Offriamo il terreno con la chiesina di San Giorgio

Offriamo il terreno con la chiesina di San Giorgio

SPETT.LE REDAZIONE GIGLIO NEWS,

siamo i proprietari del terreno su cui è ubicato il rudere della chiesetta di San Giorgio, dichiarata di interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 10, comma3, lettera a, ecc. dalle Belle Arti di Siena. Ci rivolgiamo ai Gigliesi, ed in special modo agli abitanti di Giglio Porto, che pare tengano in modo particolare a questa “chiesetta” per chiarire la situazione attuale.

chiesa san giorgio isola del giglio giglionewsNell’anno 2010 c/a avevamo ricevuto in modo non ufficiale, forse nemmeno vera, da parte di qualche esponente dell’amministrazione comunale, una richiesta per un eventuale acquisto di detto sito, senza peraltro avere mai avuto un’offerta scritta. Oltretutto la nostra richiesta era sempre stata minima, visto l’interesse ed il nostro legame con l’isola.

Avevamo anche avuto contatti con il dottor Schiaffino, che aveva dimostrato interesse per questa iniziativa, ma tutto è rimasto nelle buone intenzioni. Tante promesse, a voce, ma niente fatti.

Poi l’intervento delle Belle Arti di Siena, dietro pressante richiesta dell’ attuale amministrazione comunale che con lo scopo, neanche tanto velato, di ottenere in modo del tutto gratuito il rudere ed il terreno su cui insiste, che ci obbligano a proteggere il sito, mettendoci di fronte a delle spese non inderogabili. Non riteniamo corretto ed onesto, fare bella figura a spese nostre, soprattutto per un’amministrazione comunale che a tutt’oggi non è in grado di ristrutturare nemmeno gli immobili che ha già in proprietà.

Ci riserviamo comunque di rivolgerci ad un legale, per verificare la correttezza etica e morale di queste pressioni e tutelarci di conseguenza. Sicuramente non abbiamo le possibilità di restaurare questo sito, ma faremo il possibile per proteggerlo.

Ci rivolgiamo ai Gigliesi che hanno a cuore questo luogo, per rendere chiare le nostre intenzioni. Se qualche associazione ha intenzione di prendersi carico della chiesetta di San Giorgio, siamo disponibili a trattare qualsiasi concessione o cessione dell’immobile. Disponibili a concederlo in uso gratuito (a norma di legge), purché il sito venga restaurato e reso fruibile a tutti. Siamo disponibili a cederlo all’amministrazione comunale dietro un compenso equo, da concordarsi, non una cessione gratuita, purché lo renda fruibile ai gigliesi. Teniamo a specificare, e chiariamo, non vuol essere assolutamente una minaccia, ma se fossimo costretti a spendere somme consistenti per proteggere il sito, ci troveremmo nostro malgrado, a mettere in vendita il tutto, anche a privati, se lo stato non fosse interessato all’acquisto, con la non remota possibilità che venga tolto del tutto alla vista dei Gigliesi.

Siamo nati/e al Giglio ed alcuni di noi ci vivono sempre, e ci teniamo ad un rapporto amichevole e familiare con gli altri Isolani. Se avete consigli, suggerimenti o soluzioni, anche da parte di associazioni culturali, ed esponenti dell’amministrazione comunale di buone intenzioni, da darci, siamo sempre disponibili ad un confronto serio e pacato.

Con simpatia ed affetto: Miliani Francesca, Miliani Marcellina e Miliani Giovanni

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    IL TEMPIO DI SAN BRUZIO
    E LA CHIESINA DI SAN GIORGIO

    Talvolta, lo confesso,
    rimango sgomento,
    e assai perplesso,
    e pure mi spavento,
    se veggo, cosa indegna!,
    tra l’erba e la “gramegna”,
    un rudere, un reperto,
    un abside, un altare,
    ch’essendo a cielo aperto,
    si vanno a sgretolare
    e ad offender l’occhio
    con ogni scarabocchio.

    Ben ricordo, allora,
    a chi lo ignora,
    l’esempio di San Bruzio,
    mirabile “prepuzio”,
    di tal sacral bellezza,
    ch’era una tenerezza,
    coi marmi e i capitelli,
    che teneva
    di certo assai più belli,
    di tutti quanti quelli
    che Tuscia possedeva.

    Ricordo e vedo adesso,
    come un fesso,
    or che, crollato,
    è stato abbandonato,
    il rudere solengo
    giacere nell’arengo,
    d’un gran prato.

    Perché mi dico, allora,
    in risposta a chi, or ora,
    lamenta che una chiesa,
    è ormai diruta e lesa,
    con poco più di terra,
    che attorno la rinserra,
    perché farla “crepare”,
    quand’essa può tornare
    un tempio per pregare
    ai piedi d’un altare,
    che tiene attorno un orto,
    anch’esso, al fin risorto,
    seppure un po’ discosto,
    seppur senza Prevosto,
    un po’ lungi dal porto?

    Ma datela al Comune,
    che ne riaccenda il lume,
    ch’estingua ogni marciume,
    che la rimetta in sella
    perché ritorni quella,
    forse ancor più bella,
    di quanto era “novella”!

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