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Schiaffino: “Alcune note sulla discarica comunale”

NOTE SULLA DISCARICA COMUNALE

In occasione del penultimo Consiglio Comunale il Sindaco dell’isola del Giglio, nelle sue comunicazioni, a proposito di opere pubbliche, elencava “dieci” cantieri aperti, ascrivendone i meriti al suo esecutivo. Già nella mia precedente nota, avente per oggetto i lavori al molo verde del porto, rilevavo che non solo il progetto non era dell’amministrazione comunale ma soprattutto auspicavo che il Sindaco, opportunamente, richiedesse alle maestranze tecniche delle Opere Marittime, titolari del progetto, rassicurazioni sull’impatto (positivo o negativo) che i prossimi lavori potrebbero avere sugli attuali fenomeni erosivi dello specchio d’acqua portuale e imputabili a errori passati, ottenendone solo una risposta scomposta e che si commenta da sola.

armando schiaffino isola del giglio giglionewsNella stessa seduta consiliare il Sindaco dette notizia che finalmente erano stati appaltati i lavori per la discarica delle Porte e che la loro conclusione era prevista per il giugno prossimo, minimizzando la portata di tutte le recenti polemiche sulla perdita dei finanziamenti per la bonifica del sito.

Allo scopo di impedire che comunicazioni distorte possano comunque ridimensionare la gravità della situazione, tuttora irrisolta, ritengo doveroso precisare quanto segue, premettendo che, per quanto si cerchi di equivocare sull’intera vicenda, è ormai arcinoto che:

1° Il Comune di Isola del Giglio aveva ottenuto dalla Comunità Europea, nel maggio 2012 e dopo un iter decennale, un finanziamento a fondo perduto di 2 milioni e 834 mila euro per la completa bonifica della discarica (Messa In Sicurezza Permanente o MISP) in località Le Porte che è stato perso, e quindi revocato, in quanto il relativo progetto non è stato realizzato (anzi i lavori non sono mai neppure iniziati) nel termine previsto del 31.12.2015.

2° Per tale mancato adempimento la Regione Toscana (e di conseguenza il Comune di Isola del Giglio) è sotto infrazione europea con una sanzione di 200 mila euro semestrale a partire dal secondo semestre del 2015. Nel tentativo di evitare tali pesanti sanzioni economiche è stato elaborato un progetto provvisorio di Messa In Sicurezza d’Emergenza (MISE) finanziato dalla Regione Toscana.

Fatte queste necessarie premesse è opportuno sottolineare che i lavori appaltati in località Le Porte non hanno le caratteristiche di una MISP -messa in sicurezza permanente- che avrebbe invece consentito una bonifica radicale del sito e la definitiva risoluzione del problema. Vani sono risultati i pregressi tentativi tesi a ridimensionare la presenza di inquinanti rilevando la presenza di normali processi di mineralizzazione dei rifiuti (riguardanti prevalentemente i materiali organici) e non potendo ovviamente riguardare la presenza di metalli pesanti e altri contaminanti, rendendo quindi necessaria e inevitabile l’elaborazione di un progetto provvisorio di messa in sicurezza d’emergenza (MISE). Tale procedura, oltre ad essere onerosa, per il suo carattere di provvisorietà lascia aperto il problema globale della bonifica, e risulta essere essa stessa paradossalmente impattante per l’ambiente. Infatti i lavori previsti prevedono sbancamenti, opere cementizie, costruzione di vasche alloggio del percolato, costruzione di prefabbricati, messa in opera di tubi di politilene ecc. oltre a necessitare di periodiche (e anch’esse onerose) verifiche. Saranno infatti necessari controlli tecnici per la presenza di elettropompe e per la tenuta delle geomembrane e delle georeti che, anche se ovviamente conformi alle norme, possono notoriamente presentare nel tempo criticità legate a problemi di resistenza alla trazione, alla lacerazione, alla saldatura ecc. con perdita di impermeabilità e conseguenti difetti nel contenimento del percolato.

Un altro aspetto su cui è importante non equivocare è che l’importo del costo del progetto della MISE è stato finanziato dalla Regione Toscana con un fondo di anticipazione, non disponendo il Comune delle necessarie risorse economiche, e che andrà quindi restituito. Risulta quindi encomiabile la condotta politica dell’intera vicenda da parte della Regione Toscana, anche se non si può non considerare che l’impegno regionale era teso anche a difendere l’immagine della Amministrazione Regionale stessa davanti all’Europa, visto che la discarica dell’isola del Giglio risulta essere l’unica della regione ad essere stata sottoposta a procedimento sanzionatorio: circostanza resa ancora più inaccettabile per un’isola facente parte di un Parco Nazionale e che vive esclusivamente di ambiente e di turismo.

Resta da ultimo da considerare che, nonostante che nella stima dei costi a perdere della MISE è stata opportunamente effettuata una valutazione circa la utilizzabilità delle opere computate nei futuri lavori con il progetto MISP, a tutt’oggi nessun funzionario regionale, del Ministero dell’Ambiente o della Comunità Europea ha garantito, con atto o comunicazione formale, che i lavori in corso con la MISE comporteranno la sospensione della sanzione di 200.000 euro con semestralità a carico del Comune di Isola del Giglio, magari con effetto retroattivo al 31 dicembre 2015.

Armando Schiaffino – ex Sindaco

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