Una nuova vigna impreziosisce il territorio

Giusta valorizzazione del territorio

Proprio sulla Provinciale che porta dal bivio verso il Campese da un po’ di tempo il paesaggio è cambiato. Grazie a Giovanni e Simone Rossi dell’Azienda Agricola Fontuccia il recupero di un terreno ormai abbandonato da anni ha valorizzato il nostro territorio. La pulizia completa del terreno, il restauro delle greppe e la palificazione con le classiche maremmane ha ridonato lo splendore ad una postazione strategica per la vigna, tutta esposta a ponente ed a picco sul mare.

Queste lodevoli iniziative impreziosiscono la nostra isola rispettando le tradizioni, per chi scende in auto dal bivio verso Campese oppure risale verso il Castello è impossibile non gioire per questa splendida realizzazione.

Le foto sono in corso d’opera ma già danno un’idea del lavoro che uscirà fuori, bravi Giovanni e Simone!

 

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    L’iniziativa mi pare encomiabile da ogni punto di vista. Di più, spero che questo recupero sia solo l’inizio di un recupero generale di vecchi appezzamenti storicamente “vocati” alla produzione di vino eccelso qual è l’Ansonaco, che ho avuto l’onore di produrre, in piccole quantità, all’interno di Orbetello, attraverso una vigna di 1500 metri quadrati, annessa al vecchio casello ferroviario che s’affaccia sulla laguna e sul Parco delle Crociere atlantiche. Vino che schiccato, coinvolgendo tutta la famiglia, direttamente sulle viti, ossia, cogliendo solo i chicchi maturi, fatti poi pestare, all’antica, dai babmbini nei tini, divenuto una vera e propria Ambrposia di 14,5 gradi, color paglierino e privo totalmente di acidita’, una volta che ne regalai 5 litri a Cinzio Zambelli, mio ospite, nonché compianto Amministratore Delegato dell’Unipol, di cui era stato sostanziale fondatore, mi valse un “rirorno” di tre bottiglie di Picolit e due di Ramandolo, accompagnate da un biglietto di ringraziamento che le qualificava non all’altezza “del mio nettare degli dei”. Ciò detto a titolo d’orgogliosa “rimembranza”(ora la vigna non c’è piu’), mi consento di rivolgere una raccomandazioone ai titolari del recupero: “Per favore, lasciate un congruo spazio di distanza tra la strada e la vigna, acciocche’ il transito delle auto non inquini le coltivazioni”. Ne perderete in quantità, ma voi e chi altri avrà la grazia di poter bere il vostro, sicuramente eccellente prodotto, anche in virtù del fatto che la posizione dell’impianto è la migliore che si possa sperare, ne guadagnerete in salute. In bocca al lupo!!!!

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