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“I giorni della merla”: poesia di Tonino Ansaldo

“I giorni della merla”: poesia di Tonino Ansaldo

Una nuova poesia di Tonino Ansaldo che ancora una volta sceglie GiglioNews per presentarla ufficialmente ai gigliesi ed agli amanti della nostra isola. Per chi volesse leggere i versi pubblicati negli ultimi anni, può visitare l’apposita pagina LE POESIE DI TONINO ANSALDO.

Oggi Tonino, con i suoi struggenti versi, fa un tenero viaggio introspettivo donandoci un meraviglioso omaggio ad uno di quegli amori ineguagliabile nella sua unicità, quello nei confronti di sua mamma Nanda scomparsa da poco, nei freddi giorni della merla.

Mettere in prosa i suoi versi sembra oggi ingeneroso perché si rischia di togliere quella magia alle strofe così gonfie di amore, scritte, tra le lacrime, da un figlio “orfano” ed “orbo” nel buio che lascia un “sole” che si spenge, quell’amore che ti sa dare solo chi ti ha donato la vita. 

Scrive il poeta nella sua dedica:
“A mia madre.
Che i tuoi ultimissimi respiri con me condivisi e atroci
diventino dolce brezza ad animar la mia vela…
finché un giorno ti raggiungerò e mi ormeggerò
vicino a te al sicuro, in quel PORTO del CIELO.”

I GIORNI DELLA MERLA

rum ferdinanda nanda giorni merla isola del giglio giglionewsE vennero
quei giorni…
Dell’anno i più freddi.
I giorni della merla
cosiddetti.

Sulle cui
nere ali
con saio e falce
volò via
il mio sole.

E venne
il buio
col sole mio
spento.
Silente s’accostò
nell’animo arreso…
Nudo
dell’amor vitale
immenso
oceano esteso.

Si ombrò
il mio pianeta.
Di luce povero
orbo mi trovai
a cercar quell’amore
dell’essere
mio in vita
il fattore.

Orfano…
Dell’astro
a lui prossimo
parte si eclissò
dello scrittore.

In quei freddi giorni…
Dell’anno i più freddi,
i giorni della merla
giorni maledetti.

Tonino, febbraio 2021

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Un commento

  1. Belle parole Tonino “ecchetelodicoafare”, ogni volta mi ripeto. In questo caso naturalmente, con la perdita di Tua Madre si legge anche la tristezza che sgorga come acqua fresca di un ruscello. Io, la Mia di Madre l’ho tenuta abbracciata fino al suo ultimo respiro, bagnando il suo viso con le mie lacrime, ormai quasi 40 anni fa. Lei Esterina, quel vicolo che compare dietro le spalle di Nanda insieme a Te bambino, nella foto che vedo, lo conosceva bene essendo nata proprio lì nella casa di Famiglia. Nanda la conosceva e Rosa la Mamma la conosceva pure, anzi, la chiamava Zi Rosa e quindi un rapporto di parentele c’era.

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