rotante del pontone Conquest. E’ stato quindi riempito completamente di acqua per permetterne l’immersione in mare e procedere con il collegamento, effettuato con un sofisticato sistema di aggancio automatico, alle catene che lo tengono ancorato al relitto.
    Successivamente i tecnici hanno provveduto a svuotarlo parzialmente, quel tanto che e’ servito a rialleggerirlo e fornire la spinta necessaria per tenere in tensione le catene”.
    La spiegazione ufficiale del problema:
    “Titan Micoperi comunica che nel pomeriggio si è verificato un problema tecnico con il cassone S13 sul lato di dritta.
    Uno spostamento dell’acqua di zavorra all’interno del cassone ne ha causato uno sbandamento.
    Dopo aver analizzato la situazione, i tecnici hanno verificato che la causa del problema è una catena che era rimasta impigliata sotto il relitto e quindi non era in perfetta tensione.
    Non si sono registrati danni né al relitto, né al cassone adiacente.
    La situazione è sotto controllo. I tecnici interverranno quanto prima per ristabilire l’equilibrio originario del cassone”.
    Per assurdo mi pare di capire che dovranno decidere se caricare di acqua completamente i cassoni, rendendoli più stabili ma portando carichi sulle catene e sulla struttura già compromessa del relitto, o trovare il modo per gestire con le giuste tensioni dei martinetti il bilanciamento della zavorra: nulla di grave in ogni caso.
    Ora il cassone è stato rimesso in posizione orizzontale dalla Conquest.
    Gli altri due cassoni arrivati da Marina di Carrara sono pronti in rada a Porto Santo Stefano.

  35. Alberto Marchesi

    Sì, l’esempio di Mr Up calza a pennello.
    Ogni singola catena che parte dal lato sinistro (e già usata per il raddrizzamento) è collegata ad un singolo martinetto passando sotto lo scafo, attraverso i rinforzi già saldati in precedenza.
    Nel momento in cui i cassoni saranno svuotati, le catene andranno completamente in tensione e i singoli martinetti regoleranno l’assetto stesso dei cassoni.
    Naturalmente il tutto succederà il giorno”x”.
    Qualcuno alcuni giorni fa, se non erro, aveva postato il totale delle catene installate, questo deve combaciare con il numero dei martinetti totali (6 per i cassoni 3 e 13, 4 per gli altri, per un totale di una sessantina).
    Correggetemi se sbaglio…

  36. Attilio Regolo

    E comunque, Alberto, può darsi che per davvero l’inclinazione del cassone S13 sia dovuta ad una delle catene rimasta incastrata sotto la chiglia della Concordia nel momento in cui è stato svuotato dell’acqua di zavorra nella misura sufficiente per mettere in tensione appunto le catene di tiro.
    Beh, a parte l’inestetica , se le cose stanno proprio così poco male poiché il contributo di spinta lungo il cassone e il tiro sotto la chiglia su tutte le catene sono comunque garantiti.
    Vorrà dire , se non troverà un rimedio immediato diverso per rimetterlo in assetto orizzontale, che il cassone S13, come peraltro già prospettato da Daniela Robasto, potrebbe rimanere in quella scomoda posizione fino a quando non si riuscirà a sollevare lo scafo di quel tanto da permettere lo svincolo della catena incastrata.
    Saluti.

  37. Attilio Regolo

    Abbiamo capito meglio finalmente, caro Alberto !
    Si tratta di un sistema di grossi “palloni” metallici squadrati sospesi in acqua attaccati alle catene avvolte sotto la chiglia della Concordia un po’ come (ci si scusi l’irriverente paragone ma cerchiamo di abbassare l’allarmistica tensione per favore) “Mr. UP” faceva per trasportare in aria la sua casetta usando palloncini gonfiabili.
    Quindi,Alberto, a parte il vincolo delle catene, suddetti “palloni” sarebbero completamente liberi di muoversi in ogni direzione.
    Il problema è, ed è subito emerso nel caso del primo cassone S13 (ma come hanno fatto a non pensarci prima gli ingegneri della T/M?), che basta una minima dissimmetria di quella condizione di equilibrio tensionale tra la spinta idrostatica da sotto e la pressione dei martinetti distribuiti lungo il bordo superiore specie nel caso degli oltre 30 mt dei cassoni orizzontali per provocare brutte inclinazioni, esaltate dalla presenza di acqua di zavorra all’interno, che non giovano in definitiva all’immagine di sicurezza e stabilità del sistema di rigalleggiamento.
    Mi chiedo peraltro cosa potrebbe accadere ad un sistema così “labile” nella fase di traino a rimorchio in caso di mare mosso.
    Saluti.

  38. Alberto Marchesi

    Purtroppo devo ravvisare, come le altre volte, la fretta nello scrivere commenti anche senza aver sufficientemente letto le informazioni che ci vengono fornite tramite il sito ufficiale del consorzio T/M e le relazioni settimanali.
    Per fortuna c’è l’ “ammeregano” che vi spiega le cosette.
    Forse non si è ancora capito che i cassoni sono “appesi” al contrario, cioè da sotto.
    Finchè i cassoni non saranno svuotati dell’acqua e perfettamente tenuti in assetto orizzontale dai 6 martinetti qualsiasi evento esterno potrà variarne la posizione.
    Probabilmente neanche quel giorno saranno perfettamente allineati, come i cassoni lato sinistro, ma questo non vorrà dire nulla.
    Dalle informazioni che ci hanno dato non si parla neanche di agganci laterali, ma solo di respingenti posizionati per tenere la giusta distanza dalla fiancata.
    Va da sè che una certa dissimmetria ci sarà anche dopo aver risolto il problema del cassone n°13.
    Niente panico!!!

  39. Pietro Rinaldi

    QUESTA NON CI VOLEVA ___ Da quelle poche notizie che si spillano quà e là, per lo più dalla redazione di GIGLIONEWS, non mi sembra comunque un dramma, anche se “NON CREDO” alla storia del problema legato al tensionamento di una catena che era rimasta impigliata sotto il relitto e quindi non in perfetta tensione”.__ Non ci credo semplicemente perché sarebbe veramente assurdo che, prima del tensionamento, non si sia controllato l’assetto delle catene sotto chiglia che, in pratica funzionano da brache che terranno in braccio la Concordia._ Sarebbe come se nel corso dell’alaggio di una imbarcazione si lascino “arricciate e/o contorte” le fasce con le quali la gru di sollevamento prende l’imbarcazione dall’acqua e la posiziona a terra._ Ritengo inoltre in fase di installazione di un cassone sulla fiancata della nave, per la quasi totalità immerso in acqua, si sfrutti anche la sua capacità di galleggiamento e non sia un corpo morto appeso ad un gancio della gru o agganciato all’esterno della Concordia.

  40. Non vedo alcun problema qui. Essi identificano il problema, ingegnere una soluzione e andare avanti. Fintanto che questi problemi non si verificano mentre la nave viene rimessa a galla o mentre viene spostato, tutto dovrebbe essere OK.

    Mr. Bjorkman, qualsiasi intuizione?

    I don’t see any problem here. They identify the problem, engineer a solution and move forward. As long as these issues do not occur as the ship is being refloated or as it is being moved, everything should be OK.

    Mr. Bjorkman, any insight?

  41. Maurizio Scholl

    Non avevo dubbi che la redazione di GN ed il suo direttore siano subbissati di richieste di chiarimenti dalle redazioni di mezzo mondo. Fatevi un caffè che adda passa’ la nottata 🙂

    Ringrazio la T/M per aver prontamente rilasciato una NOTA molto diplomatica

    Tuttavia l’incidente deve essere valutato a fondo, dai comitati di controllo ( CDP- CP- e quant’altro) prima di procedere alla posa dei nuovi cassoni. Un eventuale cedimento in fase di rigalleggiamento sappiamo tutti cosa comporterebbe. E non si tratta di essere Corvi, Gufi o Colombe.
    Spostare il trimarano, come lo chiama Pietro (Rinaldi) è una scommessa che va vinta.
    Resto in attesa di buone notizie.
    G’ Night GN

  42. Anche se le gazzette dei corvi hanno sparato grosso, mi pare che si sia trattato di un incidente di poco conto, nulla che possa compromettere o ritardare in modo significativo i lavori di ri-galleggiamento assistito di Concordia.

  43. Giovanni Zardoni

    La nota di Titan – Micoperi sembra andare nella direzione che sospettavo: “LA NOTA DEL CONSORZIO – I tecnici del consorzio Titan Micoperi hanno individuato la causa del «disallineamento del cassone S13»: «Si tratta infatti – spiega un comunicato – di un problema legato al tensionamento di una catena che era rimasta impigliata sotto il relitto e quindi non in perfetta tensione». «La situazione – riporta sempre la nota – è sotto controllo. I tecnici interverranno quanto prima per ricollegare nel modo corretto la catena e ristabilire l’equilibrio originario del cassone»”.

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