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Memoriale Concordia sulla pulizia dei fondali

IL MEMORIALE DELLA CONCORDIA TRASFORMARE LA CALAMITA’ IN OPPORTUNITA’

In riferimento alle ultime notizie apparse sulla stampa relative alla situazione dell’inquinamento di fondali del Giglio dovuto ai detriti sparsi dalla Costa Concordia dopo l’impatto con lo scoglio delle Scole, l’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia ricorda che il popolo dei sub denunciava da mesi la realistica ipotesi, ora provata, dello sversamento immenso di oggetti e rottami che la Costa Concordia doveva aver distribuito nella sua agonia verso Punta Gabbianara.

piattaforme pulizia fondali regione toscana isola del giglio giglionewsConfondere l’inquinamento di cui parlano le notizie con la rimozione del Memoriale non aiuta però a capire l’approccio al problema, quali siano le priorità degli interventi e come debbano essere spese le risorse disponibili per la bonifica.

La nostra Associazione a questo proposito ha le idee molto chiare.

Occorre “pulire” i fondali dagli oggetti più pericolosi per l’incolumità di chi si vorrà immergere nella zona, prodotti anche dal lungo cantiere dovuto alla rimozione del relitto, (cavi, lamiere, utensili) e da tutto l’accessorio che fu utile al parbuckling (sacchi e materassi), avendo l’accortezza di non disperdere più nulla di tutto questo materiale, nella fase di risalita dal fondo, salpandolo chiuso in appositi mega contenitori.

Successivamente pensiamo possibile mobilitare il volontariato sub in una operazione tipo “caccia al tesoro” di raccolta di tutto quanto sarà successivamente trovato dai subacquei, con il supporto delle associazioni ambientaliste, per progettare il recupero nel tempo e la formazione dei sub volontari per evitare l’aggravarsi dei danni all’ambiente.

Sarebbe altresì interessante mappare la presenza degli oggetti che andranno recuperati per ricostruire le dinamiche di dispersione dalla nave e la storia degli oggetti più interessanti che potrebbero, come da noi sostenuto fin dall’inizio, andare a far parte del Museo del Memoriale a terra, dove tali oggetti potrebbero essere esposti con la loro storia, i proprietari, la posizione e la data del ritrovamento ed il nome del sommozzatore e del club di appartenenza al quale sia dovuto il ritrovamento.

Occorre in sostanza finirla con le lamentele e attivarsi, come è costume di divers e marinai, per proseguire nel trasformare la calamità in opportunità, ricercando le soluzioni ai problemi invece di strumentalizzarli ai fini speculativi più diversi.

Dopo, come è nel nostro progetto, mantenere il santuario del Memoriale, già popolato da ogni specie di vita, sia in tana che da predatori pelagici e destinato a diventare l’inno del mare alla vita contro quella che fu morte, terrore, disperazione e fatica dell’uomo.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEMORIALE DELLA CONCORDIA