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Schiaffino sull’organizzazione sanitaria gigliese

Schiaffino sull’organizzazione sanitaria gigliese

Con una lettera indirizzata ai direttori generale e sanitario della ASL Sud-Est Toscana, il dottor Schiaffino, medico di medicina generale, ex sindaco dell’isola, esprime il suo punto di vista sull’organizzazione sanitaria gigliese, alla luce della recente approvazione di un finanziamento a favore della sanità isolana da parte della Regione Toscana.

Spett.le
Dott. Enrico Desideri
Direttore Generale ASL Sud-Est Toscana

e p.c.
Dott.ssa Simona Dei
Direttore Sanitario ASL Sud-Est Toscana

La recente delibera della Giunta Regionale Toscana sui progetti di ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nelle isole minori destina, per le isole del Giglio e Giannutri, 510.000 euro per “l’adeguamento dei locali del presidio di Giglio Castello, per il punto salute H24 con i medici di medicina generale e i medici di continuità assistenziale e infermieri (una sorta di casa della salute), che sarà dotata di apparecchio per elettrocardiogramma digitale, ecografo digitale, spirografo digitale, apparecchio per videoconsulto e defibrillatore semiautomatico. Questi strumenti assicureranno teleconsulti con il pronto soccorso e specialisti dell’ospedale di Orbetello, sia in fase di controllo che di urgenza”.

Ritengo opportuno, nella mia doppia veste di ex sindaco del Giglio e di attuale medico di base ormai vicino alla pensione, in un’ottica di doverosa collaborazione, rappresentare a chi di dovere le seguenti osservazioni.

Considerata innanzitutto la imprescindibile necessità di dover rispettare un numero enorme di diversi interessi collettivi e i conseguenti lunghi tempi degli iter procedurali, avere la capacità di prevedere l’evolversi dei problemi e adottare in tempo utile le scelte più opportune deve essere sempre un presupposto fondamentale di ogni buona amministrazione. Tale concetto, valido per ogni procedimento amministrativo, riveste importanza essenziale in tema di politiche sanitarie.

L’attuale trend dell’organizzazione dell’assistenza sanitaria, che riserva alle strutture ospedaliere la sola intensità di cure e lascia alla medicina del territorio la gestione delle patologie croniche comporta, nel caso dell’isola del Giglio, due diverse necessità:

  1. la gestione domiciliare dei cronici;
  2. un necessario lavoro di griglia (“triage”) nella struttura sanitaria isolana, per trasferire e ospedalizzare le patologie più o meno acute, non gestibili in loco. Da un corretto svolgimento di tali attività di primo livello conseguirebbe ovviamente anche un appropriato uso dei mezzi di trasporto (ambulanze, navi traghetto, elicottero).

Tale organizzazione potrebbe consentire un funzionamento ottimale del servizio se tutti gli operatori del settore lavorassero in un’unica struttura, in un unico “POLO SANITARIO” come previsto nel Piano Strutturale del Comune. L’attuale organizzazione sanitaria risente invece di tutta una serie di criticità che, non essendo mai state rappresentate a chi di dovere, è opportuno che vengano invece valutate con giusta cognizione di causa e che si elencano di seguito:

  1. presenza sul territorio di tre ambulatori separati (Porto, Castello, Campese) che, pur avendo una valenza di comodità per gli abitanti dei rispettivi centri abitati, comportano una dispersione onerosa e controproducente di risorse economiche e umane. Al Porto opera il medico di medicina generale (MMG), le infermiere di Distretto e, con cadenza mensile, la specialistica esterna e il medico responsabile delle cure primarie (vaccinazioni, certificati ecc.); stagionalmente è presente la postazione di emergenza territoriale del 118 e la Guardia Medica Turistica. Al Castello opera il MMG, la Guardia medica notturna e festiva, l’infermiera di Distretto e la Guardia Turistica (estate). Al Campese il MMG e, d’estate, la Guardia Turistica.
    La dispersione in tre centri di tutte queste figure professionali rende sempre più precaria e difficoltosa l’erogazione  dei più elementari servizi di base, anche in considerazione della sempre crescente informatizzazione degli stessi in una realtà caratterizzata  da continue difficoltà tecniche;
  2. quanto sopra detto comporta inoltre una sottoutilizzazione (o addirittura la non-utilizzazione) delle strutture del POCT (analisi d’urgenza in loco) presenti solo al Porto, con inaccettabile sperpero di pubblico denaro;
  3. diventa sempre più critica la disponibilità di un solo medico durante le ore diurne. Le attuali disposizioni di legge prevedono per ogni cittadino la possibilità di reperire, un medico dalle 8.00 alle 24.00, potendo utilizzare, anche all’isola del Giglio, i medici di Guardia notturna e lasciando lo spazio temporale dalle 0.00 alle 08.00 al 118 e, quando non operativo sull’isola il servizio di emergenza, utilizzare le stesse guardie mediche in forma di reperibilità, con trascurabile onere economico per l’Azienda, considerando il carico di lavoro irrisorio in questa fascia oraria durante i mesi invernali, in cui la popolazione si riduce a circa 1.000 abitanti. Ciò consentirebbe inoltre di avere sempre operativi almeno due medici durante le ore diurne.

Alla luce di quanto fin ora esposto, esprimo la mia personale perplessità sulla destinazione dei 510.000 euro stanziati dalla Giunta Regionale Toscana nell’ambito dei progetti di ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nelle isole minori. Sottolineo inoltre che tale cifra risulta sufficiente solo per l’acquisto e la ristrutturazione dei locali di Giglio Castello. La copertura finanziaria per le apparecchiature di telemedicina non risulta comunque a oggi reperita e tali attrezzature sarebbero destinate ai locali di Giglio Castello mentre la postazione di emergenza territoriale (118) si trova al Porto: continuare in questa politica di allocazione delle risorse economiche fuori da ogni logica (e dalle stesse previsioni del Piano Strutturale) è quindi gravemente lesiva dei veri interessi dei cittadini anche se, sulle brevi distanze, garantisce un indubbio consenso popolare.

Tutto ciò premesso, sarebbe a mio parere opportuno:

che che l’Azienda Sanitaria, pur procedendo con l’utilizzo delle suddette somme -se ormai vincolate- all’acquisto dei locali di Giglio Castello (atto che comunque comporta un arricchimento patrimoniale su cui poter contare per eventuali diversi progetti), si adoperasse per la concreta applicazione della nuova normativa circa l’organizzazione del personale sanitario operante sull’isola e predisponesse una programmazione di corsi di addestramento degli stessi operatori per il doveroso e corretto utilizzo degli strumenti del POCT fin da subito, e di quelli della telemedicina quando veramente disponibili;

che l’Amministrazione Comunale formalizzasse fin da ora tutti gli atti amministrativi conseguenti alle previsioni del Piano Strutturale che, prevedendo anche un unico polo scolastico dei due ora esistenti, comporterebbe la disponibilità di un intero edificio sufficiente e idoneo per essere utilizzato come polo unico sanitario, sia per la localizzazione logistica che per gli spazi interni ed esterni disponibili.

Dr. Armando Schiaffino

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